Nel primo giorno di scambi del 2022, Tokyo brilla (+1,77% alle ore 7:10 italiane), mentre Shanghai è appena sopra la parità e Hong Kong cede lo 0,19% dopo che ieri l'indice S&P 500 ha chiuso segnando un nuovo record. Il colosso cinese Evergrande, sospeso dalle contrattazioni in seguito all'ordine del governo dell'Hainan di radere al suolo 39 edifici, oggi è tornato agli scambi a metà sessione asiatica con un balzo del 10% e da allora continua a regredire (+2,5% circa).
L'oro oggi guadagna lo 0,28% a 1.805 dollari per oncia, mentre il petrolio Wti americano è leggermente positivo (+0,11%) a 76,16 dollari il barile, in attesa, oggi, del meeeting dell'Opec+. Stabile l'euro a 1,1302, lo yen cede lo 0,38% a 115,76, la sterlina lo 0,14% a 1,3463. Continua il sell-off sul T bond Usa decennale, il cui rendimento sale dall'1,617% di inizio sessione asiatica all'1,631%. I futures su Wall Street sono positivi, in media, per lo 0,3% dopo ieri ieri Apple è andata oltre, solo brevemente, quota 3.000 miliardi di dollari.
Il Caixin China general manufacturing pmi è salito a 50,9 a dicembre da 49,9 di novembre, battendo le stime di mercato di 50,0 (sopra il valore di 50 l'economia cresce). E' stata la lettura più alta da giugno scorso, con le riacutizzazioni di Covid sotto controllo. La produzione è salita ai massimi dell'ultimo anno e i nuovi ordini sono aumentati per la terza volta negli ultimi quattro mesi. Nel frattempo, l'inflazione dei costi di produzione (input) è scesa ai minimi degli ultimi 19 mesi.
Oggi i dati sul pmi hanno indotto qualche vendita sul listino di Shanghai, dal momento che i valori positivi potrebbero frenare il governo, suppone il mercato, da una nuova politica di allentamento, anche perché la Banca centrale cinese ha ritirato nel frattempo liquidità dal sistema finanziario, scrive oggi Reuters.
"I pmi manifatturieri e i dati commerciali rivelano che l'industria asiatica, focalizzata sull'esportazione, ha guadagnato slancio alla fine dell'anno", ha commentato Alex Holmes, analista di Capital Economics. "Sebbene la variante Omicron rappresenti una minaccia per le prospettive, è improbabile che causi perturbazioni all'industria simili a quelle provocate dalla Delta nel terzo trimestre", ha aggiunto.
In Giappone, la terza economia mondiale, l'attività manifatturiera a dicembre è cresciuta per l'undicesimo mese consecutivo. Il suo pmi industriale definitivo è risultato pari a 54,3 punti, in leggero calo rispetto a novembre (54,5 punti), ma oltre il dato preliminare di 54,2. I sondaggi hanno mostrato che l'esportatore della Corea del Sud ha visto le principali fabbriche registrare il ritmo di espansione più veloce negli ultimi tre mesi. "Prevediamo che le esportazioni e l'aumento degli investimenti in Asia saranno sostenuti dalla continua ripresa globale e che i pmi manifatturieri rimarranno moderatamente forti nei prossimi mesi", hanno scritto gli analisti di Morgan Stanley in una nota. Alcuni economisti, tuttavia, hanno avvertito che la carenza di approvvigionamento e l'aumento dei costi di produzione (input) rimangono rischi in particolare per i Paesi dipendenti dalle esportazioni come la Corea del Sud. (riproduzione riservata)