Nel 2025 il settore assicurativo è l’industria che più di ogni altra sta utilizzando l’intelligenza artificiale per trasformare se stessa. La tecnologia non è più un supporto operativo, ma il motore di un cambiamento strutturale che sta ridisegnando la catena del valore, dal modo in cui si vendono le polizze fino alla gestione dei sinistri.
A fotografare questa transizione è l’Indice di disruption elaborato da Accenture, che misura l’intensità del cambiamento nei diversi mercati: nel comparto assicurativo, l’indicatore è cresciuto del 22% nel 2025 rispetto all’anno precedente, dopo un più 33% nel 2024. «La disruption è ormai uno stato permanente», osserva Daniele Presutti, senior managing director di Accenture Insurance.
Secondo l’analisi presentata da Presutti, i tre fattori che guidano questa trasformazione sono la tecnologia, che cresce del 37% grazie alla crescente pervasività dell’intelligenza artificiale generativa; la geopolitica, che pesa per un più 33% a causa di conflitti e barriere economiche; e i talenti, in aumento del 29%, spinti dalla domanda di competenze scientifiche e digitali.
La trasformazione si riflette anche sui settori. Tra il 2019 e il 2025, il ramo danni non auto è passato da 21 a 31 miliardi di euro di raccolta premi, avvicinando la spesa per assicurarsi sul pil italiano al 2%, valore finalmente vicino alla Germania (2,5%) ma ancora lontano dalla Francia (4,5%).
Il combined ratio, che misura la redditività del settore mostrando il rapporto tra costi complessivi e premi incassati nello stesso periodo, è tornato su livelli fisiologici tra il 90 e il 91% dopo il picco del 104% del 2023, legato all’impatto delle catastrofi naturali.
Il manager ha sottolineato inoltre come la rete di agenzie resti al centro della distribuzione delle società, con il 73% del mercato danni, mentre la bancassicurazione continua a crescere fino al 9,4%. «L’agente resta una figura chiave», conferma Presutti, «perché il suo ruolo di consulente e guida per la clientela è fondamentale in un’offerta sempre più complessa».
Su questo punto concordano i protagonisti del settore. Per Giacomo Campora, ad e direttore generale di Allianz Italia, l’intelligenza artificiale segna una svolta paragonabile alla rivoluzione industriale. «L’AI sarà un grandissimo copilota di tutto il business che avremo da qui in avanti» spiega, aggiungendo che «per un assicuratore, per un liquidatore o per un agente sta cambiando il mondo».
Allianz sta sperimentando da diciotto mesi la piattaforma Ultra AI, progettata per affiancare il personale nella sottoscrizione e nella gestione dei sinistri. Lo strumento, sviluppato internamente per operare entro il perimetro contrattuale delle polizze, ha ormai raggiunto un livello di errore inferiore all’1%. «Abbiamo cominciato a testarla sugli agenti più scettici», racconta Campora, «e le prime reazioni sono state sorprendenti. È una rivoluzione che parte dal basso, sperimentando e imparando di continuo».
Anche sul fronte della bancassicurazione l’uso dell’intelligenza artificiale sta cambiando i modelli di relazione. «Essere bancassicurazione non significa avere una banca che vende polizze», osserva Virginia Borla, amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo Assicurazioni, «ma una banca che integra al suo interno società assicurative in grado di lavorare in sinergia, condividendo dati e strategie». L’obiettivo è offrire una visione integrata del cliente, capace di connettere risparmio, credito e protezione in un’unica esperienza coerente. Ed è l’intelligenza artificiale a raccogliere, correlare e interpretare i dati che rendono possibile tutto questo.
Borla ricorda che il gruppo ha lanciato già nel 2018 un prodotto modulare che consente di adattare le coperture in base all’età, allo stile di vita e ai bisogni delle famiglie e delle imprese.
Dalle piattaforme di sottoscrizione ai modelli predittivi, l’intelligenza artificiale è ormai parte integrante della filiera assicurativa, impiegata per personalizzare i prodotti, contenere i costi e migliorare l’esperienza del cliente. E i primi a beneficiarne saranno gli agenti, sollevati dal peso delle attività burocratiche e messi nelle condizioni di offrire un servizio più rapido, preciso e personalizzato come mai prima d’ora. (riproduzione riservata)