Francesco Gaetano Caltagirone in manovra su Mps e Mediobanca. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il costruttore-editore romano è tornato a comprare in Montepaschi e potrebbe presto fare lo stesso anche in Mediobanca, su cui l’istituto senese ha lanciato un’offerta pubblica di scambio. A Siena, dove Caltagirone è entrato a novembre 2024 comprando il 3,5% dal Tesoro nell’ambito dell’ultimo collocamento, sarebbe passato dal 5,026% di fine gennaio all’8% circa.
La mossa non sorprende. Nei mesi scorsi erano circolate indiscrezioni sulle intenzioni di crescita dell’azionista romano nel capitale della banca, accanto alla holding Delfin della famiglia Del Vecchio che è primo azionista privato con il 9,78%, e in coda al Tesoro che ha ancora l’11,7% come residuo del salvataggio di Stato del 2017.
Mps ha lanciato a fine gennaio un’ops su Mediobanca: la mossa strategica del ceo Luigi Lovaglio è appoggiata da entrambi i soci privati, che puntano per questa via anche a un ribaltone nelle Generali, dove Piazzetta Cuccia è la prima azionista con il 13,1%.
Il rafforzamento di Caltagirone nel capitale di Mps è funzionale all’assemblea del 17 aprile che deve varare l’aumento di capitale al servizio dello scambio di azioni con Mediobanca. Ma è anche una mossa strategica dell’ingegnere romano, che non ha mai smesso di avere mire sull’istituto senese di cui è stato vicepresidente fino al 2012.
Caltagirone e Delfin sono presenti anche nel capitale di Mediobanca. E anche in quest’ultima banca, secondo indiscrezioni, il costruttore romano avrebbe fatto ripartire gli acquisti per portarsi a ridosso del 10% (non ci sono indicazioni puntuali sulla quota, che oscillerebbe). A fine gennaio il gruppo Caltagirone aveva il 5,5% della merchant bank guidata da Alberto Nagel. (riproduzione riservata)