Il mercato dei crediti verso la pubblica amministrazione vale miliardi di euro, ma continua a essere gestito con logiche che spesso non distinguono tra enti virtuosi e altri in ritardo cronico nei pagamenti. Una distorsione che incide sul costo del capitale, sull’accesso alla liquidità delle imprese e sulla valutazione del rischio da parte degli operatori finanziari.
Da qui nasce la partnership tra due aziende romane Collextion Group ed Expleo per lo sviluppo di una piattaforma digitale integrata basata sull’intelligenza artificiale. Il progetto punta a creare un sistema di scoring dinamico capace di misurare il rischio dei debitori pubblici attraverso parametri quantitativi e qualitativi, con metodologie vicine a quelle delle principali agenzie internazionali di rating.
La piattaforma consentirà di monitorare i tempi medi di pagamento degli enti pubblici, attribuire score aggiornati in tempo reale e individuare segnali di deterioramento o miglioramento finanziario. Attraverso una dashboard integrata sarà inoltre possibile tracciare i flussi finanziari lungo tutto il ciclo passivo della pubblica amministrazione, con sistemi di alert automatici e strumenti di analisi predittiva. Per banche, sgr, fondi di private debt e veicoli di cartolarizzazione si tratta di un cambio di paradigma: per la prima volta il pricing del credito verso la pubblica amministrazione potrà basarsi su criteri comparabili e oggettivi.
«Questa partnership rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di evoluzione del mercato del credito verso la pubblica amministrazione. Per troppo tempo abbiamo assistito a una valutazione indistinta del rischio, che ha penalizzato sia i fornitori più virtuosi sia gli operatori finanziari. Con questa piattaforma vogliamo introdurre un criterio oggettivo, trasparente e dinamico, capace di riflettere il reale profilo di rischio dei debitori pubblici e di abilitare un pricing del credito finalmente coerente», spiega a Milano Finanza Antonio Borraccino, fondatore di Collextion Group.
Il gruppo, che ha il suo quartier generale a Roma, oggi gestisce 6,6 miliardi di euro di asset, 30 veicoli di cartolarizzazione attivi e oltre un miliardo di crediti commerciali legati ad appalti riconducibili al Pnrr, con una collection complessiva di 2,9 miliardi di euro.
Sul fondo resta il tema strutturale dei ritardi di pagamento della pubblica amministrazione, che continua a pesare sulle imprese italiane.«L’effetto disastroso dei ritardati pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese è un tema cruciale, e i numerosi fallimenti delle aziende dovuti ai mancati pagamenti o agli elevati costi dei contenziosi con la pubblica amministrazione richiederebbero misure per scongiurare un blocco tra la spesa pubblica e l’economia reale del Paese», osserva Borraccino.
Secondo il fondatore del gruppo, la leva decisiva è dunque rappresentata dalla digitalizzazione: velocizzare i pagamenti, ridurre la frammentazione e costruire un ecosistema più trasparente tra aziende, operatori finanziari e Pubblica amministrazione. (riproduzione riservata)