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Draghi alla vera prova del fuoco: le nomine alla Rai
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Draghi alla vera prova del fuoco: le nomine alla Rai

di Angelo De Mattia
MF - Numero 087 pag. 18 del 05/05/2021

Nel discorso programmatico alle Camere per la fiducia Mario Draghi, come del resto i suoi predecessori, non ha mai fatto riferimento alle nomine in imprese ed Enti pubblici, insomma a questo puncutum dolens, in particolare, del rapporto tra politica ed economia, al ruolo deteriore svolto nei decenni dalla lottizzazione partitica; più in generale, al modo in cui si dovrebbe svolgere l’intervento pubblico in economia. Ma, naturalmente, con il silenzio non si è risolto il problema di quello che un tempo si chiamava «sottogoverno», ma che forse era ed è la parte più consistente del governo. Ora si ripresenta con le oltre 500 nomine pubbliche di competenza diretta o indiretta dell’esecutivo e, in questa fase, con il rinnovo degli organi deliberativi e di controllo della Rai, oggetto ora di dibattiti e dure contestazioni per il caso Fedez. Un indiretto riferimento si può trarre dalla replica del premier in Parlamento, dopo il dibattito sulla fiducia, quando ha detto di essere sicuro che corruzione, stupidità e poteri costituiti saranno battuti dall’onestà, dall’intelligenza e dal gusto per il futuro. Secondo le cronache, Draghi non si adopererebbe, come alcuni vorrebbero, per una radicale riforma della Rai, in specie della governance, ma mirerebbe, per intanto, alla nomina dei successori dei componenti attuali degli organi apicali, senza perdere tempo, in relazione alla loro scadenza nel prossimo giugno. Si può ritenere che l’ex presidente della Bce abbia in mente un progetto di riforma in nuce ancora da sviluppare per cui temporeggiare nelle nomine offrirebbe alibi a chi vuole che nulla cambi oppure che preferisce concentrarsi per tempo sui nuovi incarichi ben sapendo che, ancor più di questi ultimi pur non facili da decidere, una organica riforma susciterebbe posizioni divisive nell’eterogenea maggioranza. Tuttavia anche la decisione delle nomine, quelle di competenza del governo, al pari delle nomine di spettanza del parlamento, come nel caso Rai, richiede una forte determinazione volta a esaltare la competenza generale e specifica, l’esperienza, l’idoneità, il rigore, l’autonomia intellettuale e propositiva, l’onorabilità da intendere in senso ampio. Questi criteri e requisiti, oggettivi e trasparenti, dovrebbero essere fissati ex ante ed essere sottoposti a procedure di verifica quanto alla loro applicazione. Il modo in cui si affronta il caso delle nomine Rai potrebbe essere un segnale per tutte le altre decisioni relative a incarichi pubblici. D’altro canto, l’informazione pubblica è, anch’essa, una componente fondamentale pure per l’economia e la finanza, per il funzionamento dei mercati, per gli stessi rapporti sociali. All’opposto, proprio ora, una corretta, professionale, oggettiva informazione, insieme con la rappresentazione delle diverse posizioni in nome di un necessario pluralismo, è una leva fondamentale per risalire la china. La separatezza tra Rai, autonoma e indipendente, politica ed economia è cruciale. Le ipotesi di ridisegno istituzionale e societario messe, in campo da molte parti, sono diverse; alcune sono incentrate nella costituzione di una Fondazione che si interrebbe tra governo e parlamento, da un lato, e Rai, dall’altro, con il compito di nominare i vertici di quest’ultima e di promuoverne l’attività. Molto al riguardo è da approfondire, anche per evitare che, con mutate sembianze, si ripresenti in tale disegno la possibilità della spartizione partitica delle cariche con l’infeudamento dell’informazione da parte della politica. Allora le nomine da decidere sono anche un segnale della sincera volontà di avviare successivamente una vera riforma e non di cambiare tutto perché tutto resti come prima. Ciò non sfuggirà di certo a Draghi. Anzi sarebbe quanto mai opportuno che fosse dato un chiaro segnale del modo in cui si pensa di procedere per la Rai, attivando una comunicazione che ancora lascia non poco a desiderare. (riproduzione riservata)



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