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Com’è cambiata Wall Street dagli anni ’80 tra follie di borsa e clamorosi scandali
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Com’è cambiata Wall Street dagli anni ’80 tra follie di borsa e clamorosi scandali

di Andrea Fiano
22 aprile 2024, 02:46 Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2024, 14:21

Rispetto a 35 anni fa, ormai la tecnologia è l’elemento dominante della borsa americana. Che in questi decenni ha visto di tutto: rally entusiasmanti, crolli rovinosi e scandali multimiliardari | La corsa dei mercati in 35 anni. I grafici

Al numero 1 di Wall Street c’è uno storico palazzo che ha ospitato per anni gli uffici di diverse banche. Era la sede centrale della Irving Trust (della quale tentò invano l’acquisto anche la Comit) e poi della Bank of New York. Per anni ha ospitato anche gli uffici newyorkesi della Banca d’Italia. Oggi al numero 1 di Wall Street c’è un bellissimo palazzo residenziale di lusso, ristrutturato di recente e pieno di servizi speciali per gli inquilini. In alcuni appartamenti dalle finestre si vede il floor del New York Stock Exchange, ovvero gli spazi interni dove si svolgono le contrattazioni sui titoli, anche se ormai gran parte degli scambi sono condotti direttamente online e in nanosecondi. Il Nyse ha ristretto le aree fisiche del trading proprio per effetto di queste trasformazioni e non si sa per quanto tempo ancora gli inquilini del numero 1 di Wall Street si potranno vedere delle contrattazioni dalle finestre dei loro appartamenti.

Una continua evoluzione

Nel cuore di New York i cambiamenti, se andiamo indietro nel tempo, sono stati tanti e proseguono sempre a ritmo serrato. Pochi ricordano i camerieri in guanti bianchi, tipo film storici di Hollywood, al ristorante dell’American Stock Exchange, poco lontano dal Nyse, oppure quei sabato mattina quando, fino agli anni ’60, le contrattazioni sui titoli erano aperte in borsa per permettere ai piccoli risparmiatori di venire «sul posto» - spesso con i figli – per gli ultimi ragguagli con i loro broker.

Wall Street è, naturalmente, tutto questo: dagli scandali - da Enron a Madoff e altri ancora - alla regulation sempre più stretta (si pensi alle riforme Sarbanes Oxley del 2002 e alla Dodd Frank del 2008 per la tutela degli investitori) ma mai completamente sufficiente per stare al passo con l’innovazione tecnologica. E poi ancora dal ruolo preponderante della tecnologia al consolidamento delle aziende che operano nel settore come specialisti sul listino, come broker e come banchieri d’affari. Si pensi alla piattaforma di trading elettronico Robinhood, con quasi 23,5 milioni di utenti a fine 2023, che in pochi anni diventa un gigante del trading senza commissioni e muove miliardi di dollari di investitori. Sul piano strettamente tecnologico Wall Street è assolutamente irriconoscibile anche solo rispetto a qualche anno fa: basti pebsare alla velocità delle contrattazioni, alla ricchezza dei dati disponibili in tempo reale, ma anche all’esistenza di prodotti finanziari sempre innovativi.

Follie di borsa tra etf Bitcoin e Trump

Si pensi all’Etf sul bitcoin, approvato dalla Security Exchange Commission (Sec) nei mesi scorsi e capace di attrarre miliardi di dollari di investori contenti di poter investire nelle criptovalute con un titolo quotato sul listino e scambiato in tempo reale. E forse non è un caso che un ex-presidente come Donald Trump, in corsa anche per le prossime elezioni presidenziali americane di novembre, abbia portato sul listino - tramite la fusione con una spac già quotata - una piattaforma media che ha i bilanci in rosso pesante ma che permette ai tifosi del tycoon repubblicano di investire sul loro beniamino non con le donazioni elettorali - molto regolate - ma attraverso l’acquisto di un titolo in borsa.

Gli ottobre da ricordare

Nella storia è stato il mese ottobre a regalare spesso sorprese negative al listino azionario americano: il 24 ottobre del 1929, per esempio, il grande crack del listino porta a bruciare 30 miliardi di dollari e dà il via a un lungo declino fino ai minimi del 1932. Il 19 ottobre del 1987, invece, la perdite ammontano a 500 miliardi di dollari per un listino che è molto cresciuto per capitalizzazione complessiva, per numero di società quotate e per valore delle contrattazioni quotidiane. Il crollo delle Torri Gemelle l’11 settembre del 2001 causa quasi 3000 morti e molta distruzione, ma non porta al crollo dei listini grazie anche allo stop delle contrattazioni deciso per i giorni successivi all’attentato. È piuttosto nel settembre del 2008, invece, che il crollo legato al mercato dei mutui subprime - segmentati e impacchettati per essere rivenduti a investitori istituzionali di tutto il mondo - fa tornare la paura della Grande Depressione. È il momento del crollo finale di Lehman Brothers, storica banca d’affari con 25 mila dipendenti, seguito da una serie di acquisizioni e fusioni - spesso «forzate» - in cui sono coinvolte altre storiche banche d’affari e case di brokeraggio americane, come la Bear Stearns acquisita dalla Jp Morgan.

Da Enron a Madoff, gli scandali che hanno segnato Wall Street

Gli scandali non si contano, per quanto portino sempre a nuove riforme e a nuove regole. Da quelli dell’insider trading alla fine degli anni ’80, con Ivan Boesky (3 anni di carcere, 100 milioni di multa per quello che viene considerato il «modello» di Gordon Gekko, il protagonista del celebre Wall Street) , che da collaboratore di giustizia incastra il re dei junk-bond Michael Milken della storica (e poi fallita) Drexel e gli procura una condanna a 10 anni (ha scontato 22 mesi) e a una multa da 600 milioni di dollari. Oggi Milken, che ha creato un importante centro studi in California, è un uomo libero ed è attivo in beneficenza in campo medico.

C’è Martin Shkreli, il giovane di origini albanesi che compra società farmaceutiche e in un caso alza il prezzo di un farmaco del 5000% per poi finire nei guai per una società quotata e strani giochi contabili, col risultato di finire in carcere e uscire nel 2022 con un divieto di operare in campo finanziario.

Posto d’onore anche per la Enron e il suo ceo Jeffrey Skilling, condannato a 14 anni di carcere per un fallimento che nel 2001 mise sul lastrico migliaia di investitori - 74 miliardi di dollari bruciati in quattro anni - e dipendenti del gruppo energetico.

Ma la palma d’oro spetta a Bernie Madoff, condannato a 150 anni di carcere e morto nel 2019, dopo una truffa piramidale da decine di miliardi di dollari, la più grande di sempre. L’ex chairman del Nasdaq finirà per restituire 170 miliardi di dollari, ma le perdite non sono mai state completamente annullate.

Lo scandalo Bankman-Fried

Gli scandali, naturalmente, proseguono. L’ultimo protagonista di questa serie è Sam Bankman-Fried, che di recente è stato condannato a 25 anni di carcere e alla restituzione di 11 miliardi di dollari ai clienti della sua fallita Ftx, piattaforma per il trading di criptovalute.

Scandali o meno, il trading (e spesso i record) continua e sulla facciata del Nyse su Broad Street o di front alla sede virtuale del Nasdaq a Times Square la bandiera cambia ogni giorno. Si celebrano matricole, record, anniversari di quotazione. (riproduzione riservata)



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