Il conflitto in Medio Oriente ha accresciuto le vulnerabilità dell’economia e della finanza globali, in un contesto già caratterizzato da elevata incertezza e forti tensioni geopolitiche e commerciali. Le condizioni finanziarie si sono irrigidite, le previsioni di crescita mondiale sono state riviste al ribasso e le aspettative di inflazione al rialzo. È quanto emerge dal rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d'Italia. «Eventuali ulteriori aumenti dell’avversione al rischio degli investitori potrebbero avere ripercussioni sui segmenti più vulnerabili del sistema finanziario», avverte Bankitalia.
«In Italia, i rischi di natura ciclica sono rimasti contenuti, grazie alla solidità del sistema bancario, alla posizione creditoria netta sull’estero, al buon andamento degli investimenti, alla bassa disoccupazione e alla tenuta dei consumi privati. Le prospettive di crescita rimangono tuttavia incerte».
L’aggravarsi del quadro geopolitico e l’aumento dell’incertezza «possono esporre le banche a rischi» secondo Bankitalia. In particolare, «le condizioni di provvista e di liquidità potrebbero peggiorare qualora i rendimenti di mercato crescessero in misura significativa e la qualità degli attivi potrebbe risentire di un deterioramento della capacità delle imprese, soprattutto di quelle più esposte ai rincari energetici, di rimborsare i finanziamenti». Il sistema bancario italiano resta comunque caratterizzato da alti livelli di patrimonializzazione e redditività.
Bankitalia ha osservato che il ricorso delle banche italiane meno significative (Lsi) a piattaforme online che consentono di raccogliere depositi in altri Paesi europei è cresciuto negli ultimi anni. Alla fine del 2025, 30 istituti raccoglievano online 11,5 miliardi, pari a circa il 10% della loro raccolta. Si tratta di una tipologia di depositi concentrata in pochi intermediari, prevalentemente privi di una rete di sportelli. L'utilizzo delle piattaforme online consente di diversificare le fonti di finanziamento ma introduce rischi di potenziale instabilità della raccolta, rischi operativi e tecnologici, nonché rischi di attacchi cyber in caso di incompleta acquisizione delle informazioni sulla clientela. Bankitalia ha sviluppato prassi di vigilanza in questo ambito e lo scorso anno ha formulato richieste specifiche alle banche più esposte.
La situazione finanziaria delle imprese si conferma «nel complesso equilibrata, con livelli di indebitamento contenuti e moderata espansione del credito» per Bankitalia. I rincari dell’energia e condizioni finanziarie meno accomodanti potrebbero tuttavia avere ricadute sui costi e sulla fiducia delle imprese. L’indebitamento resta contenuto. «Nostre recenti indagini rilevano segnali di peggioramento delle prospettive a breve termine», avverte però Via Nazionale.
I rischi provenienti dalla condizione finanziaria delle famiglie si confermano «ridotti, grazie alla loro situazione patrimoniale solida e al basso livello di indebitamento» secondo Bankitalia. Il conflitto in Medio Oriente però può avere ricadute sul potere d’acquisto, sul costo del credito e sulla fiducia. Alla fine del terzo trimestre del 2025, l’esposizione diretta e indiretta degli investitori italiani verso titoli del comparto tech Usa era inferiore all’1% delle attività finanziarie complessive, in linea con l’area dell’euro. In generale nell’ultimo semestre dell’anno le famiglie hanno disinvestito dalle azioni. Il mercato azionario per Bankitalia resta «esposto a oscillazioni significative in connessione con l’evoluzione della guerra in Medio Oriente». (riproduzione riservata)