Il patrimonio immobiliare pubblico è costituito prevalentemente da immobili posseduti o gestiti da Cdp, Demanio e Invimit. Grandi complessi immobiliari sono inoltre posseduti da società pubbliche quali ad esempio Poste e Ferrovie. Il tutto all’interno della prevalente area di competenza del ministero dell’Economia e della Finanze. Le proprietà immobiliari sono, inoltre, parte degli attivi del ministero della Difesa, del ministero della Giustizia e degli Enti locali. Rimangono fuori dal perimetro descritto gli immobili di Inps e di Inail. Si tratta prevalentemente di immobili che necessitano di interventi di manutenzione e riqualificazione edilizia in un'ottica Esg.
Bisogna continuare a intervenire sul turismo e sulla cultura, nonché riattivare le politiche di social housing, pensando ai giovani e agli anziani; tutto
ciò passa necessariamente attraverso la valorizzazione degli immobili al fine di renderli appetibili, sostenibili e funzionali. Un forte aiuto alla valorizzazione degli assets immobiliari potrebbe arrivare dagli strumenti finanziari quali: fondi immobiliari, fondi di private equity e di private debt specializzati nell’investimento in infrastrutture.
Tali strumenti sono sempre più ricercati dagli investitori, in particolare quelli istituzionali, e assumeranno un ruolo rilevante nel quadro della ripresa post Covid, per la capacità di coinvolgere capitali privati verso l’economia reale e supportarne lo sviluppo. La crescita sostenibile dell’economia europea passa attraverso investimenti nei settori più innovativi e strategici quali piccole e medie imprese, transizione energetica, innovazione e digitalizzazione, abitabilità green, strutture health care e progetti legati alla formazione. Rispetto al settore uffici vi è un outlook positivo di lungo termine, con l’opportunità di aggiornare ancora una volta le caratteristiche fisiche degli spazi per adattarli ai nuovi modelli organizzativi aziendali, quali lo smart working, e puntare allo zero carbon emission.
Ciò posto, occorrono misure incentrate su due aspetti prioritari:
-da un lato, una maggiore premialità agli interventi integrati sul sistema edificio (e di converso meno premiati interventi su miglioramenti parziali o su singoli aspetti) anche mediante la cumulabilità di differenti forme di incentivo, l’omogenizzazione delle aliquote, chiedendo in contropartita la corretta applicazione di processi di certificazione in conformità a protocolli energetico-ambientali (rating system) come già previsto e riconosciuto dall’attuale decreto CAM Edilizia. Tale tema è stato posto all’attenzione del Governo a seguito ordine del giorno della Camera del 24 aprile 2020;
-da un altro lato, la possibilità di estensione di tale strategia energetico-ambientale ai settori che attualmente non possono usufruire dell’agevolazione (es. immobili strumentali, merce e patrimonio e interventi di adeguamento di impianti prendendo con particolare riguardo soluzioni per l’emergenza abitativa e per gli immobili turistico-culturali). Tale tema è stato posto all’attenzione del Governo dello stesso ordine del giorno della Camera. Ciò posto si potrebbe valutare una aliquota più bassa e stabile rispetto al superbonus 110%, per alcuni comparti, per periodi lunghi al fine di poter pianificare gli interventi. (riproduzione riservata)