Da Milano a Hong Kong, la maison di gioielli Vhernier alla conquista del mercato asiatico
Il brand che da oltri 40 anni crea gioielli sculture dai volumi audaci, innovativi nel design, nei materiali e nelle tecniche utilizzate, inaugura la sua prima boutique in Asia, all’interno del Peninsula Hotel
C’è un’idea di bellezza che non ha bisogno di clamore. È una bellezza silenziosa, calibrata, essenziale, nata da un gesto che scolpisce la forma per avvicinarsi alla purezza, come fa lo scultore davanti a un blocco di marmo. È in questo gesto che si riconosce Vhernier, maison che da oltre quarant’anni ridefinisce l’eleganza attraverso il linguaggio del design. Adesso pronta a conquistare anche il mercato asiatico.
Partire dalla forma, non dalla pietra

Quando, a metà degli anni 80, nasce Vhernier, il mondo del gioiello, ruotava ancora attorno alla gemma come protagonista assoluta. Vhernier sceglie, invece, di partire da un’altra prospettiva: non la pietra, ma la forma; non l’eccesso, ma la purezza. Il risultato è una rivoluzione silenziosa, fatta di proporzioni armoniche e scultoree che dialogano con il corpo più che con la luce riflessa. Ogni gioiello nasce come un piccolo esercizio di scultura moderna: un oggetto che sembra semplice, ma che racchiude una ricerca meticolosa.
Una casa milanese
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Questa visione non può che trovare casa a Milano, città di eleganza discreta, dove il lusso non si esibisce, ma è sussurrato. La sobrietà milanese si trova nei materiali e nei colori scelti: l’oro dialoga con il titanio grigio, il bronzo riflette la luce in sfumature calde e inedite e l’introduzione del titanio nero opaco dimostra che l’innovazione è sempre al servizio della bellezza. Ma è il corpo la vera musa ispiratrice della Maison: le curve di un braccio, la torsione di un collo, la flessuosità di un gesto diventano punti di partenza per disegnare linee ergonomiche, perfettamente bilanciate. Ogni anello, bracciale o collana veste come una seconda pelle. Basta indossarne uno per capirne l’effetto.
Le collezioni più iconiche reinterpretate

Nel tempo, la creatività della Maison si è tradotta in collezioni iconiche capaci di reinventarsi. Calla, con le sue curve perfette ispirate all’omonimo fiore, è un inno alla grazia. Abbraccio racconta l’incontro tra due forme che si fondono in un equilibrio armonico. E poi, Mon Jeu che permette di giocare con i moduli creando combinazioni inedite, diventato Maxi nell’ultima interpretazione.

Nuova interpretazione anche per Freccia Midi: la collezione che ha reinventato il triangolo, scolpito dai maestri artigiani di Valenza Po per ottenere angoli perfettamente levigati, si arricchisce di una variante dove il colore prende forma attraverso la tecnica Trasparenza, attraverso la quale il cristallo di rocca più puro viene scolpito a mano e sovrapposto a una gemma colorata e a una madreperla, per ottenere un colore interamente trasparente e luminoso.
Da Milano a Hong Kong

Per far scoprire la l’innovazione e l’eleganza milanese anche al mercato asiatico, Vhernier ha appena inaugurato la sua prima boutique in Asia (per un totale di 17), a Hong Kong, al piano terra del Peninsula Hotel, uno degli indirizzi più prestigiosi della città. Lo spazio che ospita le collezioni si etende su una superficie di 84 mq ed è il primo realizzato secondo il nuovo concept architettonico d’avanguardia firmato dall’architetto italiano Matteo Fraticelli dello studio FROM Architecture di New York. Un progetto che interpreta la filosofia della Maison in un ambiente dove purezza delle forme, ricchezza dei materiali e arte della gioielleria convivono in perfetta armonia. (Riproduzione riservata)
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