Chi vince il derby tricolore delle polizze? Per i titoli di Generali e Unipol, le due big assicurative quotate a Piazza Affari, il 2025 sta per essere archiviato come un altro anno decisamente positivo dopo i record che erano stati registrati nel 2024. Il gruppo assicurativo guidato da Philippe Donnet, nei giorni scorsi, è tornato a toccare i 35 euro, un valore che non vedeva dal 2001, con un incremento che da inizio anno è stato di circa il 24%.
Mentre Unipol, da gennaio, sta registrando addirittura una crescita del 61,7% dopo il 135% che c’era stato nel 2024 trainato dal processo di razionalizzazione del gruppo, culminato nell’opa su UnipolSai lanciata a febbraio dello scorso anno. Aggiungendo alle performance di borsa anche i dividendi pagati agli azionisti il guadagno su Unipol è stato del 70,04% e quello sul titolo del Leone poco meno del 30%.
Venerdì 12 dicembre, all’indomani della notizia dello stop alle trattative per la creazione di un colosso europeo dell’asset management con i francesi di Natixis, che avrebbe dato vita a una joint venture da 1.900 miliardi, il titolo Generali ha ritracciato (-1,48% a 33,99 euro). Flessione che è stata interpretata come una pausa riflessiva. La nascita di un colosso europeo dell’asset management era stata considerata positivamente dal mercato, ma la notizia dell’addio alle trattative con i francesi, osteggiata dal governo e dagli azionisti privati (Francesco Gaetano Caltagirone con il 6,3% e la Delfin della famiglia Del Vecchio con il 10%), era nell’aria ormai da mesi e in più occasioni Donnet aveva chiarito che la conclusione delle interlocuzioni non avrebbe avuto alcun impatto sui target del piano strategico «Lifetime Partner27: Driving Excellence» che restano confermati.
Mentre già a settembre Generali aveva incassato la cancellazione della penale da 50 milioni di euro che era stata inizialmente prevista in caso di fallimento della discussione. Il titolo del Leone, a sentire gli analisti, appare ancora destinato a correre. Per gli esperti di Kbw che nei giorni scorsi hanno alzato il giudizio sul Generali ad outperform (dal precedente market perform) le azioni della compagnia hanno oggi spazio per arrivare fino a 37 euro. Il punto di forza, segnalano gli analisti, è nel fatto che, tra le big assicurative, Generali è la compagnia più orientata sulle agenzie e sul retail e questo rappresenta un elemento a suo favore poiché il gruppo «beneficia dei vantaggi presenti in questi settori, evitando al contempo i rischi in altri rami, quali ad esempio il brokeraggio».
Anche per gli analisti di Bank of America (Bofa) Generali è in gran forma e «ha il giusto mix di business (più Europa, più vita) al momento giusto», aggiungono, segnalando che «le azioni della compagnia, nonostante la crescita, sono ancora a sconto rispetto ai competitor». In Bofa hanno quindi deciso di alzare il prezzo obiettivo sul Leone da 34 a 39 euro e allo stesso tempo di migliorare il giudizio da sottostimare (underperform) a comprare (buy).
Anche su Unipol le prospettive di crescita appaiono ancora positive. Lo scorso 11 dicembre gli analisti di Intesa Sanpaolo hanno incontrato i vertici della compagnia e, secondo loro, il gruppo presieduto da Carlo Cimbri potrà dare ottime soddisfazioni agli azionisti sul fronte delle cedole. «Nel suo piano industriale 2025-27 Unipol ha un obiettivo di dividendi cumulati di 2,2 miliardi di euro. A nostro avviso c'è margine per una maggiore generosità», sostengono da Intesa Sanpaolo dove per la compagnia di Bologna stimano dividendi cumulati di 2,37 miliardi di euro e immaginano una crescita del titolo fino 20,8 euro rispetto ai 19,46 euro della chiusura di venerdi 12 dicembre.
A piacere agli analisti è anche la forte presenza di Unipol nel settore dell’assicurazione salute, che negli ultimi anni sta registrando importanti tassi di crescita. La compagnia «è leader di mercato nel segmento salute in Italia, con una quota del 23%», osservano da Intesa Sanpaolo segnalando che «la salute rappresenta un motore di crescita redditizio, con un combined ratio dell’87,7% nei primi nove mesi dell’anno», e Unipol ha dalla sua anche un rete importanti di centri medici, di cui 50 di proprietà del gruppo.
E poi ci sono le potenzialità, ancora inespresse, sul fronte bancassicurativo dopo l’offerta di Bper sulla Popolare di Sondrio con l’amministratore delegato di Unipol, Matteo Laterza, che in più occasioni ha annunciato che si avranno importanti benefici dall’allineamento della produttività assicurativa delle due banche. (riproduzione riservata)