Ma quale grande imprenditore. «Donald Trump, you are fired!». Se avesse partecipato come concorrente al suo reality The Apprentice, in cui gli aspiranti businessman vengono giudicati per le proprie capacità di fare affari, il tycoon newyorkese che vuole ricandidarsi alla Casa Bianca sarebbe stato immediatamente escluso. Senza appello.
Già, perché il «self-made man» dell’immobiliare e non solo - come ama definirsi - è tutt’altro che un imprenditore di successo. Ricevute decine di milioni dal padre – da cui oltretutto è stato più volte salvato dalla bancarotta nei suoi spericolati investimenti nei casinò di Atlantic City – a cui aggiungere oltre 177 milioni di dollari di eredità, Donald Trump ha dilapidato il capitale messogli a disposizione dal genitore. I calcoli che smontano la narrazione del 45° presidente Usa li hanno fatti gli economisti della Bocconi Tito Boeri e Roberto Perotti nel nuovo mensile «Eco», appena lanciato dell’ex numero uno dell’Inps.
Dalle stime emerge che se Trump avesse investito passivamente nello S&P 500 il gruzzolo ricevuto la sua fortuna varrebbe oggi almeno il 50% in più: 2,5-3 miliardi contro gli 1,5-1,8 miliardi di patrimonio calcolati a marzo da Forbes. Attenzione, la ricchezza esclude il valore della partecipazione (3,5 miliardi) di Trump nell’emulo di X, la quotata Truth Social, valore che rischia però di polverizzarsi passato il lock-up di sei mesi dalla fusione di fine marzo del social con la spac già quotata al Nyse. I colpi di scena non sono esclusi: la Sec ha appena accusato di «frode massiccia» il revisore conti, sospendendolo.
Per ricostruire quanto ricevuto da Trump nel corso della vita da parte del genitore, Boeri e Perotti si sono rifatti in gran parte a un’inchiesta del New York Times del 2018, lavoro basato su oltre 100 mila pagine di documenti e centinaia di interviste, da cui emergono 295 casi di somme trasferite fino al 2004, anno della vendita degli asset ereditati.
Ai prezzi attuali (tenendo conto dell’inflazione), queste somme equivarrebbero a quasi 250 milioni (stima comunque prudenziale visto che i trasferimenti potrebbero essere molto maggiori). Investiti a Wall Street, hanno conteggiato i due economisti, i circa 250 milioni avrebbero potuto trasformarsi in 2,5 miliardi. Dunque, con le sue attività imprenditoriali, Trump avrebbe perso almeno 700 milioni. Un mezzo fallimento. (riproduzione riservata)