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Bund verso il 3% nel 2025? Opportunità e rischi per gli investitori in obbligazioni
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Bund verso il 3% nel 2025? Opportunità e rischi per gli investitori in obbligazioni

18 agosto 2025, 11:00 Ultimo aggiornamento: 14:56

I rendimenti dei titoli di Stato hanno registrato un moderato aumento su entrambe le sponde dell'Atlantico dall'inizio di luglio. Dove puntano Generali Investments e Nuveen

Sostenuti da dati economici resilienti e da una politica monetaria più restrittiva delle banche centrali, i rendimenti dei titoli di Stato hanno registrato un moderato aumento su entrambe le sponde dell'Atlantico dall'inizio di luglio (il Treasury Usa 10 anni il 18 agosto rende il 4,29% e il 2 anni il 3,74%; il Btp 10 anni il 3,56% e il 2 anni il 2,21%). 

«Ci aspettiamo che i rendimenti dei titoli di Stato core dell'Eurozona rimangano stabili a causa della nostra previsione di un taglio dei tassi chiave della Bce a settembre e della stagionalità estiva. È probabile che i rendimenti più elevati dell'Eurozona prevalgano più avanti nel corso dell'anno. Al contrario, riteniamo che i rendimenti statunitensi siano orientati verso il ribasso. Dati economici più deboli e la prospettiva di ulteriori tagli dei tassi chiave della Fed potrebbero favorire una moderata diminuzione dei rendimenti», prevede Florian Späte, senior bond strategist di Generali Investments.

Sebbene le aspettative sui tassi di interesse a medio termine siano leggermente sovrastimate, il loro impatto sui rendimenti a lungo termine è diminuito grazie all'aumento del premio di durata. La curva dei rendimenti si sta distanziando, con le aspettative di crescita nominale che si spostano dal 2,5% al 4% entro il 2026, potenzialmente portando a un aumento significativo dei rendimenti a lungo termine, spiega il senior bond strategist di Generali Investments.

Spread sui minimi pluriennali in Eurozona

Nonostante a luglio la Fed non abbia ridotto i tassi, si prevedono due tagli quest’anno e altri due nel 2026; tuttavia, i mercati attualmente scontano solo 36 punti base di taglio entro fine anno, inferiori alle attese di 50 punti. La previsione a medio termine sui tassi (Ois a 5 anni e 3 mesi) è troppo alta, circa 3,75%. «A breve termine, si stimano rendimenti sui titoli decennali del 4,30% a 3 mesi e del 4,05% a 12 mesi. Per quanto riguarda l’Eurozona, gli spread dei titoli di Stato non core si sono ridotti a luglio, raggiungendo minimi pluriennali, come lo spread tra Btp e Bund a 10 anni, sceso a 80 punti base, segno di una percezione del rischio migliorata e di maggior stabilità», aggiunge Späte.

Il quadro generale per i prossimi mesi è positivo: si prevede un’ultima riduzione dei tassi della Bce a settembre, con il mercato che prezza circa -3 punti base. Le prospettive macroeconomiche sono favorevoli grazie alle misure fiscali della Germania, all’assenza di rischi di guerra commerciale con gli Stati Uniti, alle tendenze stagionali e all’attività di emissione di titoli di Stato, che sta procedendo con successo, con oltre il 70% dell’obiettivo 2025 già raggiunto.

Meno titoli di Stato a lunga scadenza

I governi dell’Eurozona hanno ridotto significativamente la quota di obbligazioni a lunga scadenza nelle nuove emissioni, passando dal 43% nel 2024 al meno del 25% nel secondo trimestre 2025, rispondendo alla minor domanda di duration e facilitando l’assorbimento dell’offerta. Nonostante il mercato primario sia ancora poco attivo ad agosto, «si prevede una buona collocazione delle emissioni future anche dopo la pausa estiva».

Infine, a livello di spread, si prevede che ci siano poche possibilità di ulteriori riduzioni, limitate principalmente ai Paesi più piccoli come Slovacchia e Lituania. Tuttavia, non si aspetta un calo sostenuto degli spread, quindi i titoli non core dell’Eurozona probabilmente supereranno le performance dei Bund tedeschi, grazie anche alla maggior attenzione alle aspettative di crescita nominale, che potrebbe portare a un aumento dei rendimenti a lungo termine», conclude Späte.

Nuveen vede i rendimenti dei Bund a 10 anni al 3%

A proposito dei titoli di Stato tedeschi, Laura Cooper, head of macro credit e global investment strategist di Nuveen, vede i rendimenti dei Bund a 10 anni raggiungere il 3% (al 2,75% il 18 di agosto). «I mercati stanno già scontando ulteriori tagli dei tassi Bce e continuiamo a prevedere un tasso finale del 2%, con tassi invariati per il resto del 2025. L'inflazione dei servizi rimane elevata, sopra il 3%, e gli stimoli fiscali nei settori delle infrastrutture, della transizione energetica e della difesa stanno acquistando slancio. Prevediamo che i rendimenti dei Bund tedeschi a 10 anni si avvicineranno al 3%, riflettendo l'allontanamento dai timori di recessione e l'orientamento verso una crescita moderata con dinamiche inflazionistiche persistenti».

Meglio l'investment grade europeo rispetto a quello statunitense

Detto questo, Laura Cooper mantiene una visione costruttiva nel medio termine, sostenuta dal miglioramento della fiducia nella tenuta fiscale dell'Eurozona, dalla stabilità della politica della Bce rispetto alle altre banche centrali e dal potenziale di ulteriori afflussi di capitali internazionali verso i mercati europei. Nei mercati del credito, continua a preferire l'investment grade europeo rispetto a quello statunitense, sulla base del valore relativo, della minor leva finanziaria e, ora, della maggior chiarezza politica.

«L'attenzione rimane concentrata sulle banche europee, che beneficiano di tassi stabili, posizioni patrimoniali solide e sostegno ai margini. Guardiamo con interesse alle utility e alla difesa, sostenuti dalla spesa pubblica e dalla domanda di infrastrutture; e sui prodotti di consumo in grado di assorbire le modeste pressioni tariffarie grazie alla resilienza dei consumi interni», precisa Laura Cooper che mantiene una posizione neutrale sulla duration, con un posizionamento selettivo nei titoli sovrani periferici che offrono rendimenti interessanti e profili di debito in miglioramento. (riproduzione riservata)



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