Dall’emissione di appena una decina di giorni fa, i primi bond Tesla hanno accusato un calo di prezzo di oltre il 2%. Ecco l’ultima prova del sentimento contrastante di Wall Street circa le prospettive relative al produttore di auto elettriche. L’11 agosto scorso la società di Palo Alto ha collocato 1,8 miliardi di dollari di bond a basso rating per contribuire a sostenere i costi di Model 3, la prima vettura della casa dedicata al mercato di massa. Tesla ha approfittato della sete per i titoli a rendimento più elevato, cedendo del debito a un rendimento annuo del 5,3%, più di 3 punti percentuali oltre i Treasury comparabili. Ma molti si sono tenuti alla larga, giudicando troppo rischioso l’acquisto di obbligazioni da una società che non ha restituito un utile annuo e sta aumentando drasticamente la spesa nel tentativo di introdursi nel mercato automobilistico ad alta intensità di capitale. «Dio li ama, hanno approfittato di un mercato molto forte per ottenere un finanziamento super scontato», dice Jack Flaherty, bond portfolio manager presso Gam Holdings che non ha preso parte all’operazione.
Secondo i dati di MarketAxess negli ultimi scambi il prezzo del bond è sceso a 97,75 centesimi di dollaro, spingendo il rendimento fino al 5,65%. Il trading è stato importante: i bond Tesla sono stati i junk più negoziati e sono passati di mano circa 92 milioni di dollari di debito, sempre stando a MarketAxess. I bond sono attentamente monitorati dagli investitori in quanto Tesla è ormai beniamino del mercato azionario. Malgrado la discesa del 2,8% di lunedì scorso, quest’anno le sue azioni sono aumentate del 58%. Fino a questo mese la società fondata da Elon Musk non aveva mai emesso obbligazioni tradizionali, che devono essere rimborsate alla scadenza. Al contrario, ha raccolto 6 miliardi di dollari mediante la vendita di azioni o obbligazioni convertibili in azioni.
Va però precisato che la scorsa settimana diversi prezzi di obbligazioni ad alto rendimento sono calati; secondo i dati di Thomson Reuters Lipper, gli investitori hanno ritirato circa un miliardo di dollari dal mercato. I bond Tesla hanno avuto una regressione più ampia degli omologhi, perché pagano una cedola meno genersosa, hanno spiegato gli investitori. «Ora è più allettante, ma non è ancora un livello a cui entrerei», ha ammesso Flaherty. (riproduzione riservata)
traduzione di Giorgia Crespi
