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Cina, si fa senza contanti
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Cina, si fa senza contanti

di Alyssa Abkowitz
Milano Finanza - Numero 005 pag. 17 del 06/01/2018

Nel colosso asiatico ormai tutti pagano via telefonino. Perfino i mendicanti raccolgono l’elemosina così. Alibaba e Tencent dominano il mercato mettendo alle strette le banche. Sarà così anche in Europa?

In ginocchio davanti all’ingresso di un negozio di alimentari, Zhao Shenji rende più facile fare l’elemosina ai residenti di Pechino, abituati a fare affidamento sui loro smartphone. «Consigliato l’uso di WeChat Pay», recita il cartello del mendicante, segno inequivocabile dei tempi. Il pagamento tramite servizi mobili sta dilagando nel Paese. E ancora, in attesa di entrare nella storica Cattedrale di San Michele a Qingdao, il giovane consulente Richard Lau si è accorto di non avere contanti per i 20 yuan del biglietto, così li ha presi in prestito da un signore in fila, che ha immediatamente rimborsato via telefono.

Dietro questo trend, i titani di internet Alibaba e Tencent stanno sgomitando per soppiantare le banche e assumere un ruolo crescente nel commercio quotidiano. È l’assaggio di un futuro in cui le aziende tecnologiche porteranno innovazione nel settore finanziario, proprio come hanno fatto con retail, automotive e media. Se nel 2016 i pagamenti mobili negli Stati Uniti hanno raggiunto quota 112 miliardi di dollari (dati Forrester Research), in Cina si parla di 9 mila miliardi di dollari (dati iResearch Consulting Group).

Per Alibaba e Tencent i profitti non derivano solo dalle commissioni sulle transazioni (in genere lo 0,6%), ma anche dai dati sui consumatori, con cui possono trasformare le loro app in piattaforme di marketing per una gamma di servizi in espansione, dal bike sharing ai viaggi. In più, non devono passare attraverso il sistema di compensazione della banca centrale, complicando per le autorità monetarie cinesi il monitoraggio di flussi di capitale, riciclaggio e frodi. Pertanto, la Banca del Popolo cinese ha ordinato lo sviluppo di una nuova piattaforma per il clearing dei pagamenti entro l’estate 2018. Tramite smartphone vengono inoltre proposti ai consumatori prestiti, investimenti e altri prodotti finanziari. Rispetto all’anno precedente il credito al consumo a breve termine in Cina è cresciuto del 160% nei primi otto mesi del 2017. Sotto forma di monete e banconote, nel 2016 i cinesi hanno speso circa 66 mila miliardi di yuan (quasi 10 mila miliardi di dollari), un calo di circa il 10% in due anni.

Il cammino verso il mobile è stato inaugurato da Alibaba più di una dozzina di anni fa. Prendendo spunto da PayPal, ha dato vita a Alipay come servizio di deposito a garanzia. Poi si è evoluto in un servizio di pagamento online e mobile, diventando la più grande piattaforma di pagamento mobile nel 2013. Nello stesso anno, Tencent ha abbinato un sistema di pagamento mobile alla propria app di instant messaging, WeChat. La sfida era far sì che gli utenti collegassero i conti bancari.

In occasione dei festeggiamenti del Capodanno lunare, in cui i cinesi usano scambiarsi delle buste rosse contenenti denaro, del 2014, ecco la pensata geniale: gli utenti di WeChat sono stati incoraggiati a inviare delle versioni digitali. Inoltre, chi le apriva per primo avrebbe ottenuto una quota maggiore. Nell’arco di 24 ore sono state mandate 16 milioni di buste rosse. Secondo iResearch, oggi WeChat Pay copre circa il 40% del mercato cinese, contro il 54% di Alipay.

Funzionano allo stesso modo: si collega il conto all’app, poi basta usare lo scanner di QR code per pagare o toccare semplicemente un’icona per trasferire fondi. L’uso continuo del telefono al posto del portafogli lascia a bocca aperta gli stranieri in visita. Tencent ha creato una piattaforma per le aziende in modo che i clienti possano «seguirle». Per esempio, se segui Gap vieni avvisato di promozioni e sconti quando torni al negozio, generando potenzialmente più vendite per il brand e ricavi per WeChat. Alibaba può monitorare ciò che la gente guarda sul suo sito di video-streaming Youku Tudou e promuovere annunci targettizzati, generando commissioni sugli spazi pubblicitari e vendite di prodotti sul marketplace, oltre a un quadro più chiaro sul comportamento dei consumatori. Usando i dati all’interno dei loro ecosistemi, entrambi i colossi sostengono di non venderli ad altri.

Le particolari condizioni della Cina l’hanno resa terreno fertile per questa innovazione. Le carte di credito non hanno mai avuto una grande presa. La spesa discrezionale non era un’opzione per la maggior parte della popolazione fino a pochi anni fa, e c’era un’avversione culturale al debito. Inoltre, il governo non ha reso vita facile a Visa e Mastercard. Secondo un rapporto del novembre 2016 di EY e della DBS Bank di Singapore, nel 2015 le banche statali cinesi hanno perso quasi 23 miliardi di dollari che avrebbero potuto raccogliere dalle commissioni sulle carte. Il rapporto stima che la perdita annuale potrebbe salire a 60 miliardi di dollari entro il 2020.

Il problema è che Alibaba e Tencent conoscono meglio i clienti. Se un rivenditore di auto di Pechino utilizza una carta di debito per un viaggio d’affari a Shanghai, la banca sa con quale compagnia aerea ha volato, così come l’hotel e i ristoranti frequentati. «Ma se l’interazione con il cliente avviene altrove, la banca ha visibilità zero sulle transazioni», ha affermato James Lloyd, Leader FinTech Asia-Pacifico presso EY. Le aziende americane di elaborazione dei pagamenti stanno potenziando gli sforzi sul portafoglio digitale.

Visa e Mastercard dispongono di app mobili che consentono agli utenti di pagare tramite comunicazioni in campo prossimo e incorporano elementi biometrici. PayPal, che a fine anni 90 trasferiva denaro tramite Palm Pilots, ha stretto partnership con oltre 20 società, tra cui Google e Baidu. Stando al chief operating officer Bill Ready, circa il 34% dei volumi è sul mobile. In Scandinavia, secondo Citi Research, le banche locali hanno chiuso circa il 50% delle filiali, e in Svezia non si vede un assegno dalla fine degli anni 80. Tencent e Ant Financial Services, l’affiliata di Alibaba che gestisce Alipay, stanno stringendo partnership con società di elaborazione dei pagamenti in tutta Europa, investendo in società di pagamenti mobili in India, Thailandia e altri Paesi. WeChat Pay e Alipay stanno attirando l’attenzione negli Stati Uniti in seguito a una serie di accordi con hotel e resort.

Di recente, dei turisti cinesi hanno pranzato al Bacchanal Buffet del Caesars Palace di Las Vegas e hanno saldato il conto con uno smartphone. «Una coppia si è fermata a guardare la transazione avvenuta con WeChat Pay», ha riferito Bruce Bommarito, un manager del Caesars. «Sono rimasti sorpresi e volevano sapere se questo metodo di pagamento fosse disponibile anche per gli americani», che possono iscriversi a WeChat ma non possono collegarlo ai conti bancari. (riproduzione riservata)


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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