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Orologi&Gioielli

Le 8 fabbriche del tempo dove nascono gli orologi più desiderati

Gli orologi più famosi e ambiti nascono in luoghi unici, manifatture storiche o nuovissime, firmate da grandi architetti. Spoiler: non sono solo in Svizzera...

di Davide Passoni
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Dove nasce il tempo? Non è una domanda filosofica e nemmeno un paradosso. Perché se il concetto di tempo esiste dal momento in cui l’uomo ha sentito il bisogno di misurarlo, esso nasce insieme agli strumenti che permettono questa misurazione, gli orologi. Prodigi di micromeccanica che vedono la luce all’interno di manifatture nelle quali coesistono non di rado avanguardia e tradizione.

Architetture spesso avveniristiche, pensate per integrare processi e tecnologie ultramoderne in edifici destinati alla massima efficienza, energetica e produttiva. Con una componente fondamentale: la luce naturale. Alleata dei maestri orologiai, per consentire loro la piena visione su ciascun componente essa inonda i laboratori di ogni manifattura, grazie all’impiego di grandi finestre oltre le quali, chi lavora, non di rado alza gli occhi per riposare la vista sui pacifici boschi e prati della Svizzera. Ma non solo, perché l’atmosfera è la stessa anche in altri contesti, che siano le foreste di betulle del Giappone o i sonnolenti paesaggi della valle di Glashütte, in Sassonia, culla dell’orologeria made in Germany.

Uno dei molti pozzi di luce, preziosa alleata di queste fabbriche del tempo, in uno dei siti produttivi di Rolex.
Uno dei molti pozzi di luce, preziosa alleata di queste fabbriche del tempo, in uno dei siti produttivi di Rolex.

Ormai gran parte delle manifatture di alta orologeria è ospitata all’interno di edifici moderni e automatizzati. Si pensi, per esempio, ai diversi siti produttivi di Rolex, sparsi tra le località di Chêne-Bourg, Plan-les-Ouates o Bienne: le loro forme fatte di vetro e cemento ospitano processi industriali i cui segreti sono custoditi e pensati per creare, insieme, orologi, sogni e desideri. 

Il sito produttivo di Audemars Piguet a Le Locle.
Il sito produttivo di Audemars Piguet a Le Locle.

È invece situato nel verde di Le Locle, nel canton Neuchâtel, il sito di Audemars Piguet, uno dei più recenti e futuristici. Progettato dallo studio di architettura svizzero Kunik de Morsier, è dislocato su più livelli sfalsati per un totale di oltre 10mila metri quadrati. A poca distanza, a Le Brassus, sorge invece il nuovo Ho^tel des Horlogers di Audemars Piguet, progettato da Big - Bjarke Ingels Group e realizzato dallo studio di architettura svizzero Cche. L’architettura dell’edificio segue la topografia della Valle´e de Joux grazie una struttura che si integra ai prati circostanti.

La manifattura di Patek Philippe, alle porte di Ginevra.
La manifattura di Patek Philippe, alle porte di Ginevra.

Patek Philippe è, invece, da sempre legata a Ginevra e ha inaugurato pochi anni fa il suo polo produttivo non lontano dalla città, in una manifattura dai numeri importanti: quasi 200 metri di lunghezza per 67 di larghezza, con 10 piani di cui 4 interrati. Si distingue per le ampie superfici vetrate, accompagnate esternamente da passerelle curvate in cemento bianco, e le sue scale di sicurezza color bronzo ricordano l’architettura di New York.

Il magazzino automatizzato di Omega, a Bienne.
Il magazzino automatizzato di Omega, a Bienne.

Anche Omega vanta a Bienne una delle manifatture più avanzate tra quelle dei marchi di alta orologeria. Inaugurata nel 2017 e organizzata su cinque piani, riunisce le fasi di produzione, il magazzino e la logistica, con un sistema di stoccaggio completamente automatizzato. La firma dell’architetto giapponese Shigeru Ban è presente sin nel minimo dettaglio dello stabilimento; il suo design si estende ai diversi reparti di produzione, dal controllo qualità alle aree lounge, fino agli uffici per i servizi.

La manifattura di Hublot a Nyon, in Svizzera.
La manifattura di Hublot a Nyon, in Svizzera.

Per quanto abbia meno storia di Omega, anche Hublot ha scelto la via della modernizzazione industriale grazie a due edifici d’avanguardia che, a Nyon, costituiscono la sua manifattura. Qui, in una fabbrica hi-tech, uno dei marchi svizzeri più giovani porta avanti il suo approccio all’orologeria moderno, ma rispettoso della tradizione.

Orologiai al lavoro da Hublot, brand di Lvmh noto per l'uso di materiali d’avanguardia.
Orologiai al lavoro da Hublot, brand di Lvmh noto per l'uso di materiali d’avanguardia.

Una tradizione della quale si fa custode Vacheron Constantin nella propria manifattura di Plan-les-Ouates, vicino a Ginevra, cittadina in cui trovano posto i siti produttivi di numerosi marchi. Struttura hi-tech contemporanea, è stata inaugurata nel 2005 e disegnata dall’architetto svizzero Bernard Tschumi: la sua forma ricorda quella di una croce di Malta (simbolo del marchio) stilizzata e tagliata a metà e l’edificio riunisce sotto lo stesso tetto la direzione, l’amministrazione e gli artigiani degli atelier.

Gli interni luminosi di A. Lange & Söhne a Glashütte, in Germania.
Gli interni luminosi di A. Lange & Söhne a Glashütte, in Germania.

È invece a Glashütte, in Germania, la manifattura di A. Lange & Söhne, unità produttiva moderna e sostenibile inaugurata nel 2015 di fronte agli storici edifici dell’azienda. Nel progettarla, lo studio svizzero Jessenvollenweider Architektur ha messo al primo posto l’ambiente: grazie a una gestione innovativa dell’energia, la manifattura è CO2 free ed è anche il più grande impianto alimentato a energia geotermica della Sassonia. La leggera inclinazione delle oltre 250 finestre garantisce un’illuminazione ottimale.

La manifattura svizzera di Vacheron Constantin.
La manifattura svizzera di Vacheron Constantin.


 

Chopard è, invece, una realtà industriale che comprende cinque siti produttivi: due fabbriche di movimenti a Fleurier, una a Ginevra, una a Pforzheim, in Germania, e una fabbrica di quadranti a Le Locle. Accanto al futuro coesistono manifatture storiche, che in centinaia di anni di operatività non hanno mai mutato di sede. Attraversarne i corridoi, sostare nelle rumorose officine e subito dopo ascoltare il silenzio dei laboratori in cui operano gli orologiai, è una esperienza imprescindibile per chi vuole scoprire i segreti che racchiude ciascuna manifattura e che trasmette ai segnatempo che da essa escono.

La sede di Chopard a Fleurier, nel comune svizzero di Val-de-Travers.
La sede di Chopard a Fleurier, nel comune svizzero di Val-de-Travers.

A pensarci bene, la duplicità tra modernità e tradizione che si riscontra nelle diverse architetture delle manifatture di orologeria è la stessa che caratterizza buona parte dei marchi che esse ospitano: maestri specializzati nei métiers d’art condividono lo stesso edificio con magazzini ad alta automatizzazione, dove operano robot guidati da remoto, in una sinergia votata all’eccellenza. Una doppia anima che affascina e che per qualcuno resta un mistero, ma la cui sintesi è l’incanto di un orologio. Che nasce proprio dove nasce il tempo. (Riproduzione riservata) 

Orario di pubblicazione: 07/02/2025 08:00
Ultimo aggiornamento: 07/02/2025 08:00
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