skin track
Draghi ha capito il dramma della denatalità e lavora per ridare un futuro ai giovani
L'opinione Leggi dopo

Draghi ha capito il dramma della denatalità e lavora per ridare un futuro ai giovani

di Tino Oldani
MF - Numero 088 pag. 14 del 06/05/2021

n Liguria, Fascia è un piccolo comune di 73 abitanti con un’età media di 65 anni. Per l’Istat è il villaggio più anziano d’Italia, con un primato singolare: per 23 anni non ha mai registrato neppure una nascita, finché nel marzo scorso è nato un bambino. Una svolta epocale per il piccolo comune ligure, che però non rispecchia il trend dell’Italia, dove il tasso di natalità è in continua diminuzione. Nel 2020, con 404.104 nascite, 16 mila in meno rispetto alle 420 mila del 2019, si è registrato un nuovo minimo storico dall’unità d’Italia. Per contro, a causa della pandemia, i decessi sono aumentati del 17,6%, con una cancellazione dall’anagrafe di 746.146 persone, delle quali 112 mila decedute per Covid-19. La popolazione italiana è così diminuita di 384 mila abitanti. «È come se in un anno si perdesse l’equivalente della popolazione di Firenze», ha commentato il demografo Carlo Blangiardo, presidente dell’Istat.

Il calo delle nascite italiano viene da lontano. Negli anni ‘70 le famiglie hanno iniziato a fare meno figli, scendendo sotto la media di 2,1 figli, necessaria sul piano statistico per conservare lo stesso numero della popolazione nazionale. Dopo la crisi finanziaria del 2008, la curva della natalità ha puntato più decisamente verso il basso, tanto che nel 2015 si è registrato il primo calo della popolazione dopo il 1918, anno in cui pesarono i giovani soldati morti della Prima guerra mondiale e l’epidemia della febbre spagnola. L’invecchiamento della popolazione, negli ultimi anni, ha fatto sì che in Italia vi siano cinque over 65 per ogni bambino. Un problema per il sistema Paese, che pone interrogativi economici e sociali molto seri, dalla tenuta sempre più debole del sistema pensionistico, fino alla scarsa disponibilità, in prospettiva, di forze giovani per l’economia, soprattutto dei giovani più istruiti e qualificati, che stanno emigrando in altri Paesi, dove il lavoro e mettere su famiglia sono meno problematici. Secondo un sondaggio europeo, condotto in marzo e aprile, il 36% delle coppie italiane che avevano progettato di avere figli nel 2020, hanno dichiarato di avere abbandonato tale piano. Non così in Germania e in Francia, dove lo stesso abbandono è stato confermato dal 14,2 e dal 17,3%, mentre la maggioranza ha detto di avere solo rinviato il piano di avere un figlio. Di fronte alla gravità di questi dati, appare singolare, per non dire demenziale, che i giornaloni e i talk-show stiano dedicando da giorni paginate e ore di tv all’omofobia e a un discutibile disegno di legge che dovrebbe punirla con anni di galera, dopo che un noto cantante rapper se n’è fatto paladino durante un concerto trasmesso da Raitre. Alcuni dicono che dietro questo insulso teatrino c’è la solita regìa della sinistra, per distogliere l’attenzione dai suoi guai interni e non: la pessima governance della Rai, in mano ai suoi raccomandati; il fallimento dell’alleanza con i grillini nelle prossime comunali; la vicinanza imbarazzante ai magistrati di sinistra del Csm coinvolti nello scandalo della loggia Ungheria. Insomma, l’ennesima distrazione di massa, per fare in modo che non si discuta dei problemi veri. In questo clima, non stupisce che nessun politico di peso, di destra o di sinistra, abbia fatto proprio l’appello che Paolo Panerai ha lanciato sabato scorso a Mario Draghi, per dotare il mercato finanziario nazionale di strumenti nuovi, capaci di convogliare il risparmio degli italiani (1.700 miliardi che dormono sui conti correnti) sugli investimenti necessari per la ripresa del nostro Paese, invece di destinarli per il 70% all’estero. Quell’appello, frutto delle idee e dei suggerimenti dei cinque giorni del convegno MilanoCapitali, è un segnale di fiducia in Draghi, nell’uomo e nel banchiere d’azione ammirato al vertice della Bce. Una fiducia che, a mio avviso, merita una risposta concreta, possibilmente con la stessa chiarezza con cui il Pnrr indica i provvedimenti che Draghi ha deciso di adottare per la ripresa della natalità. «Siamo uno dei Paesi con la più bassa fecondità: meno di 1,3 figli per donna contro 1,6 della media Ue», ha detto il premier alla Camera. «Per mettere i nostri giovani in condizioni di avere una famiglia, dobbiamo rispondere alle loro richieste: un benessere adeguato, una casa e un lavoro sicuro». Da qui, l’assegno unico per ogni figlio da 80 a 240 euro, fino all’età di 21 anni, misura già approvata dal Parlamento nell’ambito del Family Act, anche con il voto di FdI, unico partito di opposizione. Una partenza con il piede giusto.

In programma con il Pnrr altre misure specifiche. Garanzia dello Stato al 100% per consentire alle giovani coppie di acquistare casa con un mutuo, senza anticipo. Per eliminare gli ostacoli che limitano la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, stanziati 4,6 miliardi per costruire nuovi asili nido, scuole materne e servizi di educazione e cura per l’infanzia; un miliardo per l’estensione del tempo libero nelle scuole primarie per consentire alle madri di conciliare lavoro e famiglia; 400 milioni per favorire l’imprenditorialità femminile; un miliardo per la promozione delle competenze in ambito tecnico-scientifico, soprattutto per le studentesse; formazione per le donne dopo la maternità; aumento dei congedi di paternità. Misure che rendono credibile l’intenzione, proclamata da Draghi, di pervenire entro il 2026 alla parità di genere. La sua attuazione, assieme al rilancio demografico, sono tuttavia sfide che richiederanno tempo e un governo stabile, coeso. Ma, una volta tanto, il percorso da fare è tracciato nei dettagli, perfino nei tempi. Non rispettarli, perdendo tempo con temi divisivi come l’omofobia, sarebbe un suicidio, questo sì epocale, soprattutto per le prossime generazioni. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza