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Con Libra ci guadagna solo Zuck

di James Mackintosh
MF - Numero 126 pag. 13 del 27/06/2019

La valuta di Facebook è una licenza per stampare denaro, signoraggio compreso. Secondo alcune stime, i finanziatori del progetto godrebbero degli interessi su 61 miliardi di dollari di riserve

Acquistate la Libra di Facebook e darete la licenza di stampare denaro al gigante dei social media. Un gruppo di grandi aziende ha accettato di pagare 10 milioni di dollari a testa per partecipare al progetto, ed è facile capire perché: sulla base di alcune ipotesi ragionevoli circa la sua adozione, potrebbe essere follemente redditizia anche in denaro reale. Approfondendo i dettagli del piano, Libra sembra molto meno attraente per gli utenti. I profitti proverrebbero dagli interessi rivenienti dalle riserve monetarie di Libra, destinate a mantenere stabile il suo valore. Tutti gli interessi saranno dirottati alle società che sostengono l’organo di governo di Libra, mentre i possessori della criptovaluta non guadagnano nulla, dando ai fondatori profitti simili al signoraggio operato dalle banche centrali. Si supponga che uno su 10 degli 1,7 miliardi di utenti al mondo privi di un conto bancario detenga 10 dollari convertiti in Libra, e che più della metà dei 2,4 miliardi di altri utenti di Facebook si iscrivano al progetto, mettendo 50 dollari ciascuno. I finanziatori godrebbero degli interessi su 61 miliardi di dollari di riserve. Nel progetto c’è l’impegno a tenerle investite in un portafoglio molto noioso ma sicuro, fatto di obbligazioni e depositi bancari, che potrebbero rendere l’1% al più. Si tratta di circa 600 milioni di dollari all’anno. Defalcando 100 milioni di dollari come una stima nasometrica di quanto costerebbe far funzionare il sistema e supponendo che ai 24 fondatori iniziali si saranno aggiunte altre 100 aziende a finanziare l’espansione, il tutto genererebbe un ritorno del 40% sul loro investimento iniziale ogni anno. Se i tassi d’interesse dovessero aumentare, i rendimenti sarebbero molto più elevati. In Cina la rapida espansione di Ant Financial, Baidu e Tencent ha spinto i pagamenti mobili a pesare per oltre il 16% del pil nel 2017, senza tenere conto nemmeno dei trasferimenti tra aderenti ai circuiti. Se Libra contasse per il 16% delle transazioni della carta di credito Visa, processerebbe ben 1.000 miliardi di dollari all’anno; al tasso di velocità della moneta degli Stati Uniti, la criptovaluta dovrebbe detenere una riserva di 200 miliardi di dollari, realizzando profitti per 2 miliardi di dollari, circa un terzo dell’utile netto di Visa nel 2017. (Visa è tra i sostenitori di Libra) Adottando supposizioni meno ottimistiche, le cose non andrebbero così bene. Se gli utenti di Facebook cambiassero in Libra solo 10 dollari ciascuno, i rendimenti sarebbero solo del 3%. E se solo un quarto degli utenti di Facebook adottasse la Libra, il reddito non coprirebbe i costi (presunti, sono tutte ipotesi!). Se le autorità di regolamentazione entrassero in azione, come ha suggerito il governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney, anche i costi sarebbero molto più alti; quelli di Visa sono superiori a 5 miliardi di dollari all’anno. Anche se il bilancio del progetto Libra andasse in pareggio, Facebook e gli altri sostenitori potrebbero sperare di trarre profitto dai servizi costruiti usando la criptovaluta, o dalle (probabilmente grasse) commissioni applicate dalle società di intermediazione (come la nuova Calibra di Facebook) per convertire il denaro in entrata e in uscita dalla criptovaluta. (riproduzione riservata)


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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