Btp Valore nuovo, vecchie abitudini. Soprattutto per quanto riguarda l’attenzione mostrata dai grandi investitori individuali a questo tipo di emissioni retail del Tesoro. Manca solo mezza giornata alla fine del collocamento, cui seguirà la comunicazione dei tassi finali (improbabile che vengano rivisti al rialzo, comunicano i desk operativi), ma già si possono tracciare i primi bilanci.
Il punto più interessante riguarda proprio l’ampia partecipazione di risparmiatori facoltosi: nei primi quattro giorni di collocamento sono stati registrati oltre 200 ordini sopra il milione di euro, con alcuni ticket ancora più corposi. Nel primo giorno ben 15 ordini hanno superato i 5 milioni e uno di questi è stato addirittura oltre i 14. Nel corso della seconda giornata gli ordini da 5 milioni sono stati quattro, e uno di essi ha sfiorato i 16 milioni. Ma è alla terza giornata che è arrivato il record (provvisorio): un maxi-ticket da 17,67 milioni, arrivato peraltro alle 17:22, pochissimi minuti prima della chiusura.
Calcoli alla mano, significa che il Mef darà a questo facoltoso investitore, nel corso dei sette anni di vita del Btp Valore e compreso il premio fedeltà finale (sempre se l’investimento non verrà liquidato prima), 4,03 milioni di euro lordi, ricevendo a sua volta 503,5 mila euro in tasse, considerando l’aliquota agevolata al 12,5% cui sono soggetti sia le cedole sia il premio finale.
Come verrà distribuito questo incasso? Nei primi tre anni, con la cedola al 2,6%, ogni tre mesi il multimilionario riceverà (netti) 100,47 mila euro, per un totale di 401,9 mila all’anno. Si passerà poi alla cedola del 3,1%: per il biennio successivo nelle tasche del facoltoso risparmiatore entreranno 119,8 mila euro ogni tre mesi e quasi 480 mila all’anno. Il grosso dell’incasso arriverà poi nella parte finale: con la cedola al 4% del sesto e settimo anno il Paperone incasserà 154,6 mila euro ogni tre mesi, e 618 mila ogni anno. Al momento del rimborso, verrà poi aggiunto il premio fedeltà: 123,7 mila euro netti (e 141,3 mila lordi) che si sommeranno al capitale di partenza. Tra sette anni, nel 2032, nelle tasche del milionario entreranno 17,79 milioni di euro, più 3,4 milioni di cedole distribuite nel tempo. Totale: 21,19 milioni.
Al di là di questo caso, rimane il dato di fatto già osservato fin dalle prime battute del collocamento: il Btp Valore, che nasce come uno strumento di investimento (e deposito) per piccoli investitori, si sta dimostrando sempre più una freccia nella faretra della clientela evoluta, come quella servita dal private banking. Infatti il ticket medio dell’emissione è fin qui di 32.943 euro. All’interno di questa famiglia di titoli retail solo il Btp Più dello scorso febbraio aveva fatto meglio, con un ordine medio di 33.511 euro.
Come confermato da fonti consultate da MF-Milano Finanza, l’interesse dei grandi patrimoni all’emissione è stato alto per tutta la durata. Si tratta, perlopiù, di clientela facoltosa con portafogli complessivi anche sopra i 100 milioni di euro, che utilizza il Btp come deposito remunerato e utilizza le cedole come liquidità per il conto corrente, con cui gestire parte delle spese quotidiane.
D’altronde, Via XX Settembre si è dimostrata piuttosto generosa con il pubblico degli investitori individuali: alla chiusura di oggi, giovedì 23 ottobre il rendimento effettivo lordo del Btp Valore, pari al 3,248% annuo, trattava circa 30 punti base sopra il Btp a tasso fisso di pari durata (scadenza nel 2032) e appena 12 punti sotto un decennale. Il dato, va precisato, costituisce una media aggregata di cedole e premio fedeltà finale. A differenza di un tasso fisso infatti la distribuzione sarà crescente secondo un meccanismo di doppio step-up, per cui la parte più consistente degli incassi arriverà verso la fine della vita del bond.
Occhi puntati adesso sulle ultime ore di collocamento, che termina alle ore 13 del 24 ottobre. Si riparte dal dato di raccolta dei primi quattro giorni: forte degli ulteriori 2,3 miliardi di oggi (per un totale di 75 mila contratti), il Btp Valore ha fin qui superato i 15,3 miliardi di ordini. Lo hanno comprato 464 mila investitori individuali.
Per i ritardatari che volessero approfittare dell’ultima finestra disponibile, il bond del Tesoro si può acquistare con un investimento minimo di mille euro, attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzioni di trading online, o rivolgendosi al proprio referente in banca o all’ufficio postale presso cui si possiede un conto corrente con il conto deposito titoli. Oltre alla tassazione agevolata al 12,5% sono previsti anche l’esenzione dalle imposte di successione e l’esclusione dal calcolo Isee fino a 50 mila euro investiti in obbligazioni sovrane. (riproduzione riservata)