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Dazi Usa, l’auto tedesca paga il conto: l’export verso gli Stati Uniti crolla del 14% nel 2025

22 dicembre 2025, 09:30 Ultimo aggiornamento: 10:02

Studio Iw: tra le aziende più esposte ai dazi di Trump ci sono i grandi costruttori tedeschi, come Volkswagen, Bmw e Mercedes-Benz. In frenata anche meccanica e chimica

I dazi statunitensi continuano a pesare in modo significativo sull’industria automobilistica tedesca. Nei primi nove mesi del 2025 le esportazioni di auto dalla Germania verso gli Stati Uniti sono diminuite di quasi il 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnando il peggior risultato tra i principali comparti industriali del Paese.

È quanto emerge da uno studio dell’Istituto per la ricerca economica Iw di Colonia, i cui dati sono una brutta notizia anche per la componentistica italiana che in generale, oltre a Stellantis, ha come principali clienti proprio le case automobilistiche tedesche. 

L’auto è la più colpita dai dazi di Trump

Secondo la ricerca, il settore automotive è quello che ha sofferto maggiormente nell’ambito della guerra commerciale avviata dall’amministrazione del presidente Usa Donald Trump. E tra le aziende più esposte ci sono i grandi costruttori tedeschi, come Volkswagen, Bmw e Mercedes-Benz, che da anni considerano il mercato statunitense uno sbocco strategico per le proprie vendite, anche di fronte alle difficoltà in un mercato cinese caratterizzato da una concorrenza in continuo aumento.

A partire dal 1° agosto 2025, in base a un accordo tra Washington e Bruxelles, gli Stati Uniti hanno fissato un dazio base del 15% sulle auto importate dall’Europa. Una misura inferiore rispetto all’aliquota iniziale del 25% ipotizzata da Trump, ma comunque nettamente superiore al precedente livello del 2,5%, con effetti visibili sui flussi commerciali.

Colpite anche ingegneria e industria chimica

Le difficoltà non riguardano solo l’automotive. Lo studio dell’Iw evidenzia che anche le esportazioni delle aziende tedesche dell’ingegneria verso gli Usa sono calate del 9,5% nei primi nove mesi dell’anno, mentre il comparto dei macchinari risente in particolare dei dazi del 50% applicati ai prodotti in acciaio e alluminio. In flessione, sempre del 9,5%, anche l’export dell’industria chimica, anche se il calo non è dovuto soltanto alle tariffe, ma anche a fattori come la riduzione della produzione in Germania dovuta agli alti costi dell’energia.

Nel complesso, considerando tutti i settori, le esportazioni tedesche verso gli Stati Uniti sono diminuite del 7,8% su base annua nei primi tre trimestri del 2025, dopo una crescita media di quasi il 5% registrata nei periodi comparabili tra il 2016 e il 2024.

La nuova normalità per gli esportatori tedeschi

«Dal momento che oggi bisogna presumere che i dazi statunitensi sulle importazioni non torneranno ai livelli precedenti all’era Trump nel prossimo futuro, è difficile aspettarsi una ripresa significativa dell’export tedesco verso gli Stati Uniti», ha spiegato Samina Sultan, ricercatrice dell’Iw e autrice dello studio. Questo scenario, secondo l’istituto, rischia di rappresentare una vera e propria «nuova normalità» per gli esportatori tedeschi oltreoceano. (riproduzione riservata)



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