La Bce mantiene i tassi al 2% e lascia ogni porta aperta per il futuro. La presidente Christine Lagarde ha evitato di dare indicazioni sulle mosse dell’anno prossimo, al contrario di quanto fatto nei giorni scorsi da Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo Bce, che ha parlato di una stretta.
Lagarde ha confermato che la banca centrale resta sui tassi in una posizione «buona ma non statica». La presidente Bce ha precisato che la decisione è stata unanime nel consiglio direttivo e che il board concorda anche sulla necessità di «lasciare aperta ogni opzione» riguardo alle prossime mosse. Lagarde ha aggiunto che non c’è nessuna forward guidance e nessun percorso predeterminato sui tassi in un contesto economico ancora incerto.
Francoforte ha dimezzato i tassi dal 4 al 2% tra giugno 2024 e giugno 2025. Da allora la Bce non si è più mossa, mentre l’inflazione è tornata attorno all’obiettivo del 2%. I mercati monetari ora prevedono tassi stabili, senza tagli né aumenti, per tutto il 2026.
Le proiezioni aggiornate dell’Eurosistema hanno alzato le previsioni di inflazione dell’Eurozona per l’anno prossimo (a 1,9%, dall’1,7% di settembre), mentre hanno ridotto quelle per il 2027 (a 1,8%, da 1,9%).
Di conseguenza per due anni il carovita resterà di poco sotto il target del 2%, per poi tornare all’obiettivo nel 2028 grazie all’effetto delle nuove regole climatiche Ets2 (rinviate nei giorni scorsi di un anno, dal 2027 al 2028).
La Bce resta così esposta a una discesa dell’inflazione oltre le attese dovuta a un ulteriore apprezzamento dell’euro, all’impatto dei dazi sull’export e al reindirizzamento di prodotti cinesi a basso costo sul mercato europeo. I rischi al rialzo, invece, sono legati secondo la banca centrale alla frammentazione delle catene produttive e a maggiori spese dei governi per la difesa.
L’incremento delle ultime stime di inflazione per il 2026 è legato all’andamento dei servizi. In particolare i salari si sono mantenuti su livelli superiori alle attese. Ma gli stipendi, secondo le previsioni della banca centrale, dovrebbero frenare nei prossimi mesi, quando il carovita dovrebbe calare anche per effetto dei prezzi dell’energia.
Quanto al pil, le nuove proiezioni hanno alzato le stime di crescita per quest’anno (da 1,2 a 1,4%), per il prossimo (da 1 a 1,2%) e per il 2027 (da 1,3 a 1,4%). L’aumento dei valori è dovuto soprattutto alla domanda domestica.
Lagarde ha evidenziato in particolare il ruolo positivo degli investimenti, anche quelli privati, per effetto dei programmi sull’intelligenza artificiale. In tal senso «ci sono alcuni cambiamenti in atto nelle nostre economie», ha detto. Anche l’export, ha aggiunto, ha finora sorpreso per la resistenza ai dazi, anche se in futuro potrebbe essere una zavorra per la crescita.
Nel complesso il quadro sul pil è stato ottimista, sulla scia di quanto aveva fatto capire Lagarde nei giorni scorsi. Alcuni analisti, come quelli di Citi e Hsbc, hanno giudicato le previsioni Bce «da falco», cioè sopra le attese su pil e inflazione.
Lagarde ha inoltre risposto ad alcune domande sulla successione alla presidenza Bce nel 2027. Da tempo si fanno i nomi dello spagnolo Pablo Hernandez De Cos e dell’olandese Klaas Knot, a cui si sono aggiunti anche i tedeschi Joachim Nagel (presidente della Bundesbank) e Schnabel.
Lagarde ha detto di non avere preferiti e in particolare sulla candidatura di Schnabel ha ricordato che finora non è stato possibile nominare come presidente un membro del comitato esecutivo. Lagarde ha citato in tal senso i casi dei francesi Christian Noyer e Benoit Coeuré che non hanno potuto correre per il vertice della banca centrale. In ogni caso la strada per Schnabel sarebbe molto difficile a causa delle posizioni da superfalco.
Sugli asset russi invece Lagarde ha ricordato che la Bce non deve esprimersi sulle soluzioni politiche, ma soltanto garantire la difesa della stabilità finanziaria e il rispetto del Trattato e del diritto internazionale. (riproduzione riservata)