La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina si intensifica e il settore automobilistico è tra i più colpiti. Da lunedì 10 febbraio Pechino ha introdotto un ulteriore dazio del 10% sulle auto con motori di cilindrata superiore a 2,5 litri importate dagli Usa, portando l’imposta complessiva al 25%. Un provvedimento che colpisce pesantemente case automobilistiche come General Motors e Ford, che sono già in difficoltà sul mercato cinese, a causa della crescente concorrenza locale, guidata dal colosso Byd.
Le esportazioni di auto con motori di grossa cilindrata dagli Stati Uniti verso la Cina rappresentano una parte limitata del mercato rispetto alla produzione locale di Gm e Ford attraverso joint venture. Nel 2024 il valore di queste esportazioni è stato di circa 3,1 miliardi di dollari, secondo i dati doganali cinesi. La misura però potrebbe pesare ulteriormente su Gm, che nei giorni scorsi ha annunciato che sul 2024 ha registrato oltre 5 miliardi di dollari di svalutazioni legate proprio alle difficoltà in Cina.
Non sono però solo le case americane a essere coinvolte. Anche i marchi tedeschi Mercedes e Bmw, che producono i loro Suv negli Usa per il mercato globale tra cui la Cina, subiranno l’effetto delle nuove tariffe. Secondo Bloomberg Intelligence, per Mercedes l’impatto potrebbe ridurre l’utile operativo (Ebit) dell’1,5% nel 2025, rendendo più difficile compensare i costi con un aumento dei prezzi, considerando che i Suv del marchio tedesco vengono già venduti con uno sconto medio del 15% sul listino.
Mentre la tensione commerciale tra Usa e Cina si inasprisce, l’amministrazione Trump minaccia ulteriori dazi su auto e componenti importati da Canada e Messico. Ford, tra le aziende più esposte, sta valutando strategie per incrementare le scorte e mitigare l’impatto di eventuali tariffe del 25% sui veicoli importati dai due Paesi confinanti. L’amministratore delegato di Ford, Jim Farley, ha espresso forti preoccupazioni sulle conseguenze delle politiche commerciali di Trump. Parlando agli investitori, Farley ha attaccato dicendo che «il presidente ha parlato molto di rafforzare l’industria automobilistica americana, riportando produzione e innovazione negli Stati Uniti, e se riuscisse a farlo sarebbe un grande risultato. Tuttavia, al momento stiamo vedendo solo costi in aumento e grande caos».
Nonostante l’inasprimento delle tariffe, la situazione resta fluida. Trump ha dichiarato che presto parlerà direttamente con il presidente cinese Xi Jinping, mentre il ministero degli Esteri cinese ha sollecitato un dialogo per evitare una guerra commerciale su larga scala. Nel frattempo Gm ha cercato di reagire al calo delle vendite in Cina lanciando, nel 2022, il servizio di importazione premium Durant Guild, attraverso il quale offre Suv di lusso come Gmc Yukon e Chevrolet Tahoe, entrambi con motori superiori ai 3 litri. Tuttavia, con i nuovi dazi cinesi, anche questa strategia potrebbe risultare meno efficace. (riproduzione riservata)