Finita l’euforia per il Btp Valore, il cui collocamento si è chiuso con oltre 16,5 miliardi di euro di ordini, gli emittenti obbligazionari tornano ad affacciarsi sul mercato italiano degli investitori al dettaglio.
Emblematica in tal senso la mossa di Goldman Sachs, che porta in emissione due titoli dal taglio minimo particolarmente contenuto: basteranno 100 euro (o dollari Usa) per aggiudicarsi le obbligazioni, che hanno durata decennale e un meccanismo di tasso fisso e variabile inverso richiamabile (callable).
Il primo dei due titoli è in euro. Per i primi due anni offrirà un tasso fisso particolarmente importante, pari all’8%, per poi passare a un variabile che verrà calcolato come differenza tra 5% e 1,5 volte il tasso Euribor a tre mesi. Oggi questo tasso è pari al 2,08% e quindi, se lo stacco cedola avvenisse adesso, sarebbe dell’1,88%.
Al contempo, Goldman potrà esercitare la facoltà di rimborso anticipato del titolo, a partire dal secondo anno e fino al nono: in tal caso il pagamento delle cedole cesserebbe per tutti gli anni successivi.
Stesso identico meccanismo per il titolo in dollari Usa. Cambiano solo i tassi: 10,5% per i primi due anni e poi la differenza tra 7,5% e 1,5 volte il tasso Sofr 1 a un anno. Oggi questo tasso è del 3,47%: l’ipotetica cedola sarebbe quindi del 2,29%.
Entrambi i bond, essendo emessi da una banca e non dallo Stato, non godono della cedola agevolata al 12,5%: le cedole sono pertanto tassate al 26%.
Sulla base di questi dati, Skipper Informatica ha calcolato i rendimenti effettivi attuali dei due bond, considerati i tassi di riferimento odierni: il titolo in euro ha un rendimento a scadenza lordo del 3,31% e netto del 2,43%, mentre quello in valuta americana ha rendimenti effettivi rispettivamente del 3,94% e 2,87%. Attenzione però al rischio cambio, che da investitori italiani ci si assume solo se si investe in una valuta diversa dall’euro. (riproduzione riservata)