L’avanzata dei costruttori cinesi nel mercato europeo dell’auto sta alimentando una nuova ondata di scommesse ribassiste da parte degli hedge fund contro alcuni dei principali gruppi automobilistici del continente. Lo riporta il Financial Times, spiegando che stanno finendo nel mirino sia le azioni sia le obbligazioni di lungo termine di Stellantis, Volkswagen, Bmw e Mercedes. E questo accade perché gli investitori iniziano a considerare strutturale, e non più congiunturale, la crisi competitiva dell'industria europea.
Secondo dati raccolti da Bank of America e S&P Global Market Intelligence, alcune emissioni obbligazionarie di Stellantis e Volkswagen figurano oggi tra le più vendute allo scoperto dell'intero mercato investment grade europeo. In particolare, oltre il 18% del bond Stellantis da 800 milioni di euro in scadenza nel 2035 risulta preso a prestito dagli investitori, una misura utilizzata come indicatore delle posizioni short. A inizio anno la quota era pari al 14%.
Anche il titolo Stellantis è sempre più nel mirino dei fondi speculativi. Le posizioni corte rappresentano ormai il 5,8% del flottante, contro appena l’1% registrato alla fine del 2025. Tra gli operatori più attivi ci sono Marshall Wace, Two Sigma e Kintbury Capital.
A preoccupare il mercato è soprattutto la crescente competitività delle case automobilistiche cinesi, che stanno guadagnando rapidamente quote di mercato grazie a veicoli elettrici e ibridi che si dimostrano più economici e tecnologicamente più avanzati. Nei primi quattro mesi del 2026 i marchi cinesi, tra cui Byd e Geely, hanno raggiunto l’8,5% del mercato europeo, contro il 6% dello stesso periodo dell’anno precedente.
Secondo gli analisti la Cina non è più quindi una fonte di profitti per i costruttori occidentali, ma una minaccia diretta. «Gli investitori stanno iniziando a capire che non si tratta di una fase ciclica, ma di un cambiamento strutturale», osserva Adrien Brasey, analista automotive di AlphaValue.
Il vantaggio competitivo dei gruppi cinesi riguarda soprattutto software, batterie e velocità di sviluppo. Mentre un costruttore europeo porta sul mercato un nuovo modello, i concorrenti cinesi spesso riescono a lanciarne due, integrando tecnologie più recenti e aggiornamenti digitali più avanzati.
Le vendite allo scoperto non riguardano soltanto Stellantis. Volkswagen è oggi tra gli emittenti investment grade europei più colpiti dagli hedge fund. Le posizioni short su alcune obbligazioni perpetue del gruppo tedesco sono quasi raddoppiate dall’inizio dell’anno, arrivando a superare il 16%.
Anche Bmw e Mercedes registrano un aumento delle scommesse ribassiste su diverse emissioni obbligazionarie, mentre sul fronte azionario Renault è finita nel radar di operatori come Marshall Wace, Kintbury e Citadel.
Di fronte alla crescente pressione competitiva, Stellantis, Volkswagen e Renault hanno recentemente chiesto all’Unione Europea di introdurre criteri «Made in Eu» per favorire i costruttori che mantengono la produzione all’interno del blocco. Nel frattempo però alcuni gruppi europei, Stellantis in primis, stanno accelerando accordi industriali con aziende cinesi per accedere a tecnologie e costi produttivi più competitivi.
Questa strategia riflette la consapevolezza che la sfida non riguarda più soltanto il prezzo delle auto, ma la capacità di innovare rapidamente in settori chiave come batterie, software e infrastrutture di ricarica. Una battaglia che non ha senso combattere perché probabilmente è persa in partenza. (riproduzione riservata)