Apple ha fissato un budget di circa un miliardo di dollari per procurarsi e produrre contenuti originali nel corso del prossimo anno, secondo quanto riportano fonti vicine al progetto. Il segnale dell’effettiva volontà da parte della società che ha rivoluzionato l’intero settore Ict e media con iPhone di sfondare a Hollywood. L’iniziativa va a sommarsi con la nota forza nel marketing vantata dalla società e la sua portata mondiale, che la rendono automaticamente un concorrente considerevole in un mercato affollato in cui i nuovi player e le aziende tradizionali si danno battaglia per l’acquisizione di contenuti originali. La cifra rappresenta circa la metà di quanto destinato l’anno scorso da HBO (gruppo Time Warner) e pari alle stime della spesa di Amazon nel 2013, anno successivo all’annuncio dell’incursione in questo segmento.
Il colosso guidato da Tim Cook potrebbe acquisire e produrre fino a una decina di show tv, secondo le indiscrezioni, contribuendo a soddisfare la vision del senior vice president, Eddy Cue, che punta sull’offerta di contenuti video di alta qualità, del calibro di Game of Thrones, mediante il servizio di streaming musicale o una nuova opzione focalizzata esclusivamente sul video. Il budget sarà nelle mani dei veterani di Hollywood Jamie Erlicht e Zack Van Amburg, strappati a Sony lo scorso giugno per sovrintendere la strategia video. La rescissione dei precedenti contratti dei top manager è avvenuta con un mese d’anticipo rispetto alla scadenza e, sempre secondo fonti informate sui fatti, questo mese i due hanno preso posto presso gli uffici di Los Angeles, dove stanno assumendo la responsabilità sulla programmazione dal team di Music.
Farsi largo nell’affollato business video non sarà facile. Amazon e Netflix detengono un vantaggio considerevole e budget dedicati molto più ampi. Per una commedia i costi legati alla programmazione possono variare da 2 a oltre milioni di dollari per episodio. La produzione di un puntata di una serie di alta gamma come Game of Thrones può arrivare a più di 10 milioni di dollari. L’infilata di successi avuta con House of Cards e Orange is the New Black ha contribuito fortemente allo sviluppo dell’attività di Netflix. All’epoca del lancio il budget annuo per i contenuti propri e acquisiti era di circa 2 miliardi di dollari; quest’anno è prevista una spesa di oltre 6 miliardi di dollari. Per guadagnarsi un posto di rispetto, stando ai beninformati, Apple necessita di fare almeno un centro. Gli sforzi iniziali (Planet of the Apps, il talent lanciato a giugno su Apple Music e Carpool Karaoke), non hanno incontrato il favore della critica.
Con 215,64 miliardi di dollari di fatturato nello scorso esercizio e più di 261 miliardi di dollari di liquidità, tuttavia, la Mela ha la possibilità di incrementare rapidamente la spesa per i contenuti. Van Amburg e Erlicht hanno già iniziato a incontrare alcuni agenti a Hollywood, hanno aggiunto le fonti. Inoltre i due big hanno ingaggiato l’ex presidente di Wgn America, Matt Cherniss, per dirigere lo sviluppo del progetto. La compagnia fondata da Steve Jobs è impaziente di consolidare il business video (noleggio di film e serie tv mediante iTunes), contrastato dall’ascesa dei servizi di sottoscrizione che offrono la programmazione a fronte di un canone mensile. L’anno scorso iTunes ha generato una stima di 4,1 miliardi di dollari di entrate, ma la quota nel mercato del noleggio è diminuita dal 50% nel 2012 a meno del 35%.
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