Dai punk ai red carpet: le spille maschili che fanno tendenza
Le broche maschili tornano in auge come accessorio di stile, reinterpretando eleganza e audacia. Da Tiffany a Cartier, i volti celebri scelgono spille iconiche per esprimere personalità e raffinatezza senza tempo
Sempre più uomini frugano nel portagioie per dare un tocco di eleganza ai loro abiti e, proprio loro, si sono messi alla testa del revival di un pezzo impolverato dal tempo.

Le broche, un gioiello che ultimamente sembra sia stato catapultato dal nulla direttamente sui baveri di giacche e smoking, ma che in realtà ha qualcosa di intrinsecamente famigliare e rassicurante. Non avrebbero potuto farlo nel modo migliore.

E se l’idea di appuntare qualcosa sui revers può sembrare una novità, non è affatto una moda passeggera. Le spille hanno in realtà una lunga storia nell'abbigliamento maschile: dai distintivi militari ai segni di appartenenza a club esclusivi, fino a quelle dei punk, simbolo di anticonformismo, sono sempre state usate per comunicare status e affiliazione. Perfino ideologia.

Oggi sono un trick per dare un tocco di eleganza allo stile, un modo per esprimere personalità, spesso limitata causa del numero esiguo di tipologie di accessori riservato al mondo maschile.

Senza rischiare di essere eccessivi e pacchiani. Ne è un esempio il successo della «Bird on a Rock, l'icona di Tiffany & Co. creata dal gioiellierefrancese Jean Schlumberger nel 195, una spilla che ha avuto un'affinità particolare con molti volti dello star system da Damiano David a Jeremy Allen White, fino all'Iron Man Robert Downey Jr..

Una storia di audacia discreta è quella di Rami Malek e la Panthère di Cartier, che l'attore ha sfoggiato insieme ad altre diverse creazioni della maison, sempre con grande classe. Fino a Luca Guadagnino, la sua collezione di broche fa invidia a quella dei reali inglesi. (Riproduzione riservata)
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