Nessuna correzione di bilancio per l’Italia, che ha rispettato i vincoli europei imposti a chi è sotto procedura d’infrazione per deficit eccessivo. Ma una serie di consigli per rafforzare una crescita rallentata allo 0,5% nel 2025 e che resterà dello «zerovirgola» anche nel 2026 e 2027, relegando il Paese all’ultimo posto nell’Ue. Dalla Commissione sono arrivate sei raccomandazioni all’Italia. Suggerimenti da inquadrare all’interno del semestre europeo e che tengono conto di un contesto economico non tra i migliori.
Secondo Bruxelles, nel Paese la povertà assoluta è ai livelli più alti da anni e la qualità del lavoro e i salari restano troppo bassi mentre la guerra in Iran ha fatto lievitare il costo dell’energia. Al governo allora converrebbe continuare a concentrarsi su conti pubblici e sulla transizione energetica. Senza dimenticare però di percorrere l’ultimo miglio del Pnrr e di mettere a terra anche i fondi di coesione. Ma la lista delle raccomandazioni non finisce qui, perché per la Commissione vanno rafforzate anche pubblica amministrazione e giustizia. E vanno sostenuti ricerca, innovazione, mercato del lavoro, istruzione, sanità e inclusione sociale.
È questa la ricetta stilata da Bruxelles per curare gli squilibri macroeconomici che continuano ad affliggere il Paese, con l’obiettivo finale di accrescere la competitività italiana. Una lista dei desideri che contiene l’invito a «garantire che la spesa netta rispetti il percorso correttivo raccomandato». E la richiesta di «potenziare gli investimenti nella difesa» migliorando «al contempo l’efficienza e l’efficacia della spesa pubblica».
Contro il caro-energia è arrivata più flessibilità dall’Ue, estendendo la deroga già concessa per la difesa. Ma l’Europa continua a chiedere che le misure contro il caro carburante siano «temporanee e mirate», per proteggere solo famiglie vulnerabili e imprese ad alta intensità energetica. L’obiettivo, insomma, è evitare sussidi a pioggia che sosterrebbero la domanda senza contenere l’inflazione. Meglio piuttosto «accelerare l’elettrificazione e intensificare gli sforzi sulle rinnovabili e i sistemi di accumulo».
Tra i suggerimenti di Bruxelles c’è anche quello di «rendere il sistema fiscale più favorevole alla crescita sostenibile (oggi pesa troppo sul lavoro) anche attraverso l’ulteriore contrasto all’evasione». L’altra richiesta è quella di «rivedere la spesa pensionistica», che con il debito pubblico assorbe troppe risorse. E andrebbero anche «promosse la mobilitazione del risparmio (pari all’11% del pil nel 2025, ndr), l’espansione dei mercati dei capitali e la crescita e aggregazione delle imprese» (per migliorarne la produttività) con «una strategia industriale che riduca i divari territoriali».
Poi l’Italia dovrà «sostenere ricerca e innovazione», «garantire continuità alle riforme e agli investimenti del Pnrr» e «accelerare l’attuazione dei programmi della politica di coesione», che è sotto la media europea. Anche «l’efficacia della pubblica amministrazione» va rafforzata, «in particolare a livello locale e nel Mezzogiorno». E per finire dovrà essere «ridotta la durata dei processi», tagliate le liste d’attesa (sempre più lunghe) nella sanità e «affrontate le restrizioni alla concorrenza esistenti». (riproduzione riservata)