Proseguono la invasioni degli spazi aerei dell’Ue da parte dei droni russi: questa volta è stato il turno della Lettonia, dopo che nella notte un velivolo di Mosca è stato abbattuto dai caccia della Nato. Poco prima, le autorità avevano sollecitato le popolazioni delle regioni orientali del Paese a cercare riparo a causa della minaccia.
Queste effrazioni sono sempre più frequenti in un momento in cui la guerra tra Russia e Ucraina sembra intensificarsi. Nel fine settimana Mosca ha colpito un deposito di combustibile nucleare esaurito vicino alla centrale nucleare di Chernobyl. Non si sono registrati feriti e l'incendio è stato spento, mantenendo stabili i livelli di radiazione.
Lo scorso weekend a finire nel mirino ucraino è stata San Pietroburgo, proprio mentre si concludeva un importante forum economico nella città. Nelle ore antecedenti il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva inviato una lettera all’omologo russo Vladimir Putin chiedendo negoziati diretti per porre fine alla guerra, senza ottenere però risposte soddisfacenti.
Nella notte tra domenica 7 giugno e lunedì 8 un drone è planato anche sul suolo moldavo durante un pesante attacco russo verso l’Ucraina, in cui sono stati lanciati ben 155 velivoli, 124 dei quali schermati dall’esercito di Kiev. «Esprimiamo il nostro pieno sostegno ai nostri amici moldavi. Questo incidente dimostra chiaramente che Mosca rappresenta una minaccia non solo per l'Ucraina, ma per l’intera regione e per l’Europa nel suo complesso», ha scritto su X il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha.
Intanto nel fine settimana Zelensky e gli alleati europei di Regno Unito, Francia e Germania hanno delineato cinque condizioni per raggiungere un accordo «giusto e duraturo» che ponga fine alla guerra con la Russia. Tra queste la cessazione dei combattimenti, l’avvio dei negoziati e garanzie di sicurezza solide per l’Ucraina.
La dichiarazione congiunta è stata rilasciata dopo i colloqui tenutisi a Londra tra il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, a capo della Coalizione dei volenterosi nata per assistere Kiev in un eventuale futuro processo di pace. (riproduzione riservata)