I piccoli investitori credono nel rialzo del bitcoin, mentre gli hedge fund e i grandi operatori scommettono sul suo crollo. Questo è il modello che emerge rapidamente dopo quattro settimane di attività nel primo mercato dei future sui bitcoin degli Stati Uniti, lanciato il mese scorso da Cboe Global Markets. Il future è un tipo di contratto che consente ai trader di scommettere se il prezzo futuro di un sottostante aumenterà o scenderà.
In base agli ultimi dati della Commodity Futures Trading Commission (Cftc), per chi detiene meno di 25 contratti future sui bitcoin di Cboe, categoria che probabilmente include molti investitori retail, le puntate rialziste sono 3,6 volte più comuni. Presso Cboe, i grandi player nei bitcoin future tendono invece a essere short, scommettendo che il prezzo futuro sarà inferiore. Per esempio, tra i soggetti «oggetto di comunicazione» (grandi aziende di trading che non gestiscono necessariamente denaro per investitori esterni) le operazioni short hanno superato quelle long per un fattore di 2,6 la scorsa settimana. La Cftc ha appena iniziato la pubblicazione di simili dati sul contratto future sul bitcoin quotato al Chicago Mercantile Exchange, di proprietà del principale competitor di Cboe, Cme Group.
L’iniziale attività di trading a termine sembrava allinearsi alla percezione di grandi e piccoli trader sul bitcoin stesso. Gli acquisti frenetici da parte degli investitori al dettaglio in tutto il mondo hanno contribuito ad alimentare lo straordinario rally dello scorso anno. Stando a CoinDesk, la valuta digitale è cresciuta dell’1.330% nel 2017. A Wall Street, molti scettici ritengono si tratti di una bolla e sarebbero più propensi a scommettere sul calo del bitcoin.
In segno di come le aziende più conservatrici mantengano le distanze, i dati Cftc mostrano un trading quasi nullo nei future sul bitcoin di Cboe da parte di banche e gestori. «Probabilmente c’è più ottimismo nel segmento retail rispetto a quello istituzionale», ha affermato Steven Sanders, vice presidente esecutivo di Interactive Brokers, società di brokeraggio elettronico che offre ai clienti l’accesso ai futures sul bitcoin. Con i future, i pessimisti ora hanno un sistema per tentare di trarre profitto da un calo dei prezzi grazie alla possibilità di andare short.
Secondo i dati di Cftc, la scorsa settimana gli hedge fund e altri money manager hanno piazzato quasi il 40% in più di puntate short a fronte del long: una prospettiva meno ribassista rispetto a fine dicembre, quando si trattava di oltre il quadruplo. Questi numeri non includono gli investimenti nel quadro di quelle che la Cftc ha battezzato come strategie di «spreading», in cui un’azienda si espone allo stesso tempo long e short.
Vendere allo scoperto i future sul bitcoin non significa necessariamente che un trader si aspetti un crollo. Una società di trading delle criptovalute con partecipazioni significative in bitcoin potrebbe andare short per coprirsi da un calo dei prezzi. Pertanto, da questo punto di vista, è indifferente se il bitcoin sale o scende. Inoltre, la scelta di andare short potrebbe essere parte di sofisticate strategie di trading, tra cui la previsione che le criptovalute rivali sovraperformeranno il bitcoin. Per la prima volta la scorsa settimana, uno degli antagonisti, Ethereum, è salito oltre 1.000 dollari, più del doppio del valore dall’inizio di dicembre.
Con i dati di Cftc, «non è possibile osservare il quadro completo», ha puntualizzato James Koutoulas, amministratore delegato della società di hedge fund Typhon Capital Management, che tratta future sul bitcoin e sulle materie prime. Typhon ha oscillato avanti e indietro, con posizioni long e short nei future sul bitcoin in varie occasioni, ha reso noto l’ad. A sentire gli analisti, il contratto bitcoin di Cboe è più orientato ai piccoli investitori al dettaglio perché i future Cme richiedono una maggiore liquidità in anticipo. In ogni modo, l’attività nei futures di Cboe e Cme è in sordina, soprattutto rispetto al boom del mercato del bitcoin stesso.
Venerdì scorso l’entità complessiva dei due nascenti mercati dei future sul bitcoin era pari a circa 150 milioni di dollari, in termini di valore dei contratti in essere, mentre il valore totale di tutti i bitcoin esistenti era di circa 290 miliardi di dollari (dati coinmarketcap.com). E sia presso Cboe che Cme, il numero medio di contratti bitcoin scambiati ogni giorno è stato inferiore al livello fissato per la prima giornata di trading l’11 dicembre e il 18 dicembre, rispettivamente.
L’intensa campagna mediatica ha contribuito ad alimentare pesanti scambi quando entrambi i contratti sono stati lanciati. Un fattore alla base della lenta crescita dei volumi potrebbe essere la riluttanza di molte banche di Wall Street a toccare i future sul bitcoin. Infatti, istituti del calibro di Jp Morgan e Bank of America Merrill Lynch non hanno offerto ai loro clienti l’accesso a questo investimento. (riproduzione riservata)
