Nel 2025 l’economia dei territori di Milano, Monza Brianza e Lodi è cresciuta dello 0,7%, pari a un incremento di 1,6 miliardi di euro, un dato superiore alla media nazionale trainato dai servizi (+0,7%) e in misura contenuta dall’industria (+0,4%) e previsto stabile durante il 2026, secondo le stime di Prometeia.
Cresce poi il numero di imprese che operano sul territorio. Il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni di attività è di 10.007 unità, con un tasso di crescita del del 2,1%, superiore al dato nazionale (+0,96%) e a quello di tutta la Lombardia (+1,41%).
Milano si conferma un terreno di proliferazione imprenditoriale. Solo nel capoluogo infatti il saldo tra attività nuove e chiuse è di 9.179 imprese. In numeri assoluti, nel territorio della Città Metropolitana di Milano risultano 26.262 nuove imprese iscritte nel 2025 (erano state 25.099 nel 2024). Nella provincia di Monza Brianza sono state 4.514 le nuove imprese, a Lodi 922.
Anche il 2026 si sta confermando un anno positivo. Nel primo semestre si registrano 17.555 nuove iscrizioni e 13.792 cessazioni, con un saldo positivo di 3.763 (+0,8%). Anche quest’anno il numero maggiore di iscrizioni si osserva a Milano dove sono ben 14.198 con un saldo attivo di 3.336 nuove imprese a fronte di 10.862 cessazioni.
Questi i dati del Rapporto annuale «Milano Produttiva», realizzato dal Servizio Studi Statistica e Programmazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, giunto quest’anno alla sua 36esima edizione.
L’area è uno dei teatri imprenditoriali di punta a livello internazionale. Secondo l’ultimo dato disponibile di Reprint, all’inizio del 2025 erano attive nella macroarea 6.636 imprese partecipate da multinazionali estere, con oltre 719 mila dipendenti e un fatturato aggregato di 408,2 miliardi di euro. Nella sola provincia di Milano se ne contano 6.043, che rappresentano un terzo del totale nazionale.
Le tre province inoltre hanno superato i 78 miliardi di export nel 2025, il 12,2% del totale nazionale.
«In uno scenario di crescita debole, incertezza geopolitica e forti pressioni sui costi energetici, sostenere la competitività delle nostre imprese significa continuare a puntare con decisione su tre fattori decisivi: l'innovazione, l'apertura internazionale e la qualità del capitale umano», ha dichiarato durante l’evento Elena Vasco, segretario generale della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, «sul fronte dell’innovazione il territorio esprime una leadership nazionale indiscussa: qui si concentra oltre un quinto delle start up e pmi innovative italiane (23,4%), sostenute da otto Università, dodici incubatori certificati e numerosi centri di ricerca».
Il tema dell’indipendenza energetica è stato al centro dell’evento organizzato dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza e Lodi, ed è stato trattato anche dall’ex ad di Leonardo Roberto Cingolani, che ha sottolineato il circolo virtuoso che comprende produzione energetica e benessere economico: «Chi è autonomo energeticamente cresce di più. E chi cresce di più consuma più energia e quindi diventa l'attore del proprio progresso», un fenomeno verificabile anche empiricamente, guardando «il ritmo di Cina, Stati Uniti e Canada, mentre l'Europa cresce molto di meno perché non è indipendente».
Lo stesso Cingolani riflette sul crescere del numero di guerre nel mondo «a oggi 61», e al relativo impennarsi dei costi dell’energia. Per «lavorare sulla prevenzione», Cingolani individua nel nucleare la soluzione più efficiente «in termini di costi, di impatto ambientale nella produzione energetica e di spazio occupato dai siti produttivi rispetto ad altre fonti». (riproduzione riservata)