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Il rapporto tra utili e imposte
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Banche, utili record nel 2025 e imposte in calo. L’analisi di Unimpresa

di Giusy Iorlano
01 giugno 2026, 17:08

Dal 2018 accumulati oltre 209 miliardi di utili netti. Spadafora (Unimpresa): «Le banche hanno beneficiato dell'aumento dei tassi, corretto chiedere un maggiore contributo ai conti pubblici»

Le banche italiane hanno archiviato il 2025 con utili netti per 47,5 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 46,5 miliardi del 2024 e ai 40,6 miliardi del 2023. Un risultato che conferma la forte redditività del settore nonostante il rallentamento del margine di interesse, mentre le imposte versate al fisco si sono fermate a 9,1 miliardi, con un tax rate sceso al 19,2%.

È quanto emerge da un report del Centro studi di Unimpresa, che fotografa un sistema bancario ancora molto solido, capace di mantenere elevati livelli di profitto grazie a ricavi complessivi pari a 110,2 miliardi di euro e a una sostanziale tenuta dei costi operativi.

Utili in crescita, ma cala il margine di interesse

Secondo l’analisi, i ricavi del settore sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente, passando da 110,1 a 110,2 miliardi di euro. A diminuire è stato invece il margine di interesse, sceso a 59,9 miliardi dai 64,4 miliardi del 2024, dopo il forte balzo registrato nel biennio caratterizzato dall'aumento dei tassi.

I costi operativi si sono attestati a 57,8 miliardi, in lieve calo rispetto ai 58,6 miliardi del 2024, contribuendo a sostenere la redditività complessiva del comparto.

Nel quinquennio 2021-2025 il sistema bancario italiano ha accumulato ricavi per 493,8 miliardi di euro, utili netti per 176,5 miliardi e imposte per 35,1 miliardi, con un tax rate medio del 19,9%.

Dal Covid alla stagione dei profitti record

La serie storica evidenzia una crescita significativa rispetto agli anni precedenti. Dopo i 15,1 miliardi di utile del 2018 e i 15,8 miliardi del 2019, il 2020 aveva segnato il punto più basso con appena 2,2 miliardi di profitti, condizionati dagli effetti della pandemia.

Dal 2021 è iniziata una progressiva ripresa: 16,4 miliardi di utile nel 2021, 25,5 miliardi nel 2022, 40,6 miliardi nel 2023, 46,5 miliardi nel 2024 fino al nuovo record di 47,5 miliardi nel 2025.

Complessivamente, tra il 2018 e il 2025, le banche italiane hanno generato ricavi per 736,6 miliardi di euro, accumulando utili netti per 209,6 miliardi e versando imposte per 43 miliardi, con un tax rate medio del 20,5%.

Unimpresa: Corretto chiedere di più alle banche

Per il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora, i numeri confermano la correttezza dell’approccio adottato dal governo nei confronti del settore creditizio.

«Il contributo chiesto dal governo al settore bancario è più che giustificato», sottolinea il vicepresidente considerando che negli ultimi otto anni gli istituti di credito hanno accumulato oltre 209 miliardi di utili netti, con una pressione fiscale media inferiore a quella sostenuta da molte imprese italiane, soprattutto piccole e medie.

«Per questo riteniamo corretto che una quota dei profitti straordinari realizzati negli anni della crescita dei tassi d’interesse contribuisca al finanziamento delle priorità del Paese e al sostegno dell'economia reale. Resta naturalmente aperto il tema di una maggiore equità complessiva del sistema fiscale. Le piccole e medie imprese continuano a sopportare un carico tributario molto elevato e su questo fronte occorre fare di più», conclude Spadafora. (riproduzione riservata)



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