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Banca Europea dell’Energia, perché è necessaria e come funzionerebbe

di Benjamin Lakatos*
02 dicembre 2025, 21:00 Ultimo aggiornamento: 21:16

La crisi energetica ha evidenziato la mancanza di un meccanismo di stabilizzazione simile a quello bancario. Una Banca Europea dell’Energia potrebbe prevenire futuri shock e garantire stabilità e fiducia nel mercato

Il mercato energetico europeo è uno dei più grandi e sofisticati al mondo. Tuttavia, a differenza del settore finanziario, manca della struttura istituzionale che garantisce stabilità in caso di shock.

Nel settore bancario la fiducia è sostenuta dall’esistenza di banche centrali, un prestatore di ultima istanza che interviene per fornire liquidità e prevenire il collasso sistemico. Nel settore energetico non esiste un meccanismo del genere. L’assenza di una rete di sicurezza finanziaria lascia il mercato vulnerabile a volatilità e crisi che possono rapidamente sfuggire al controllo.

Cosa bisogna imparare dalla recente crisi energetica

La crisi energetica del 2022 lo ha reso chiaro. Ciò che era iniziato come uno shock dell’offerta si è rapidamente trasformato in una crisi di fiducia e liquidità. I prezzi sono saliti a livelli senza precedenti, non solo perché il gas scarseggiava, ma perché il sistema stesso ha iniziato a bloccarsi.

Stimiamo che il 50-60% dell’aumento dei prezzi durante quel periodo avrebbe potuto essere evitato se l’Europa avesse avuto un quadro istituzionale simile a quello dei mercati finanziari.

L’offerta è importante, ma lo sono altrettanto fiducia e liquidità. Anche il sistema energetico europeo ha bisogno di un meccanismo e di un’istituzione di stabilizzazione del mercato, una Banca Europea dell’Energia, che possa fornire entrambi, per rendere i mercati energetici più affidabili e resilienti contro shock improvvisi.

Come funzionerebbe la Banca Europea dell’Energia

Modellata sui principi delle banche centrali, opererebbe come un sistema regolamentato per standardizzare le operazioni e fornire liquidità dove necessario. Potrebbe impiegare strumenti simili a quelli utilizzati nei mercati finanziari: circuit breaker per placare la volatilità, strumenti di liquidità per sostenere le esigenze di finanziamento a breve termine e meccanismi per valutare l’affidabilità creditizia e stabilire i requisiti patrimoniali.

La Banca dell’Energia potrebbe presentarsi come una nuova istituzione indipendente o come agenzia specializzata sotto la supervisione della Banca Centrale Europea. In entrambi i modelli il suo ruolo sarebbe simile a quello della Bce nei confronti delle banche commerciali: garantire stabilità, affidabilità e fiducia nel sistema.

Differenze e rapporti con la Banca Europea per gli Investimenti

Alcuni potrebbero chiedersi se la Banca Europea per gli Investimenti non stia già svolgendo questo ruolo.

La Bei si concentra principalmente sul finanziamento di progetti a lungo termine, sostenendo le energie rinnovabili, le infrastrutture e l'innovazione. La Banca Europea dell’Energia invece si occuperebbe della liquidità a breve termine e della stabilità del mercato. Non entrerebbe quindi in competizione con la Bei, ma ne sarebbe complementare.

Un nuovo futuro per l’Europa

La Banca Europea dell’Energia potrebbe anche diventare un’iniziativa-faro del nascente Clean Industrial Deal dell’Ue. Migliorando la liquidità e riducendo il rischio sistemico, rafforzerebbe le condizioni di investimento e allineerebbe la politica energetica con l’agenda di competitività europea; inoltre rassicurerebbe i mercati, attirerebbe capitali privati e dimostrerebbe che l’Ue fa sul serio nel costruire l'architettura finanziaria necessaria per un futuro energetico sostenibile e competitivo.

Dopo la crisi energetica del 2022 abbiamo tenuto consultazioni informali con funzionari del Consiglio Europeo e della Commissione Ue, delineando la necessità di una garanzia finanziaria per i mercati energetici. Tuttavia l’idea di creare un’istituzione permanente per affrontare le debolezze strutturali a lungo termine non ha ricevuto molta attenzione.

Creare una Banca Europea dell’Energia richiederebbe volontà politica, chiarezza normativa e coordinamento tra le istituzioni esistenti. Ma l’alternativa (un altro ciclo di panico incontrollato del mercato ed esplosioni dei prezzi) sarebbe di gran lunga più costosa. È tempo di passare dall'improvvisazione alla preparazione: una Banca Europea dell’Energia sarebbe un passo fondamentale in questa direzione. (riproduzione riservata)

*presidente e ad di Met Group



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