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Assicurazioni vita, crescita record nel 2025 grazie ai consulenti
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Assicurazioni vita, crescita record nel 2025 grazie ai consulenti

di Fabio Carniol*
11 febbraio 2026, 02:00

Dopo un 2023 difficile, il mercato delle assicurazioni vita registra una crescita dell’11% nel 2025, trainata dai consulenti finanziari e dai prodotti multiramo. Le proiezioni per il 2026 sono altrettanto promettenti

Dopo il brusco calo della raccolta netta nel 2023 e la lenta ripresa del 2024, il mercato delle assicurazioni vita si avvia a chiudere un ottimo 2025. A fine settembre la crescita della raccolta era superiore all’11%, trainata dai consulenti finanziari e dai prodotti multiramo. I flussi netti sono aumentati del 177% rispetto ai primi nove mesi del 2024. Le proiezioni per il 2025 e per il 2026 esprimono ulteriori aspettative di crescita.

Solidità delle compagnie e il caso Eurovita

Le compagnie italiane sono molto solide. Il loro indice di solvibilità è salito al 266% (superiore alla media europea del 247%) e il grado di liquidabilità dei loro attivi è mediamente al 60% (contro una media europea del 46%). Proprio questa solidità rappresenta un grande valore agli occhi dei clienti, che affidano i propri risparmi alle compagnie con orizzonte di lungo periodo, ma la vicenda di Eurovita, che ha coinvolto oltre 400.000 di essi, ha messo in luce alcune importanti lacune nel quadro normativo.

La compagnia è entrata in crisi a seguito del repentino aumento dei tassi nell’autunno del 2022, che ha pregiudicato la solvibilità della compagnia a causa di un’inadeguata gestione dei rischi e di un’insufficiente capitalizzazione, aggravate da un aumento dei riscatti da parte dei clienti e da una conseguente crisi di liquidità.

Il salvataggio e la necessità di un fondo di garanzia

Il salvataggio è stato gestito con esito positivo da Ivass con il contributo dei cinque maggiori gruppi assicurativi, a cui fa capo circa il 60% delle riserve vita del mercato e che hanno assorbito il portafoglio di polizze di Eurovita, mettendo in sicurezza circa 11 miliardi di euro di raccolta. In tal modo si è messo al riparo l’intero settore da un grave danno reputazionale, ma l’operazione ha messo in evidenza l’importanza di disporre di uno strumento a tutela degli assicurati e della stabilità del sistema, analogo al Fondo interbancario di tutela dei depositi, a cui le banche contribuiscono per garantire i conti correnti in caso di dissesto di una di esse.

Non tutti i Paesi comunitari dispongono di un fondo di garanzia per le polizze vita. Appariva anomalo che l’Italia, pur essendo il terzo Paese per stock di risparmio dopo Germania e Francia, non disponesse di tale strumento.

Il fondo di garanzia nella legge di bilancio 2024

Nella legge di bilancio 2024, che ha introdotto nuovi articoli nel Codice delle Assicurazioni private, il governo ha pertanto previsto la costituzione di un fondo di garanzia assicurativo dei rami vita, cioè di un organismo associativo in grado di intervenire a tutela di contraenti o beneficiari di polizze di assicurazione sulla vita sottoscritte con le compagnie aderenti in caso di liquidazione coatta amministrativa fino all’importo massimo di euro 100.000 per ciascun avente diritto. Il fondo potrà anche essere coinvolto in operazioni di cessione di attività, di passività, di aziende, di rami d’azienda, di beni e di rapporti giuridici. Il fondo potrà inoltre intervenire per prevenire o superare situazioni di crisi che potrebbero sfociare in una liquidazione coatta amministrativa, collaborando con le Autorità di Vigilanza e con le compagnie stesse per identificare precocemente i segnali di rischio, monitorandone costantemente la solidità.

Si tratta di un organismo totalmente privato senza contributi da parte dello Stato. L’adesione al fondo è obbligatoria per le imprese di assicurazione italiane che esercitano uno o più rami vita, per i soggetti iscritti al Registro Unico degli intermediari assicurativi (Rui) che intermediano o raccolgono almeno 50 milioni di euro di premi vita e per le succursali di compagnie vita extracomunitarie se non aderiscono ad un sistema analogo nel loro Paese di origine. Le imprese comunitarie che operano in Italia in regime di libertà di stabilimento o in regime di libertà di prestazione possono aderire al fondo di garanzia. La dotazione del fondo è pari allo 0,4% delle riserve tecniche dei rami vita, ma tale obiettivo deve essere raggiunto in modo graduale entro il 2035. In fase di prima applicazione, quindi, è stato previsto un contributo da parte degli aderenti pari allo 0,4 per mille delle riserve tecniche vita per le compagnie e pari allo 0,4 per mille dei premi vita intermediati per i soggetti iscritti al Rui (banche, broker e agenti).

Il caso Fwu Life e l’urgenza operativa

Nel corso del 2025 il gruppo assicurativo Fwu Life, basato in Lussemburgo e in Austria è stato dichiarato insolvente a causa di un eccessivo indebitamento e ha cessato l’attività, bloccando i rimborsi e mettendo a rischio gli investimenti di circa 120.000 risparmiatori italiani, principalmente in polizze unit-linked. Né in Lussemburgo né in Austria esiste un fondo di garanzia per le assicurazioni vita, esponendo i risparmiatori al rischio di insolvenza della compagnia ed obbligandoli ad intraprendere complesse azioni legali per tutelare i propri diritti.

Questa ulteriore vicenda ha rafforzato ulteriormente l’esigenza di dare un chiaro segnale al mercato e ai risparmiatori accelerando la piena operatività del fondo di garanzia per le polizze vita in Italia. L’esperienza di Fwu Life insegna, peraltro, che l’adesione a tale strumento da parte della compagnia dovrà essere valutata attentamente dagli intermediari e dai clienti in fase di sottoscrizione della polizza.

Dopo una lunga fase di gestazione, l’approvazione dello Statuto da parte di Ivass, l’insediamento degli organi e il pieno avvio dell’operatività del fondo dovrebbe completarsi entro i primi mesi del 2026. In questo modo anche il mercato italiano si allineerà alle best practice a livello europeo. (riproduzione riservata)

*Docente di Gestione delle imprese

di assicurazione Università

Cattolica del Sacro Cuore



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