L’Italia è il Paese europeo in cui le medie imprese guardano con maggiore fiducia alla transizione climatica, ma è anche quello in cui gli investimenti destinati alla decarbonizzazione restano più contenuti. È quanto emerge dalla quarta edizione del Climate Transition Barometer realizzato da Argos Fund e Bcg (qui la sua analisi sulla crisi di Hormuz), condotto tra metà marzo e metà aprile 2026 su 750 dirigenti di piccole e medie imprese e società mid-cap di Francia, Germania, Italia, Benelux e Regno Unito.
Secondo lo studio, l’87% delle imprese italiane considera la transizione climatica un’opportunità, la quota più elevata tra i mercati analizzati. Inoltre il 47% dichiara di stare accelerando i propri sforzi di decarbonizzazione, il tasso più alto in Europa e in crescita di 15 punti percentuali rispetto al 2025.
A fronte di questa propensione, tuttavia, solo il 9% delle aziende italiane investe oltre il 10% della propria spesa annuale in iniziative di decarbonizzazione, il livello più basso tra tutti i Paesi oggetto dell’indagine. Il rapporto evidenzia quindi per l’Italia il maggiore divario europeo tra orientamento favorevole alla transizione e impiego effettivo di capitale.
Gli autori collegano questa situazione anche all’evoluzione del quadro degli incentivi. Secondo il Barometro, le risorse del Pnrr destinate alla decarbonizzazione delle medie imprese sono state riallocate a metà del 2025, mentre il principale strumento di sostegno, Transizione 5.0, si è esaurito entro novembre. Le imprese che hanno presentato domanda successivamente sono rimaste in attesa di eventuali rifinanziamenti, mentre le modifiche normative hanno ridotto la visibilità sugli investimenti.
A livello europeo la decarbonizzazione continua comunque a occupare una posizione centrale nelle strategie aziendali. L’88% delle imprese considera la riduzione delle emissioni importante o fondamentale e l’85% prevede di mantenere o accelerare il proprio percorso di transizione nonostante il contesto economico e geopolitico incerto.
Per il 73% del campione la decarbonizzazione rappresenta un’opportunità di creazione di valore. Lo studio rileva inoltre una progressiva evoluzione delle iniziative adottate dalle imprese: il 54% ha modificato il proprio modello di business per ridurre l’impronta carbonica, ad esempio attraverso nuovi prodotti o servizi, una quota raddoppiata rispetto al 2023, mentre il 58% ha adottato pratiche di eco-design, in aumento di 11 punti percentuali rispetto al 2025.
Il 56% delle aziende europee dichiara già di aver ottenuto un vantaggio competitivo tangibile dalle proprie iniziative di decarbonizzazione, una quota triplicata rispetto al 2023. I benefici più frequentemente indicati sono l’efficienza energetica e la riduzione dei costi, citati dal 70% delle imprese, seguiti dall’accesso a nuovi mercati o dall’aumento delle quote di mercato (48%) e da condizioni di finanziamento più favorevoli (45%).
Il 34% delle imprese investe oggi nella decarbonizzazione nell’ambito di una strategia climatica strutturata, una quota triplicata rispetto al 2023. Lo studio rileva che tra queste aziende, definite “Achievers”, il 66% dichiara di aver ottenuto un vantaggio competitivo, contro il 44% delle imprese meno avanzate nel percorso di decarbonizzazione. La quota sale al 77% tra le aziende che combinano una strategia strutturata con investimenti superiori al 10% della spesa annuale.
Sul fronte delle criticità, invece, il 58% delle imprese individua nei vincoli finanziari il principale ostacolo alla transizione. (riproduzione riservata)