Un’autorità di controllo britannica ha proposto il divieto della vendita di strumenti derivati basati su bitcoin e altre valute digitali ai singoli investitori, definendoli “investimenti inadatti” ai non addetti ai lavori. La Fca ha dichiarato di volersi consultare con il settore finanziario e con i consumatori in merito alle restrizioni, che potrebbero essere introdotte all’inizio dell’anno prossimo e riguarderebbero la vendita o la commercializzazione di strumenti derivati ed Etn collegati a criptovalute e altri asset digitali.
Gli strumenti derivati sono prodotti finanziari il cui valore è legato ad attività sottostanti come azioni o obbligazioni. «La maggior parte dei consumatori non è in grado di valutare in modo affidabile gli strumenti derivati basati su crypto asset non regolamentati», ha affermato Christopher Woolard, direttore esecutivo di strategia e concorrenza presso Fca. «La fluttuazione dei prezzi è molto evidente, come abbiamo potuto notare nel quadro globale, e la criminalità finanziaria nei mercati dei crypto asset può portare a perdite improvvise e inaspettate».
Le restrizioni includerebbero opzioni, future e contratti differenziali legati a prezzi criptati, così come i titoli quotati. Potrebbero influenzare piattaforme come Kraken Futures e IG Group Holdings PLC, che offre contratti crypto per differenza sia agli investitori professionali che a quelli individuali. Un portavoce di IG Group ha dichiarato che le entrate provenienti dalla vendita al dettaglio dei cripto-derivati nel Regno Unito sono state “piuttosto esigue”.
Henri Arslanian, crypto leader presso PwC, ha dichiarato che «questo provvedimento è in linea con quanto molte autorità di controllo di tutto il mondo hanno cercato di fare. Hanno infatti cercato di introdurre ulteriori salvaguardie per gli investitori non qualificati, ma non mancherà un regolamento per gli investitori istituzionali e accreditati».
In un documento di 49 pagine, la Fca ha dichiarato che il prezzo del bitcoin è in media quattro volte più volatile rispetto a quello delle materie prime relativamente volatili come il succo d’arancia o i lean-hog future. L’autorità ha affermato che tali oscillazioni dei prezzi possono esacerbarsi e diventare più problematiche per i singoli investitori in strumenti derivati a leva finanziaria, dove le dimensioni di una scommessa sono amplificate utilizzando denaro in prestito.
L’Fca ha scoperto che quando due analisti impiegano lo stesso modello di pricing possono ottenere bitcoin con valutazioni molto diverse, rispettivamente di 20 dollari e di 8.000 dollari. Riportava che le difficoltà inerenti alla valutazione delle attività sottostanti ha reso impossibile valutare in maniera efficace i derivati. All’inizio, l’autorità regolatrice prese in considerazione la possibilità di istituire dei divieti in ottobre. Da allora, si è verificato un rimbalzo dei prezzi delle criptovalute, mentre si è intensificato l’interesse per prodotti più esotici collegati alle valute digitali, come i bitcoin e Ethereum.
Recentemente, i bitcoin hanno scambiato a 12.000 dollari, e quest’anno il prezzo si è più che triplicato, a detta del sito di ricerca CoinDesk. Il picco è stato raggiunto a fine 2017, con 20.000 dollari.
Alcune società di criptovalute hanno cominciato a sollecitare la diffusione di prodotti strutturati collegati ai prezzi dei bitcoin, i cui premi dovrebbero basarsi su formule complesse. Negli Usa, molti di questi prodotti sono pensati per investitori individuali ed istituzionali con patrimoni netti molti alti, piuttosto che per quelli non qualificati. In ogni caso, brusche manovre di mercato nel contesto di prodotti strutturati possono causare perdite importanti, come Wall Street ha potuto verificare durante la bolla immobiliare Usa, che ha portato al collasso di alcuni prodotti legati alle ipoteche.
I derivati delle criptovalute hanno costituito un argomento chiave della conferenza che si è tenuta questa settimana a Taiwan, durante la quale Nouriel Roubini, economista della New York University e scettico dei bitcoin, ha intrattenuto un dibattito con Arthur Hayes, alla guida di BitMEX, piattaforma basata alle Seychelles che si occupa di derivati delle criptovalute e che permette ai suoi utenti di scambiare con leve 1:100. Roubini ha dichiarato che Bit MEX ha attratto «giocatori d’azzardo degenerati e investitori falliti che non dovrebbero investire in roba come questa». Detto questo, Hayes ha ribattuto: «Gli esseri umani amano la speculazione. Noi ci stiamo solo occupando di dar loro l’opportunità di farlo in maniera sicura… E di gestire una piattaforma onesta».
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