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Calcio, il nuovo stadio dell’As Roma non costerà un euro alla Capitale
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Calcio, il nuovo stadio dell’As Roma non costerà un euro alla Capitale

02 febbraio 2024, 12:43 Ultimo aggiornamento: 15:25

Lo ha assicurato l’amministrazione capitolina durante uno degli incontri dei due mesi di dibattito pubblico sul progetto dell’impianto presentato dal Club giallorosso | Il calcio in borsa? Non funziona. Giuseppe Vegas (ex presidente della Consob) interviene sulle società quotate a Piazza Affari

L’eventuale nuovo stadio dell’As Roma a Pietralata non costerà neanche un euro alla Capitale. Lo ha assicurato l’amministrazione capitolina, nonostante il progetto presentato dal Club giallorosso sia un project financing che, da un punto di vista normativo, è compatibile con la previsione di contributi pubblici fino ad un massimo del 49%. È quanto emerso durante uno dei 10 incontri pubblici, organizzati nell’arco di 2 mesi e terminati il 30 ottobre 2023, nell’ambito del ciclo di dibattito pubblico sul progetto presentato dall’As Roma per la costruzione di un impianto sportivo nel quartiere di Pietralata.

La giunta di Roma Capitale ha approvato la relazione sugli esiti del dibattito pubblico presentata da Nomisma, che si è avvalsa della collaborazione di FB & Associati e di Res publica. Il prossimo passo dell’iter procedurale, per arrivare alla realizzazione dello stadio, è la consegna da parte della As Roma del progetto definitivo, corredato di un piano economico-finanziario asseverato, che dovrà essere approvato dall’assemblea capitolina.

Resta però la preoccupazione dei cittadini sulla situazione economico-finanziare del proponente: il Club giallorosso ha attualmente un patrimonio netto negativo di 340 milioni di euro. Anche in questo caso il Comune è intervenuto con delle rassicurazioni, precisando che la fase di verifica dei requisiti del proponente verrà espletata dopo la presentazione del progetto definitivo e prima della partecipazione alla gara, secondo quanto stabilito dalla Legge stadi.

Uno stadio moderno in Italia

Il nuovo stadio, emerge dalla relazione conclusiva del dibattito, riuscirebbe a rispondere all’esigenza dell’As Roma di poter disporre di una struttura ad uso esclusivo che «rappresenta un fattore strategico per una società sportiva di alto livello, ma che è anche «strettamente collegato alla necessità di adeguarsi agli standard internazionali, prendendo come riferimento le principali strutture europee». Lo stadio di Pietralata sarebbe infatti una struttura di ultima generazione, un concept che si ispira ai modelli internazionali e che si caratterizza per una maggior fruibilità ed apertura all’interazione con il quartiere di riferimento nell’arco dell’intero anno e per la comunità e non soltanto nei cosiddetti match days.

Un’innovazione importante in un Paese come l’Italia in cui gli stadi hanno mediamente 68 anni, quasi il doppio dei 38 anni della Germania e dei 35 dell’Inghilterra. E allo stesso tempo le strutture che sono di proprietà dei club (o con una lunga concessione d'uso) sono soltanto il 24% del totale, percentuale che in Germania e in Inghilterra supera l’80% e in Spagna il 50%.

Il confronto con lo stadio Olimpico

Diverse però le richieste e le rimostranze sul progetto del nuovo stadio a Pietralata sulla base delle esperienze e del paragone con l’esistente stadio Olimpico.

Innanzitutto i cittadini hanno chiesto chiarimenti sugli utilizzi futuri dello stadio Olimpico nel caso in cui venga realizzato il nuovo stadio proposto a Pietralata, nel timore che l’Olimpico possa essere sottoutilizzato come lo stadio Flaminio. In questo caso la risposta del proponente non è potuta essere risolutiva, perché sono coinvolti diversi attori negli impianti. Ad esempio, lo stadio Flaminio è di proprietà comunale e presenta una serie di problematiche, tra cui la tutela monumentale, mentre l’Olimpico è di proprietà della società Sport e Salute, ovvero la ex-Coni Servizi, e necessita di essere riqualificato.

Alcuni cittadini hanno poi, richiamando le dimensioni della città di Roma e l’attuale numerosità di tifosi che frequentano lo stadio Olimpico, avanzato richieste di ampliamento della capienza prevista dall’impianto di Pietralata (55 mila posti estendibile a 62 mila) fino a portarla a circa 65/70 mila posti, per dar modo ad un maggior numero di persone di partecipare alle manifestazioni. Le dimensioni proposte sono però considerate adeguate del club giallorosso, in quanto si basano sulle esperienze consolidate di modelli europei, come ad esempio lo stadio del Tottenham, in Inghilterra.

Dallo stadio Olimpico si possono trarre inoltre insegnamenti sulla viabilità, sulla sicurezza e sulla relazione con il territorio, per evitare di incorrere nelle stesse criticità. La scelta di costruire l’impianto nel quartiere di Pietralata, che rappresenta una zona urbana e integrata, renderebbe più agevole il raggiungimento (e l’allontanamento) dello stadio rispetto ad altre aree della città, si veda la zona dove insiste l’Olimpico, che è caratterizzata da forti problemi di viabilità e limitati collegamenti con i mezzi pubblici. Ma soprattutto i flussi di persone si andrebbero a diffondere in maniera radiale senza intasare specifiche arterie.

Ad ogni modo, evidenziano i cittadini, andrebbe avviata, ancor prima dell’inizio dei lavori sullo stadio, una completa riqualificazione viaria, infrastrutturale (in particolar modo, metro e principali collegamenti ferrati tra Roma e hinterland), della circolazione (via di Pietralata, via Tiburtina, via dei Durantini, via dei Monti Tiburtini, via dei Monti di Pietralata, la tangenziale Est) a carico del soggetto proponente. Va inoltre ampliato il numero dei parcheggi pubblici messi in conto (3.600) sottodimensionati rispetto alle necessità dello stadio.

Le opportunità e i problemi per il territorio

I suggerimenti dei cittadini permetterebbero al nuovo stadio di contribuire a riqualificare il quartiere di Pietralata, con una ricaduta positiva sull’intero territorio romano. Oltre al fatto che il progetto andrebbe a creare 2.500 posti di lavoro in dieci anni, evidenzia lo studio di fattibilità.

Restano però delle perplessità dei cittadini sul vero impatto dello stadio sull’area di Pietralata, in termini ambientali soprattutto. Dalla preoccupazione per il verde pubblico e di conseguenza per la qualità dell’aria del quartiere, si passa ai timori sull’inquinamento acustico generato dallo stadio che andrebbe per giunta a gravare sul vicino Ospedale Pertini. Eppure gli esperti dell’As Roma hanno evidenziato che gli stadi di ultima generazione, come quello in corso di progettazione, già al loro interno sono dotati di impianti e sistemi che permettono di fare risonanza interna e di ridimensionare l’impatto acustico, il quale verrà poi mitigato anche tramite le aree verdi previste nel progetto.

L’As Roma ha poi rassicurato sull’uso di tecnologie sostenibili per produrre energia nel nuovo impianto, soprattutto con pannelli fotovoltaici, e ha preannunciato che attuerà politiche di ticketing volte a incentivare l’utilizzo di mezzi pubblici, come accade in altri stadi europei.

Alcuni partecipanti al dibattito pubblico hanno poi evidenziato la carenza di indagini preventive in sede progettuale rispetto ai «resti di una villa di età primo-imperiale, una cisterna, un castellum aquae, parte di un tracciato viario e alcune tombe», al fine di garantire la tutela delle evidenze archeologiche documentate, poiché attualmente classificate di rischio archeologico medio-alto. Anche in questo caso l’As Roma si è mossa, avendo già avviato un confronto con la Soprintendenza competente per definire un quadro dettagliato delle indagini archeologiche da effettuare sull’area in oggetto e funzionali alla redazione del progetto definitivo. Ora resta da verificare se e come l’As Roma trasformerà le rassicurazioni in realtà nella stesura del progetto definitivo. (riproduzione riservata)



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