Dalla tradizione all'innovazione: 5 segnatempo leggendari tornano con nuove tecnologie
Le maison reinterpretano i loro modelli più famosi, con tecnologie e materiali all’avanguardia. eccone cinque in cui unicità, valore ed essenza resistono al passare del tempo
I maligni sostengono che in orologeria ormai non ci sia più nulla da inventare da un punto di vista meccanico né di design. Che i grandi marchi, per paura di uscire dalla propria comfort zone, continuino a riproporre modelli di segnatempo che hanno fatto le loro fortune in passato, sicuri del successo anche nel presente in virtù di un’estetica senza tempo.

Omega Speedmaster Pilot: i tocchi di colore ricordano alcune referenze degli anni 90.
Ma a questi maligni bisogna spiegare che le versioni attuali di quei gloriosi orologi non sono mai copie, bensì interpretazioni, non fosse altro perché le tecnologie e i materiali con cui sono costruite non sono e non possono essere gli stessi di 30, 40, 50 anni fa.

Panerai Luminor Tre Giorni. Design intramontabile così come il calibro a carica manuale.
Che non esiste una comfort zone per i brand, ma esistono un gusto e una cultura che attraversano i decenni e che, oggi come ieri, consentono al connoisseur di cogliere, quando ci sono, l’essenza, il valore, l’unicità di un segnatempo. Il quale si evolve migliorando se stesso, decennio dopo decennio, senza bisogno di make-up. Ecco cinque esempi.

Tag Heuer Formula 1: al polso dei piloti negli anni 80, torna con un calibro meccanico.

Vacheron Constantin Historiques 222. Cassa in acciaio e quadrante blu, come nel 1977.

Longines Ultra-Chron Carbon. Cassa in carbonio, estetica ispirata
a un pezzo del 1968.
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