China Three Gorges Corporation ha annunciato l’intenzione di lanciare un’offerta di 9,07 miliardi di euro per acquisire quasi il 77% di cui attualmente non dispone della principale utility del Portogallo; si tratta di una mossa coraggiosa per espandersi ulteriormente nel settore energetico europeo che probabilmente attiverà un approfondito scrutinio da parte degli Stati Uniti e di altri governi occidentali. Consolidando la proprietà in Energias de Portugal (Edp) China Three Gorges (Ctg) acquisirebbe il pieno controllo del più grande produttore, distributore e fornitore di energia elettrica del Portogallo. Ma potrebbe anche contare su un trampolino di lancio per ottenere visibilità nel business energetico di Edp in diversi altri Paesi europei, tra cui Spagna, Francia, Italia e Regno Unito. Nelle Americhe la società con sede a Lisbona è presente in Brasile, Messico e Stati Uniti, dove gestisce parchi eolici.
Essendo uno dei maggiori responsabili al mondo dell’emissione di gas serra, la Cina ha spinto con aggressività per la costruzione di pannelli solari, parchi eolici e altre fonti alternative, adottando al contempo politiche volte a favorire l’acquisto di veicoli elettrici nel tentativo di ridurre l’inquinamento. L’interesse di Ctg per l’acquisizione di Edp pone in evidenza questo sforzo. Lo scorso anno Edp ha generato un utile operativo di 1,1 miliardi di euro, di cui il 40% da eolico e altre fonti alternative. Costituita nel 1993 per supervisionare la costruzione e la gestione di Three Gorges Dam, la più grande centrale idroelettrica del mondo (sul fiume Yangtze), Ctg ha acquisito una partecipazione di minoranza in Edp nel 2011. Anche allora vedeva tale investimento come una mossa per accedere agli impianti idroelettrici dell’utility europea in Brasile e ai suoi 2 milioni di clienti. Ctg offrirà 3,26 euro in contanti per ogni azione Edp non di proprietà, ovvero un premio del 5% al prezzo di chiusura di venerdì, per un totale di quasi 11 miliardi di dollari. L’operazione rappresenterebbe una delle maggiori acquisizioni estere da parte di una società cinese, naturalmente dopo il takeover da 43 miliardi di dollari concluso lo scorso anno da China National Chemical Corporation per l’agro-colosso svizzero Syngenta. Il premio relativo al prezzo delle azioni è relativamente basso. Detto questo, la conquista del minimo supporto degli azionisti con titoli che rappresentano il 50% e più dei voti è favorita dal fatto che Ctg può contare sulle proprie azioni per raggiungere tale soglia e completare l’offerta. Il premio è un più allettante 17,9% rispetto al prezzo medio ponderato per il volume delle azioni Edp riferito a sei mesi.
Eppure la sfida più grande in vista del closing dovrebbe provenire dagli enti di disciplina di Stati Uniti e Unione Europea, che stanno esaminando sempre più da vicino le acquisizioni di asset in settori quali infrastrutture energetiche, difesa, tecnologia e telecomunicazioni da parte di stranieri al fine di tutelarsi da violazioni sul piano della sicurezza. Il Committee on Foreign Investment in the Us (Cfius), un panel multiagenzia incaricato di esaminare gli investimenti esteri sulla base della sicurezza nazionale, è tenuto a deliberare sulla proposta dal momento che Edp gestisce parchi eolici nel Paese. Il governo degli Stati Uniti ha bloccato una serie di deal di origine asiatica su raccomandazione del Cfius (il più recente a marzo, quando il presidente Donald Trump ha respinto un tentativo di Broadcom, allora basata a Singapore, di assorbire il produttore di chip Qualcomm per 117 miliardi di dollari). Inoltre una latente guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti potrebbe complicare le cose per Ctg nella conquista dell’approvazione normativa da Washington. Tra gli altri imprimatur necessari devono arrivare i via libera del governo e dell’Antitrust portoghesi nonché della Commissione Europea.
Ctg dal canto suo ha cercato di spazzare via le preoccupazioni portoghesi in merito alla perdita del controllo sulla principale utility del Paese. «Siamo impegnati a preservare l’identità portoghese di Edp lasciando la sede a Lisbona oltre a mantenere i più elevati standard di corporate governance», ha dichiarato Lu Chun, presidente di Ctg. Il dominio cinese su grandi infrastrutture energetiche non è una novità in Europa. China Investment Corporation detiene una quota nel business della distribuzione gas di National Grid e China General Nuclear Power Corporation sta contribuendo a finanziare la costruzione della centrale nucleare di Hinkley Point, nel Sudovest dell’Inghilterra. Tuttavia la Commissione Europea ha segnalato che, tra le altre attività, esaminerà più da vicino l’acquisto di infrastrutture energetiche in Europa da parte di società estere di proprietà statale. «È una responsabilità politica sapere che cosa sta succedendo nel proprio cortile, così da poter proteggere la nostra sicurezza collettiva, se necessario», ha aveva il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker a settembre.
