skin track
Auto europea sotto pressione: hedge fund contro Stellantis, Bmw, Volkswagen e Mercedes per la minaccia cinese
Mercati Azionari Leggi dopo

Auto europea sotto pressione: hedge fund contro Stellantis, Bmw, Volkswagen e Mercedes per la minaccia cinese

16 giugno 2026, 08:00 Ultimo aggiornamento: 21:38

Crescono le vendite allo scoperto su bond e azioni dei big europei dell’auto per il timore della concorrenza cinese in aumento: Stellantis è tra le più colpite con le posizioni corte che sono ormai quasi il 6% del flottante

L’avanzata dei costruttori cinesi nel mercato europeo dell’auto sta alimentando una nuova ondata di scommesse ribassiste da parte degli hedge fund contro alcuni dei principali gruppi automobilistici del continente. Lo riporta il Financial Times, spiegando che stanno finendo nel mirino sia le azioni sia le obbligazioni di lungo termine di Stellantis, Volkswagen, Bmw e Mercedes. E questo accade perché gli investitori iniziano a considerare strutturale, e non più congiunturale, la crisi competitiva dell'industria europea.

Stellantis tra le più vendute allo scoperto: posizioni corte al 5,8% del flottante

Secondo dati raccolti da Bank of America e S&P Global Market Intelligence, alcune emissioni obbligazionarie di Stellantis e Volkswagen figurano oggi tra le più vendute allo scoperto dell'intero mercato investment grade europeo. In particolare, oltre il 18% del bond Stellantis da 800 milioni di euro in scadenza nel 2035 risulta preso a prestito dagli investitori, una misura utilizzata come indicatore delle posizioni short. A inizio anno la quota era pari al 14%.

Anche il titolo Stellantis è sempre più nel mirino dei fondi speculativi. Le posizioni corte rappresentano ormai il 5,8% del flottante, contro appena l’1% registrato alla fine del 2025. Tra gli operatori più attivi ci sono Marshall Wace, Two Sigma e Kintbury Capital.

La sfida cinese con l’ascesa di Byd, Geely e altri cambia gli equilibri del settore

A preoccupare il mercato è soprattutto la crescente competitività delle case automobilistiche cinesi, che stanno guadagnando rapidamente quote di mercato grazie a veicoli elettrici e ibridi che si dimostrano più economici e tecnologicamente più avanzati. Nei primi quattro mesi del 2026 i marchi cinesi, tra cui Byd e Geely, hanno raggiunto l’8,5% del mercato europeo, contro il 6% dello stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo gli analisti la Cina non è più quindi una fonte di profitti per i costruttori occidentali, ma una minaccia diretta. «Gli investitori stanno iniziando a capire che non si tratta di una fase ciclica, ma di un cambiamento strutturale», osserva Adrien Brasey, analista automotive di AlphaValue.

Il vantaggio competitivo dei gruppi cinesi riguarda soprattutto software, batterie e velocità di sviluppo. Mentre un costruttore europeo porta sul mercato un nuovo modello, i concorrenti cinesi spesso riescono a lanciarne due, integrando tecnologie più recenti e aggiornamenti digitali più avanzati.

Sale la pressione anche sui bond di Volkswagen e Bmw

Le vendite allo scoperto non riguardano soltanto Stellantis. Volkswagen è oggi tra gli emittenti investment grade europei più colpiti dagli hedge fund. Le posizioni short su alcune obbligazioni perpetue del gruppo tedesco sono quasi raddoppiate dall’inizio dell’anno, arrivando a superare il 16%.

Anche Bmw e Mercedes registrano un aumento delle scommesse ribassiste su diverse emissioni obbligazionarie, mentre sul fronte azionario Renault è finita nel radar di operatori come Marshall Wace, Kintbury e Citadel.

L’industria europea cerca una risposta e scrive all’Ue

Di fronte alla crescente pressione competitiva, Stellantis, Volkswagen e Renault hanno recentemente chiesto all’Unione Europea di introdurre criteri «Made in Eu» per favorire i costruttori che mantengono la produzione all’interno del blocco. Nel frattempo però alcuni gruppi europei, Stellantis in primis, stanno accelerando accordi industriali con aziende cinesi per accedere a tecnologie e costi produttivi più competitivi.

Questa strategia riflette la consapevolezza che la sfida non riguarda più soltanto il prezzo delle auto, ma la capacità di innovare rapidamente in settori chiave come batterie, software e infrastrutture di ricarica. Una battaglia che non ha senso combattere perché probabilmente è persa in partenza. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza