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Dazi, cosa succede dal 2 aprile: le nazioni coinvolte e l’effetto sui prezzi delle barriere commerciali Usa

31 marzo 2025, 09:19 Ultimo aggiornamento: 04 aprile 2025, 17:22

Da mercoledì 2 aprile, come preannunciato da più di un mese, gli Usa introdurranno i cosiddetti dazi reciproci nei confronti di qualsiasi partner commerciale

Donald Trump ha dichiarato di essere «arrabbiato» con Vladimir Putin per aver tergiversato nei colloqui sul cessate il fuoco con l'Ucraina e si è detto pronto a introdurre tariffe secondarie sugli acquirenti di petrolio russo se non verrà raggiunto un accordo. Le minacce del presidente Usa domenica sono arrivate mentre i negoziati per una soluzione della guerra in Ucraina stanno proseguendo senza una chiara svolta. I possibili aggravi alle importazioni dai Paesi che acquistano petrolio russo arrivano mentre tra mercoledì e giovedì Donald Trump ridisegnerà la mappa del commercio mondiale, rafforzando quella che ormai tutti chiamano la «guerra dei dazi».

Mercoledì 2 aprile, come ha preannunciato da più di un mese, Trump introdurrà i cosiddetti dazi reciproci nei confronti di qualsiasi partner commerciale che applica tariffe o impone altre barriere commerciali sui prodotti statunitensi, mentre giovedì partiranno i dazi del 25% sulle auto importate negli Usa. Intanto Trump fa sapere che i dazi reciproci includeranno tutte le nazioni, non solo un gruppo più ristretto di 10-15 Paesi con i maggiori squilibri commerciali. Il presidente Usa ha già imposto tariffe su alluminio, acciaio e automobili, oltre ad aver aumentato del 20% i dazi su tutti i beni provenienti dalla Cina. E quindi quelle di mercoledì, in quello che Trump ha ribattezzato il «Giorno della Liberazione», saranno nuove tariffe.

L’inizio dei dazi

«Si dovrebbe iniziare con tutti i Paesi», ha detto il presidente ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, smentendo il suo consigliere economico, Kevin Hassett, che aveva dichiarato di recente a Fox Business che l'amministrazione si concentrerà su 10-15 Paesi. Lo stesso Trump, la scorsa settimana, aveva suggerito che avrebbe potuto ridimensionare i suoi piani reciproci, imponendo tariffe in alcuni casi a livelli inferiori a quelli che i paesi applicano agli Stati Uniti.

Inoltre il presidente ha dichiarato sabato scorso di non aver messo in guardia i dirigenti dell'industria automobilistica dall'aumentare i prezzi quando entreranno in vigore i dazi sulle auto prodotte all'estero, dicendo alla Nbc News che «non gliene potrebbe importare di meno» se lo faranno.

Dazi che Washington intende annunciare dopodomani riguarderanno «tutti i Paesi», non solo quelli con i maggiori squilibri commerciali con gli Stati Uniti: lo ha detto il presidente Usa Donald Trump. «Inizieremo con tutti i Paesi e vedremo cosa succede», ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, respingendo l'idea che le tariffe doganali colpiranno solo un numero ristretto di partner commerciali di Washington. «Non ho sentito parlare di 15, 10 o 15 Paesi», ha risposto alla domanda di un giornalista sul numero di Paesi interessati, anche se il segretario al Tesoro Scott Bessent aveva sollevato la possibilità di colpire il 15% dei partner commerciali che presentano ricorrenti squilibri commerciali a danno degli Stati Uniti.

Acciaio, alluminio e auto

Dopo l'acciaio e l'alluminio, e prima delle automobili, il presidente Usa intende annunciare mercoledì le cosiddette dazi «reciproci», che cambieranno le regole del gioco del commercio mondiale. Il 2 aprile, che ha soprannominato «Giorno della Liberazione», Donald Trump intende erigere nuove barriere doganali che dovrebbero dipendere dalle tasse che i Paesi interessati impongono ai prodotti americani, ma anche da altri fattori.

«Fondamentalmente, stiamo parlando di tutti i Paesi di cui abbiamo parlato», ha detto il presidente, senza fornire ulteriori dettagli. Trump ha anche spiegato domenica che le tariffe doganali saranno «più generose» di quelle imposte da altri Paesi contro gli Stati Uniti. «I dazi saranno molto più generosi,saranno più miti di quelli che questi Paesi hanno imposto agli Stati Uniti d'America nel corso dei decenni». Questi Paesi «ci hanno fregato come nessun Paese ci ha mai fregato nella storia e noi saremo molto più gentili con loro di quanto loro lo siano stati con noi», ha aggiunto. (riproduzione riservata)



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