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Borse oggi in diretta | Piazza Affari chiude in calo dello 0,7%. Soffrono le banche, corre Campari
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Borse oggi in diretta | Piazza Affari chiude in calo dello 0,7%. Soffrono le banche, corre Campari

30 aprile 2025, 07:51 Ultimo aggiornamento: 18:32

Borse europee deboli dopo che il pil Usa si è contratto dello 0,3% nel primo trimestre. Male Stm, scattano  Recordati, A2a e Leonardo. Spread su a 112 punti | Ops su Banca Generali, Mediobanca scatta in borsa. Su anche Mps. Ora occhi puntati sui concambi

  • Ore 15:30 Ore 15:30. L’Europa accelera al ribasso dopo il calo inatteso del pil Usa. A Milano soffrono le banche
  • Ore 14:40 Il Ftse Mib il peggiore in Ue, T-bond al 4,2% con il pil Usa calato a sorpresa
  • Ore 14:20 Milano pecora nera in Europa con le banche e Stm, lo spread sale a 112
  • Ore 13:15 Il Ftse Mib resta in rosso, spread inchiodato a 111
  • Ore 11:20  Il Ftse Mib accelera al ribasso con le banche, l’euro si rafforza con il pil dell’Eurozona migliore del previsto
  • Ore 10:20 Il Ftse Mib vira al ribasso con Tim ed Eni. Il rendimento del Btp 10 anni va sotto il 3,6%
  • Ore 09:05 Ftse Mib sopra 38.000 con Stellantis e Campari. Spread stabile a 111
  • Ore 07:45 Europa attesa poco mossa, raffica di dati macro. Crollo storico del petrolio ad aprile

Le borse europee recuperano nel finale dopo la sbandata provocata dal pil americano del primo trimestre, in calo dello 0,3% (dopo il +2,4% del quarto trimestre 2024) mentre le previsioni lo vedevano in rialzo dello 0,4%. In chiusura il Dax si è ancorato alla parità, mentre il Ftse 100 è arrivato al +0,4%, anche se la maglia rosa è andata al Cac 40 con il +0,5%. Le peggiori in Europa sono l’Ibex 35 (-1%) e il Ftse Mib (-0,7%). 

I migliori e i peggiori di Piazza Affari

A Milano svettano Campari (+4%) e Recordati (+3,4%), spinta dai commenti degli analisti dopo il Capital Markets Day, poi A2a (+1,9%) e Leonardo (+1,3%). Svanisce invece l’effetto risiko e soffrono le banche a partire da Unicredit (-2,8%), Mps (-2,8%) e Mediobanca (-2,1%).

Banco Bpm ha perso l’1,86% nel giorno dell'assemblea, occasione utilizzata dai vertici per ribadire che l’ops di Andrea Orcel è inadeguata. Male anche Stellantis (-2,1%) dopo il calo dei ricavi (-14%) del primo trimestre e la sospensione delle stime 2025 per colpa dei dazi. 

Oro in pausa dai record

L’ultima seduta di aprile finisce anche con lo spread in rialzo a 112 punti dopo che il rendimento del Btp decennale è salito al 3,57%, più del Bund arrivato al 2,44%. Il cambio euro-dollaro invece è sceso a quota 1,135 (-0,3%), mentre il Brent e il Wti perdevano lo 0,9%.

Il greggio americano è calato addirittura sotto i 60 dollari al barile, soglia che anche il Brent rischia di perdere. Sembra in pausa invece la serie di record dell’oro, in leggera contrazione a 3.320 dollari l’oncia (-0,4%).   

Ore 15:30. L’Europa accelera al ribasso dopo il calo inatteso del pil Usa. A Milano soffrono le banche

Le borse europee continuano a soffrire dopo l’apertura in calo di Wall Street. L’inattesa contrazione del pil americano nel primo trimestre (-0,3%) ha mandato al tappeto gli indici Usa (Nasdaq -2,1%, S&P 500 -1,6% e Dow Jones -1%) e spinto al ribasso anche quelli europei. Nel Vecchio Continente la peggiore resta Madrid (-1,8%), seguita a breve distanza dal Ftse Mib (-1,3%) e poi più lontano dal Dax (-0,6%), dal Cac 40 (-0,3%) e dal Ftse 100 (-0,2%).

A Milano soffrono le banche, che perdono l’effervescenza legata al risiko. Mps cede il 3,7%, Unicredit il 3,5% e Banco Bpm il 3,2%. L’altro titolo in difficoltà è Stm (-2,9%). Scattano invece Campari (+3,9%), Recordati (+2,6%), Inwit (+1,3%) e A2a (+1,3%).

Wti sotto i 60 dollari

Lo spread invece sale a 113 punti. Il rendimento del Btp decennale è diminuito al 3,59% ma il calo del Bund è ancora più marcato (2,45%). Il cambio euro-dollaro invece resta stabile a quota 1,137 (-0,15%), mentre il Brent e il Wti cedono lo 0,9%. Il greggio americano è sceso addirittura sotto i 60 dollari al barile. Anche per l’oro leggera contrazione a 3.322,9 dollari l’oncia (-0,3%).   

Ore 14:40. Il Ftse Mib il peggiore in Ue, T-bond al 4,2% con il pil Usa calato a sorpresa

I futures statunitensi accelerano al ribasso (-1,1% quello sul Nasdaq e -1,28% quello sull’S&P500) dopo il pessimo dato sul pil Usa del primo trimestre del 2025. Di riflesso anche Londra vira al ribasso (-0,08%) insieme a Parigi (-0,2%) e Milano aumenta le perdite (-1,51% a 37.302 punti alle 14:40: alle vendite sulle banche ora si sommano quelle su alcuni industriali come Stm, Saipem e Ferrari, e su Nexi). Resiste solo il Dax (+0,21%).

T-bond al 4,2% con il pil Usa calato a sorpresa

L'economia statunitense si è contratta a sorpresa nel primo trimestre del 2025, mentre la spesa per i consumi è rallentata, indicando potenzialmente l'impatto dell'incertezza in corso sulle politiche commerciali aggressive ed erratiche degli Stati Uniti durante i primi mesi del secondo mandato del presidente, Donald Trump, alla Casa Bianca.

Il prodotto interno lordo degli Stati Uniti si è contratto dello 0,3% su base annua nel periodo gennaio-marzo. Nel quarto trimestre era cresciuto del 2,4%. Gli economisti avevano previsto un leggero aumento dello 0,4%. Dopo il dato, il rendimento del Treasury Usa sale al 4,22% e il dollaro perde terreno nei conferonti dell’euro che vale 1,1374 (+0,10%). Invece, si è mantenuta stabile la crescita del costo lavoro negli Stati Uniti nel primo trimestre con l'indice del costo del lavoro salito dello 0,9% in linea con il consenso e dopo il +0,9% registrato il trimestre precedente.
 

Ore 14:20 Milano pecora nera in Europa con le banche e Stm, lo spread sale a 112

Le borse europee, eccetto Milano (-0,81% a 37.566 punti alle 14:20 con tutte le banche che stornano con lo spread in aumento a 112 e Stm in calo dell’1,24%; spicca contro corrente Campari con un +4,4% su cui Banca Akros ha confermato buy e un target price a 7,5 euro in vista della trimestrale l'8 maggio), restano positive, anche Francoforte (+0,5%) dopo che ad aprile si è registrato un nuovo calmieramento dell’inflazione in Germania.

La crescita dei prezzi al consumo su base annua si è, infatti, attestata al 2,1% a fronte del 2,2% di marzo e del 2% previsto dagli economisti. Secondo Destatis, in un mese i prezzi sono aumentati dello 0,4%, leggermente sopra le attese. Anche l’indice armonizzato con il resto della Ue ha segnato un valore leggermente superiore alle previsioni: 2,2% su base annua. In questo caso l’aumento dei prezzi mensile è stato dello 0,5%.

I posti di lavoro in Usa crescono meno del previsto

Il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,14% con i nuovi posti di lavoro nel settore privato statunitense ad aprile cresciuti meno del previsto. Gli occupati del settore privato hanno registrato un aumento di 62 mila posti di lavoro, dopo i 147 mila del mese precedente (dato rivisto da 155 mila). Le attese dagli economisti indicavano un aumento di 114 mila unità. Il report Adp precede quello ufficiale del Dipartimento del Lavoro che verrà pubblicato venerdì 2 maggio.

Ore 13:15 Il Ftse Mib resta in rosso, spread inchiodato a 111

Con i futures Usa contrastati (+0,13% quello sul Dow Jones e -0,15% quello sull’S&P500 alle 13:15), a Milano l’indice Ftse Mib scende dello 0,41% a 37.719 punti con le banche le più vendute insieme a Stm. Spiccano contro corrente Campari con un +4,4%, Prysmian, Recordati e Unipol. Lo spread resta inchiodato a 111,17 punti base.

L’euro vira al ribasso

Mentre prosegue la girandola dei dati macro e in attesa di quelli Usa (stima Adp ad aprile e pil del primo trimestre del 2025 preliminare), l’euro vira al ribasso dello 0,01% a 1,13609 dollari. Nella settimana al 25 aprile l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è calato del 4,2% dopo la flessione del 12,7% dell'ottava precedente. Oltre all’inflazione in risalita in Italia ad aprile, l’Istat ha rivelato che a marzo i prezzi alla produzione dell'industria sono diminuiti del 2,4% su base mensile, viceversa sono cresciuti del 3,9% su base annua (+6,2% a febbraio). Pesano i ribassi dei prezzi della componente energetica, al netto di tale componente, i prezzi hanno registrato un incremento congiunturale modesto (+0,1%) e una crescita tendenziale più contenuta (+1,1%).

Ore 11:20 Il Ftse Mib accelera al ribasso con le banche, l’euro si rafforza con il pil dell’Eurozona migliore del previsto

L’indice Ftse Mib accelera al ribasso (-0,61% a 37.643 punti alle 11:20) con le banche, spinte al rialzo in settimana grazie al risiko, tutte in rosso, in particolare Unicredit (-2,17%) e Banco Bpm (-1,88%), mentre è in corso l’assemblea degli azionisti di quest’ultima.

Castagna (Banco Bpm): non sappiamo che progettualità abbia Unicredit

«Unicredit non ha fatto alcun piano industriale sull'integrazione del Banco Bpm; non sappiamo che progettualità abbia», ha dichiarato il ceo, Giuseppe Castagna, spiegando che «non c'è scritto da nessuna parte. Non solo non c'è un piano integrato, ma non c'è nemmeno un piano stand-alone. Ci sono solo numeri sintetici sulla guidance 2025 e numeri sintetici che riguardano le ambition 2027». C'è anche carenza di dettagli e anche un po' di tempistiche sulle «ventilate sinergie. Mi pare che tutti i discorsi fatti finora chiariscano perché per noi il prezzo è incongruo. Il fatto che ci sia un'offerta di scambio senza cash e rilancio sia stato solo ventilato porta incertezza agli azionisti», ha concluso Castagna.

Pil dell’Eurozona migliore del previsto

Restano in rialzo il Dax (+0,37%), il Cac40 (+0,43%) e il Ftse100 (+0,08%) con il pil dell’Unione Europea nel primo trimestre su base trimestrale che ha segnato un +0,4%, in aumento rispetto al precedente +0,2% (la previsione degli economisti era +0,2%). A livello annuale ha evidenziato un +1,2%, invariato rispetto al dato precedente (la previsione era +1%).

Infine, l'inflazione ha rialzato la testa in Italia, con i prezzi al consumo che ad aprile sono saliti del 2% su base annua. Un allarme per i consumatori «poiché un’inflazione a questi livelli comporta un aggravio di spesa, considerata la totalità dei consumi di una famiglia, pari a +657 euro annui a nucleo, che salgono a +895 euro per una famiglia con due figli», ha spiegato il Codacons, secondo cui a gravare sull'inflazione in Italia sono senza dubbio le tensioni sul fronte degli alimentari, i cui prezzi crescono a ritmi sostenuti. La crisi delle materie prime e la maggior domanda legata al periodo di Pasqua ha determinato sensibili aumenti dei listini al dettaglio. L’euro si rafforza: +0,10% a 1,1373 dollari.

Ore 10:20 Il Ftse Mib vira al ribasso con Tim ed Eni. Il rendimento del Btp 10 anni va sotto il 3,6%

L’indice Ftse Mib vira al ribasso (-0,42% a 37.714 punti alle 10:20) con Banco Bpm, Unicredit, Tim ed Eni sotto pressione. L’euro si limita a un +0,03% a 1,1366 dollari e il rendimento del Btp 10 anni va sotto il 3,6% (3,57%, spread stabile a 111,47 punti base) con la crescita che arranca in Italia e in Germania.

Nel primo trimestre del 2025 l'Istat ha stimato che il pil italiano sia aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% rispetto al primo trimestre del 2024. Il primo trimestre ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto al trimestre precedente e due giornate lavorative in meno rispetto al primo trimestre del 2024. 

«La misera crescita dello 0,3% resta una magra consolazione. Preoccupa, in particolare, che la crescita acquisita nel 2025 sia solo dello 0,4%, considerato che i possibili dazi di Trump potrebbero farci facilmente precipitare nella recessione», commenta Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori.

Invece, il pil della Germania è salito dello 0,2% nel primo trimestre dell'anno, se paragonato con l'ultimo trimestre del 2024 (-0,2%). In calo dello 0,20%, invece, l'andamento del pil su base annua. Entrambi i dati rispecchiano le previsioni degli economisti. Mentre il tasso di disoccupazione destagionalizzato della Germania è rimasto invariato al 6,3% ad aprile per il secondo mese consecutivo, in linea al consenso. Nel frattempo, il numero di disoccupati in Germania è cresciuto di 4.000 unità ad aprile, contro il precedente aumento di 26.000 unità e l'incremento previsto di 20.000 unità.

Ore 09:05 Ftse Mib sopra 38.000 con Stellantis e Campari. Spread stabile a 111

Borse europee in rialzo in avvio di seduta. Fracoforte segna un +0,21%, Parigi un +0,36%, Londra un +0,65% e Milano un +0,39% a 38.022 punti. L’euro sale dello 0,20% a 1,1385 dollari anche se le vendite al dettaglio in Germania sono diminuite dello 0,2% a livello mensile a marzo, dopo l'incremento rivisto dello 0,2% a febbraio. Ma gli economisti si aspettavano un calo maggiore: -0,4% mese su mese. Su base annua, sono aumentate del 2,2% rispetto alla crescita del 4,3% rivista del mese precedente. Invece, i prezzi delle importazioni tedesche sono cresciuti del 2,1% su base annua a marzo, dopo l'aumento del 3,6% di febbraio. Su base mensile, sono scesi dell'1%, mentre il consenso degli economisti si aspettava una contrazione dello 0,7%.

Focus su pil e inflazione dell’Italia

La seduta sarà scandita da una nutrita serie di dati macro, utili a valutare il primo impatto delle politiche commerciali di Trump sull'economia reale. In attesa delle stime preliminari sul pil del primo trimestre e sull'inflazione di aprile in Italia il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,59% e lo spread con il Bund è poco mosso a quota 111,8 punti base.

Stando alle attese, l'economia italiana dovrebbe aver segnato una marginale ripresa congiunturale nei primi tre mesi del 2025: 0,2% dopo lo 0,1% del quarto trimestre del 2024. Secondo Scope Ratings, ricorda Reuters, le politiche tariffarie statunitensi e le eventuali contromisure Ue potrebbero ridurre complessivamente il pil, tra quest'anno e il 2027, fino a un massimo di un punto percentuale. All'inizio del mese il Tesoro ha dimezzato il proprio obiettivo di crescita per quest'anno, portandolo allo 0,6% dall'1,2% ipotizzato in precedenza, una stima che resta comunque più ottimistica di quella di numerosi previsori tra cui Banca d’Italia (+0,5%) e Fondo monetario (+0,4%).

A Milano bene Stellantis, Campari, Unipol, Banca Generali, Recordati, Maire

Sul listino milanese acquisti soprattutto su Campari (+1,98% a 5,77 euro), Unipol (+1,15% a 15,79 euro) e Stellantis (+1,65% a 8,43 euro) anche se ha registrato un ulteriore trimestre negativo e ha sospeso le stime per l’intero 2025. Il gruppo automobilistico ha chiuso i primi tre mesi del 2025 con ricavi pari a 35,8 miliardi di euro, in calo del 14% rispetto ai 41,7 miliardi registrati nello stesso periodo dell’anno precedente, per il calo delle consegne soprattutto negli Stati Uniti. Maserati resta in crisi: dimezzati volumi e ricavi, ma il portavoce ha smentito che sia in vendita.

«Per quanto riguarda i dazi Usa, Stellantis ha osservato che il 58% delle vendite di 1,2 milioni di veicoli statunitensi nel 2024 è assemblato negli Stati Uniti e che la maggior parte delle importazioni è conforme all'Usmca. Il gruppo investirà nella capacità produttiva statunitense e ridurrà le importazioni a partire da aprile. La ripresa è in ritardo e le valutazioni non sono particolarmente basse. Confermiamo il rating neutral sull’azione con un target price a 11 euro», ha commentato Citi post conti.

Restando in ambito automotive, Ferrari (+0,27% a 405,1 euro) ha lanciato due nuove versioni speciali della 296: la 296 Speciale e la 296 Speciale A, con prezzi rispettivamente pari a 407.000 e a 462.000 euro. Le consegne inizieranno nel primo trimestre del 2026 e nel secondo trimestre. I modelli non sono a tiratura limitata, ma resteranno in produzione per un periodo definito, contribuendo a un mix prodotto favorevole.

Quanto a Stm, in crescita dello 0,62% a 20,27 euro, il governo italiano spinge per un'assemblea straordinaria degli azionisti perché sia nominato il suo candidato, Marcello Sala, nel consiglio di sorveglianza.

Non smette di salire Mediobanca (+0,38% a 18,44 euro) che per lanciare l’ops su Banca Generali (+0,86% a 52,65 euro) avrà bisogno dell'ok dell'assemblea ordinaria con una maggioranza del 50% più un'azione, assise convocata per il prossimo 16 giugno, prima dell’avvio dell’offerta di Mps (a luglio). Ipotizzando un'affluenza intorno al 70%, un via libera dell'assise ordinaria richiederebbe di coagulare un fronte vicino o superiore al 35%, secondo MF-Milano Finanza.

E se Recordati, in rialzo dell’1,20% a 50,75 euro, non teme il possibile arrivo di dazi Usa sui prodotti farmaceutici e continua a spingere sul fronte M&A nei comparti specialty & primary care e malattie rare, Maire (+0,85% a 9,495 euro) migliorerà la guidance 2025, per ora confermata dopo un primo trimestre superiore alle attese, ma non sa ancora dire di quanto.

Leggi anche:

C’è attesa anche per i conti del primo trimestre del 2025 di Tenaris (-0,68% a 14,65 euro) e per le assemblee dei soci di Banco Bpm, Hera, Nexi, Azimut e Banca Popolare di Sondrio. Infine, si segnala che Rbc ha tagliato il target price di Diasorin (+0,97% a 100,3 euro) da 110 a 105 euro (rating sector perform) e JP Morgan quello di Buzzi (-0,52% a 45,92 euro) da 55 a 50 euro (rating neutral).

Ore 07:45 Europa attesa poco mossa, raffica di dati macro. Crollo storico del petrolio ad aprile

Borse europee attese poco mosse (-0,08% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta mentre gli investitori digeriscono una serie di importanti indicatori macroeconomici, in particolare i dati deboli sull’attività manifatturiera di Giappone e Cina e l’inflazione australiana, cresciuta leggermente più del previsto nel primo trimestre del 2025. La Reserve Bank of Australia dovrebbe ridurre i tassi di interesse di 25 punti base nella prossima riunione di politica monetaria prevista per il 20 maggio.

Futures Usa in calo, anche se Trump ha alleggerito i dazi sulle auto

I futures statunitensi scendono (-0,21% quello sul Dow Jones e -0,45% quello sull’S&P500) anche se Donald Trump ha alleggerito i dazi sulle auto e concesso più tempo ai costruttori per affrontare la transizione. Ma ha avvertito: le case automobilistiche che non porteranno la produzione negli Stati Uniti saranno «massacrate» dalla sua politica commerciale. Inoltre ha assicurato che «avremo un accordo equo con la Cina» sul fronte tariffe. Pechino «vuole fare un accordo, noi vogliamo fare un accordo», ha precisato. Poi ha puntato di nuovo il dito sul presidente della Fed, Jerome Powell, ma senza nominarlo: «l'inflazione è praticamente in calo. C'è una persona alla Fed che non sta facendo un buon lavoro», ha ribadito. Sui tassi, ha aggiunto, «ne so più di lui».

Tensioni in Pakistan e Corea

La cautela è d’obbligo non solo per la guerra commerciale, ma anche per le tensioni geopolitiche. Il ministro dell’Informazione pakistano, Attaullah Tarar, ha dichiarato che il Paese dispone di informazioni affidabili secondo cui l’India potrebbe lanciare un attacco militare nelle prossime 24-36 ore. Questo sviluppo arriva in un contesto di crescenti tensioni tra i due vicini dotati di armi nucleari, dopo che l’India ha accusato i pakistani di essere coinvolti nell’attacco della scorsa settimana che ha ucciso 26 persone in un sito turistico del Kashmir indiano. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso preoccupazione per l'aumento delle tensioni tra i due Paesi e ha offerto la sua mediazione per sostenere gli sforzi di de-escalation.

Fronte caldo anche in Corea. Il leader nordcoreano, Kim Jong Un, ha ordinato di accelerare la dotazione di armi nucleari sulle navi militari del Paese dopo aver presentato un nuovo cacciatorpediniere qualche giorno fa, ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Kcna. La Corea del Nord possiede armi nucleari che vengono regolarmente descritte come un deterrente necessario alle esercitazioni militari di Washington e Seoul. Il suo nuovo cacciatorpediniere, denominato Choe Hyon, potrebbe essere equipaggiato con missili nucleari tattici a corto raggio. Si prevede che la nave entrerà in servizio all'inizio del prossimo anno.

Raffica di dati macro

L’euro sale dello 0,12% a 1,1375 dollari in attesa di una raffica di dati macro. Già pubblicato il pil del primo trimestre del 2025 preliminare della Francia: +0,1% trimestre su trimestre (precedente: -0,1% trimestre su trimestre. Alle 8 sono attesi i prezzi import a marzo della Germania (precedente: +3,6% anno su anno), le vendite al dettaglio a marzo (precedente: +0,8% mese su mese, +4,9% anno su anno) e alle 09:55 il tasso di disoccupazione ad aprile (precedente: 6,3%). Mentre alle 10 tocca al pil del primo trimestre preliminare dell’Italia (precedente: +0,1% trimestre su trimestre, +0,6% anno su anno) e della Germania (precedente: -0,2% trimestre su trimestre, -0,2% anno su anno). Alle 11 quello dell’Eurozona (precedente: +0,2% trimestre su trimestre, +1,2% anno su anno) insieme all’inflazione ad aprile preliminare dell’Italia (precedente: +0,3%, +1,9% anno su anno) e alle 14 a quella della Germania (precedente: +0,3% mese su mese, +2,2% anno su anno).

Numerosi anche i dati macro Usa. Alle 14:15 la stima Adp ad aprile (precedente: +155.000 unità), alle 14:30 il pil del primo trimestre preliminare (precedente: +2,4%), alle 15:45 l’indice Napm Chicago ad aprile (precedente: 47,6 punti), alle 16 il deflatore a marzo (precedente: +2,5% anno su anno), la spesa per consumi a marzo (precedente: +0,4% mese su mese), i redditi delle famiglie a marzo (precedente: +0,8% mese su mese), l’indice pending home sales a marzo (precedente: 72 punti) per chiudere alle 16:30 con le scorte settimanali di petrolio (precedente: +0,7 milioni di barili).

Crollo storico del petrolio ad aprile

Petrolio che si avvia verso la sua maggior perdita mensile ad aprile a causa dei segnali che la guerra commerciale guidata dagli Stati Uniti stia danneggiando la crescita economica e la domanda di energia, proprio mentre l'Opec+ sta allentando i vincoli all'offerta. Il Brent, che scende dell’1,15% a 62,55 dollari al barile, ha perso il 15% questo mese, la perdita più ampia per aprile da quando il contratto è stato introdotto nel 1988. Il Wti arretra dell’1,29% a 59,63 dollari al barile. I dati attesi potrebbero confermare un rallentamento della crescita economica degli Stati Uniti, dopo che le cifre hanno mostrato un crollo della fiducia dei consumatori ai minimi da quasi cinque anni. In Cina l'attività manifatturiera è scivolata nella peggior contrazione da dicembre 2023, segnalando i primi danni causati dalla guerra commerciale.

Il greggio ha subito pesanti colpi nel mese di aprile, toccando il minimo degli ultimi quattro anni, mentre le tariffe commerciali imposte dall’amministrazione Trump, soprattutto contro la Cina, principale importatore, hanno offuscato le prospettive per i consumi energetici. Sul fronte dell’offerta, l’Opec+ ha iniziato a ridurre i tagli alla produzione, e JP Morgan ha avvertito che il cartello potrebbe accelerare gli aumenti produttivi pianificati già nella riunione della prossima settimana. «È da un paio di settimane che sostengo che il Brent tornerà nella fascia 60-65 dollari», ha detto Robert Rennie, responsabile della ricerca sulle materie prime di Westpac Banking Corp., citando la politica di offerta dell’Opec+ e le prospettive di un ritorno dei flussi dal Kazakistan. «Le prossime sei-otto settimane dovrebbero vedere un aumento dell’offerta e delle scorte». Negli Stati Uniti, le scorte commerciali di greggio sono aumentate di 3,8 milioni di barili la scorsa settimana, secondo la stima dell’American Petroleum Institute.

A Milano occhio a Stellantis, Ferrari, Stm, Tenaris, Banco Bpm, Popolare di Sondrio, Mediobanca, Banca Generali, Nexi, Recordati, Maire, Buzzi e Diasorin

Sul listino milanese attenzione a Stellantis che ha registrato un ulteriore trimestre negativo e ha sospeso le stime per l’intero 2025. Il gruppo automobilistico ha chiuso i primi tre mesi del 2025 con ricavi pari a 35,8 miliardi di euro, in calo del 14% rispetto ai 41,7 miliardi registrati nello stesso periodo dell’anno precedente, per il calo delle consegne soprattutto negli Stati Uniti. Maserati resta in crisi: dimezzati volumi e ricavi, ma il portavoce ha smentito che sia in vendita.

«Per quanto riguarda i dazi Usa, Stellantis ha osservato che il 58% delle vendite di 1,2 milioni di veicoli statunitensi nel 2024 è assemblato negli Stati Uniti e che la maggior parte delle importazioni è conforme all'Usmca. Il gruppo investirà nella capacità produttiva statunitense e ridurrà le importazioni a partire da aprile. La ripresa è in ritardo e le valutazioni non sono particolarmente basse. Confermiamo il rating neutral sull’azione con un target price a 11 euro», ha commentato Citi post conti.

Restando in ambito automotive, Ferrari ha lanciato due nuove versioni speciali della 296: la 296 Speciale e la 296 Speciale A, con prezzi rispettivamente pari a 407.000 e a 462.000 euro. Le consegne inizieranno nel primo trimestre del 2026 e nel secondo trimestre. I modelli non sono a tiratura limitata, ma resteranno in produzione per un periodo definito, contribuendo a un mix prodotto favorevole.

Quanto a Stm il governo italiano spinge per un'assemblea straordinaria degli azionisti perché sia nominato il suo candidato, Marcello Sala, nel consiglio di sorveglianza.

Da monitorare ancora Mediobanca che per lanciare l’ops su Banca Generali avrà bisogno dell'ok dell'assemblea ordinaria con una maggioranza del 50% più un'azione, assise convocata per il prossimo 16 giugno, prima dell’avvio dell’offerta di Mps (a luglio). Ipotizzando un'affluenza intorno al 70%, un via libera dell'assise ordinaria richiederebbe di coagulare un fronte vicino o superiore al 35%, secondo MF-Milano Finanza.

E se Recordati non teme il possibile arrivo di dazi Usa sui prodotti farmaceutici e continua a spingere sul fronte M&A nei comparti specialty & primary care e malattie rare, Maire migliorerà la guidance 2025, per ora confermata dopo un primo trimestre superiore alle attese, ma non sa ancora dire di quanto.

Leggi anche:

C’è attesa anche per i conti del primo trimestre del 2025 di Tenaris e per le assemblee dei soci di Banco Bpm, Hera, Nexi, Azimut e Banca Popolare di Sondrio. Infine, si segnala che Rbc ha tagliato il target price di Diasorin da 110 a 105 euro (rating sector perform) e JP Morgan quello di Buzzi da 55 a 50 euro (rating neutral).

(riproduzione riservata)



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