«Siamo tutti quanti d'accordo che su quello che abbiamo ricevuto e vanno rispettate le indicazioni. Ci sono i dettagli da mettere a posto, ma l'obiettivo è comune. Ci sono i tecnici che devono giustificare le parcelle che mandano. Da fratello maggiore sono contento di come sono i rapporti. Abbiamo più fretta di voi (giornalisti, ndr)». Lo dice il primogenito del fondatore di Luxottica Claudio Del Vecchio a milanofinanza.it a margine dell’assemblea di Essilux a Parigi a proposito dell’esecuzione dell’eredità del padre, ancora non completata a quasi due anni dall’apertura del testamento.
Quattro eredi (Claudio, Paola, Luca e Clemente) hanno accettato l’eredità con beneficio di inventario ed è in corso il contenzioso civile sul progetto di riparto dei crediti che prevede l’assegnazione di 1,7 milioni di titoli Essilux al presidente di Essilux e Delfin Francesco Milleri.
«Stiamo lavorando tutti insieme, si può chiederlo anche agli altri sei e diranno la stessa cosa. Lo facciamo per il bene delle aziende che la holding detiene e per rispettare le volontà di nostro padre», aggiunge il fratello Leonardo Maria che come gli altri eredi ha in portafoglio il 12,5% di Delfin, la cassaforte lussemburghese da oltre 30 miliardi valore grazie alle quote di Essilux, Covivio, Generali, Unicredit e Mediobanca.
Si sta lavorando anche sulla governance Delfin? «Quando saremo pronti lo diremo. Credo che ci siamo già, sinceramente», risponde Claudio che con il fratello non si sbilancia sulle tempistiche. Il mese di maggio potrebbe non passare inutilmente? «Ce lo auguriamo, prima è, meglio è per tutti». «Sono passati quasi due anni, vorremmo che non passasse un mese in più», chiude Leonardo Maria. (riproduzione riservata)