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Chi ha fatto più profitti di Apple nel 2017? La Banca centrale svizzera
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Chi ha fatto più profitti di Apple nel 2017? La Banca centrale svizzera

di Brian Blackstone
MF - Numero 007 pag. 6 del 10/01/2018

Grazie all’apprezzamento degli 800 miliardi di dollari di obbligazioni e azioni estere in portafoglio, e alla svalutazione del franco svizzero, l’istituto centrale ha registrato un utile record di 46 miliardi di euro, più di JPMorgan e Berkshire Hathaway messe assieme. Ma non può passare alla cassa, pena la rivalutazione della sua moneta

Nel 2017 la Svizzera è diventata molto più ricca grazie alla sua Banca centrale, che si è affermata come uno dei principali gestori finanziari al mondo, con un portafoglio di azioni e obbligazioni estere del valore di quasi 800 miliardi di dollari. Martedì 9 la Banca nazionale svizzera ha infatti dichiarato che prevede di registrare nel bilancio 2017 un utile annuo record di 54 miliardi di franchi (46 miliardi di euro). Una cifra strabiliante, pari all' 8% del prodotto interno lordo del Paese. In confronto, se la Federal Reserve realizzasse un profitto analogo in rapporto all' economia statunitense, esso dovrebbe essere  pari a circa 1500 miliardi di dollari, contro i circa 100 miliardi di dollari realizzati negli ultimi anni.

Il profitto della Banca centrale svizzera è superiore a quanto guadagnato da Apple in un anno, e più alto di quello di JPMorgan Chase & Co. e Berkshire Hathaway (il principale veicolo di Warren Buffett) messe insieme. Che hanno organizzazioni di dimensioni mondiali, mentre la Banca nazionale elvetica impiega circa 800 persone e il suo presidente, tra i banchieri centrali meglio retribuiti, guadagna circa 1 milione di dollari all' anno.

La Banca nazionale svizzera ha un’altra peculiarità: è una delle poche banche centrali con azioni quotate in borsa. Il suo corso azionario è più che raddoppiato l'anno scorso, e martedì 9 si è apprezzato del 3,4%.

La Banca nazionale non può tuttavia monetizzare questi profitti vendendo i titoli, per non provocare un apprezzamento del franco svizzero e così danneggiare le esportazioni e indebolire i prezzi al consumo. Per questo motivo, nel 2018 il suo portafoglio con molta probabilità rimarrà esposto alla volatilità dei mercati. 

L’aumento monstre dei profit della Banca nazionale è stato provocato da tre forze positive: i bassi rendimenti obbligazionari hanno preservato il valore delle obbligazioni non svizzere detenute, che rappresentano l’80% delle riserve di valuta estera; i corsi azionari più elevati hanno aumentato il valore delle sue partecipazioni azionarie e l’indebolimento della moneta svizzera ha aumentato il valore in franchi di tutte queste attività denominate in valuta straniera. Nel 2017 l’euro si è rafforzato quasi del 10% rispetto al franco e le attività denominate in euro rappresentano la principale consistenza valutaria della Banca nazionale, seguita dal dollaro.

Ecco come la Banca nazionale trae profitto dal dinamismo dei mercati e dalla debolezza del franco. Alla fine dello scorso settembre, i file di bilancio registravano il possesso di oltre 19 milioni di azioni Apple, la sua maggiore partecipazione azionaria nel mercato Usa. Le azioni di Apple sono aumentate di quasi il 10% nel quarto trimestre, il che avrebbe aggiunto quasi 300 milioni di dollari al profitto della Banca nazionale, supponendo che non abbia acquistato o venduto azioni. Inoltre, in quel periodo il dollaro si è rafforzato dello 0,7% rispetto al franco, il che ha aggiunto diversi milioni al momento di convertire il valore dell’investimento in moneta svizzera.

La Banca nazionale ha dichiarato che 49 miliardi di franchi del suo utile di bilancio provengono da attività estere. L' anno scorso le sue riserve in oro sono aumentate di circa 3 miliardi di franchi, mentre le sue posizioni in titoli denominati in franchi sono aumentate di 2 miliardi.

La Banca centrale svizzera ha accumulato circa 760 miliardi di franchi in obbligazioni e azioni estere intervenendo in acquisto nel corso degli ultimi anni, in particolare durante la crisi del debito europeo, in cui stampava franchi utilizzandoli per acquistare titoli esteri al fine di indebolire la moneta.

Anche altre banche centrali come la Federal Reserve, la Banca centrale europea e la Bank of Japan hanno accumulato grandi portafogli costituiti principalmente da obbligazioni. Ma tali attività sono denominate nella propria valuta. Ciò che distingue la BNS è il fatto che il suo bilancio è costituito quasi interamente da attività estere, il che la espone a un rischio di cambio enorme.

Le cose non sono sempre andate così bene in passato per la BNS. Nel 2015, la decisione della banca centrale di abbandonare il limite massimo del cambio con l’euro ha provocato un aumento vertiginoso del valore del franco, e il bilancio di quell’anno si era chiuso con una perdita di 23 miliardi di franchi.

Gli svizzeri non possono approfittare di questa manna di plusvalenze sulla carta: ciò implicherebbe per la Banca nazionale il vendere una parte delle sue obbligazioni e azioni estere, che alla fine del terzo trimestre 2017 includevano quasi 3 miliardi di dollari in azioni Apple e 1,5 miliardi di dollari in titoli Facebook. Gli investimenti azionari della Banca nazionale, che costituiscono il 20% delle sue attività estere, sono condotti replicando il paniere degli indici di borsa.

Mentre le banche centrali, come la Federal Reserve, trasferiscono la maggior parte dei loro utili ai rispettivi governi, la Banca nazionale svizzera applica un recente accordo quinquennale di ripartizione degli utili, in base al quale l’importo massimo che può trasferire ai governi federali e regionali svizzeri è di soli 2 miliardi di franchi all' anno. Tale accordo è valido fino al 2020. Inoltre la BNS paga annualmente un piccolo importo di 1,5 milioni di franchi ai suoi azionisti privati, che hanno poca o nessuna voce in capitolo su chi dirige la banca o su come è gestita. La Banca nazionale è per lo più di proprietà dei Cantoni e delle banche cantonali.

L’istituto centrale ha dichiarato di voler destinare circa 5 miliardi di franchi per accantonamenti destinati a evitare future fluttuazioni dei tassi di cambio. Il resto delle sue plusvalenze sarà destinato alla costituzione di una riserva utili da distribuire, per fare in modo che anche negli anni grigi vi siano risorse per i dividendi.


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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