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Primo allarme/2

Cripto, Sec sul piede di guerra

di Dave Michaels e Asjylyn Loder
Milano Finanza - Numero 015 pag. 10 del 20/01/2018

L’organo di vigilanza americano mette in guardia Wall Street: niente scappatoie per favorire il lancio di fondi o etf che mirano a replicare l’andamento di qualche criptovaluta

Giovedì 18 gennaio il principale ente di disciplina di Wall Street non si è espressa propriamente nel senso di spalancare le porte all’approvazione di Etf che contengano bitcoin e altre criptovalute. Mettendo in discussione la possibilità che i prodotti siano ritenuti conformi alle norme volte a tutelare i risparmiatori. La Securities and Exchange Commission (Sec) ha illustrato le proprie ragioni in una lettera indirizzata a due gruppi di Wall Street, i cui membri si stavano già fregando le mani pensando ai profitti che potrebbero derivare dalla vendita dell’esposizione al bitcoin attraverso veicoli di investimento popolari e a larga diffusione, come appunto Etf e fondi comuni di investimento.

La Sec ha espresso perplessità riguardo al modo in cui la volatilità e la potenziale illiquidità del bitcoin si adattano a fondi che devono calcolare un prezzo di mercato per valorizzare il portafoglio alla fine di ogni giornata di negoziazione e consentire agli investitori di incassare facilmente le proprie quote. «Finché le questioni sopracitate non potranno essere risolte in modo soddisfacente, non crediamo che sia appropriato per i promotori avviare il percorso per la registrazione di fondi che intendono investire sostanzialmente in criptovalute e prodotti correlati», ha scritto il direttore per la gestione investimenti della Sec, Dalia Blass, nella missiva resa pubblica giovedì.


Diverse case emittenti di Etf hanno corso per lanciare il primo fondo bitcoin nel contesto della frenesia speculativa per le valute digitali, ma finora la Sec ha mostrato solo scetticismo. Inoltre ha espresso riserve sulle Ico, operazioni di collocamento con cui una società raccoglie denaro dagli investitori in cambio di una nuova moneta, dicendo che in molti casi si tratta di vendite di strumenti che devono conformarsi alle norme per la tutela degli investitori. L’anno scorso ha respinto due proposte per Etf con titolarità diretta di bitcoin, tra cui uno di Cameron e Tyler Winklevoss, sostenendo che il mercato globale per la valuta digitale non fosse abbastanza trasparente da supportare una vigilanza adeguata.
Alcune società di fondi auspicavano che la Sec potesse cedere, dopo che due borse di Chicago alla fine dell’anno scorso hanno inaugurato contratti futures sul bitcoin. Questi sono regolati dalla Commodity Futures Trading Commission, un’agenzia federale più piccola, le cui disposizioni consentono a Wall Street di commercializzare più facilmente nuovi prodotti.


Lo scorso marzo l’ordinanza Sec nel caso Winklevoss riportava che l’esistenza di un contratto futures liquido e regolato poteva essere un argomento a favore del via libera. Ma con il nuovo presidente, Jay Clayton, l’agenzia ha assunto una posizione più aggressiva nei confronti di prodotti e condotta che rischiano di danneggiare gli investitori al dettaglio. Le speranze di Wall Street sono state infrante la settimana scorsa, quando l’autorità di regolamentazione ha chiesto a diverse aziende di ritirare le richieste per il lancio di Etf con sottostanti futures sul bitcoin.


Nell’ultima comunicazione ha delineato una serie di domande a cui i promotori di Etf e fondi comuni devono rispondere per ottenere in futuro la benedizione per i fondi crypto. Ma ha avvertito di non cercare scappatoie finalizzate a offrire nuovi fondi che tracciano i bitcoin o i relativi futures. La legge degli Stati Uniti permette alle società di fondi comuni che godono di approvazioni regolamentari di introdurre nuovi fondi con un controllo minimo, ma la Sec ha anticipato che non è una via gradita. «Leggeremo con sfavore questa azione e prenderemo in considerazione le azioni necessarie o appropriate per proteggere gli investitori di Main Street», ha scritto perentoria Dalia Blass, «incluso raccomandare un ordine di arresto alla commissione».

traduzione di Giorgia Crespi


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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