Evonik Industries raddoppia i tagli al personale. Il gruppo chimico tedesco ha annunciato giovedì 18 giugno che eliminerà 3.200 posti di lavoro a livello mondiale tra il 2027 e il 2029, la maggior parte dei quali in Germania, suo principale mercato, nell'ambito di un'estensione del piano di riduzione dei costi che inizialmente avrebbe dovuto concludersi entro quest'anno. Inoltre interromperà definitivamente la propria attività nel settore del poliestere nel 2027, non più redditizia, per far fronte ai costi elevati dell'energia e alla concorrenza dei competitor asiatici.
L'Istituto Ifo per la ricerca economica della Germania ha più volte avvertito che gli elevati costi dell'energia, i problemi nelle catene di approvvigionamento e la persistente debolezza dell'economia continueranno a spingere le aziende chimiche a ridurre la produzione e ad attuare ulteriori tagli al personale.
L'ultima tornata di licenziamenti, annunciata giovedì 18 giugno, che comprende 2.150 posti solo in Germania, porterà il numero complessivo delle posizioni eliminate da Evonik tra la fine del 2023 e il 2029 a 6.000 unità, pari a un quinto dell'intera forza lavoro del gruppo.
Il ceo, Christian Kullmann, ha sottolineato che la società, con sede a Essen, deve affrontare una concorrenza internazionale «sempre più intensa», mentre il contesto politico globale resta imprevedibile e la crescita economica continua a essere «debole».
Due anni fa Evonik aveva avviato un programma di riduzione dei costi con l'obiettivo di conseguire risparmi annui per 400 milioni di euro entro la fine del 2026. Per rafforzare la propria posizione finanziaria e generare liquidità, il gruppo sta inoltre valutando diverse opzioni strategiche per Oxeno, la divisione specializzata nei prodotti chimici C4, impiegati nella produzione di componenti per l'automotive, cosmetici, tessili e beni di consumo per la casa.
Evonik conta, infine, di cessare l'attività globale nel settore del poliestere nel 2027, che genera un fatturato annuo di 150 milioni di euro ma non è redditizia da anni, una decisione che interesserà circa 350 posti di lavoro presso gli stabilimenti tedeschi di Witten e Marl, oltre a 35 posti stabilimento produttivo di Shanghai, in Cina.
Nonostante la cura da cavallo e la notizia che Marshall Wace ha ridotto la posizione corta all'1,27%, alla borsa di Francoforte il titolo Evonik il 18 giugno è caduto in chiusura del 3,23% a 15,28 euro (-15,4% in un anno). Il fondo d'investimento Marshall Wace ha ridotto la propria posizione short in Evonik dell'8,63%, portandola a 5,92 milioni di azioni, pari all'1,27% del capitale della società. Almeno due investitori hanno dichiarato posizioni corte sul titolo Evonik; complessivamente risultano allo scoperto 9,18 milioni di azioni, equivalenti all'1,97% del capitale della società; Marshall Wace rimane l'investitore con la posizione ribassista più consistente. (riproduzione riservata)