Una nuova causa contro OpenAI. Dopo lo scontro con alcuni giornali americani, capitanati dal New York Times, per una controversia sul copyright, adesso è Apple ad accusare l’azienda di Sam Altman di aver rubato «segreti commerciali».
La società con sede a Cupertino, secondo quanto riporta la Cnbc, avrebbe fatto causa presso un tribunale federale della California settentrionale, sostenendo che l'azienda di intelligenza artificiale si sarebbe appropriata della proprietà intellettuale per sviluppare un proprio hardware di consumo. «Una cosa è certa: a tutti i livelli, dai membri del suo staff tecnico al responsabile hardware, e in coordinamento con i partner commerciali, OpenAI ha rubato segreti commerciali e informazioni riservate di Apple», ha dichiarato la società creatrice dell’Iphone in un documento legale.
La maggior parte delle accuse di Apple riguarda ex dipendenti che hanno sostenuto colloqui di lavoro o sono entrati a far parte di OpenAI. La società di Cupertino ha affermato che Tang Tan, responsabile hardware di OpenAI ed ex vicepresidente di Apple, avrebbe ordinato ai dipendenti della mela che si candidavano presso OpenAI di rivelare i segreti aziendali durante il processo di selezione. «Ha chiesto ai candidati che lavorano ancora per Apple di portare “componenti reali” di Apple ai colloqui per delle sessioni di “mostra e racconta” in cui lui e il suo team di OpenAI possono estorcere ulteriori informazioni riservate di Apple», ha affermato la società nella documentazione.
Inoltre, Apple accusa la società di Altman anche di aver istruito i dipendenti in procinto di lasciare l’azienda su come eludere i processi di sicurezza al momento del loro addio. «Recentemente, sono emerse prove significative che suggeriscono che alcuni dipendenti di OpenAI si siano appropriati indebitamente di informazioni segrete e riservate di Apple riguardanti le nostre tecnologie, i nostri processi e i nostri prodotti non ancora rilasciati», ha dichiarato un rappresentante di Apple a Cnbc in un comunicato.
Non si è fatta attendere la replica di OpenAI: «Non ci interessano i segreti commerciali di altre aziende. Rimaniamo concentrati sullo sviluppo di tecnologie innovative che diano potere alle persone in tutto il mondo».
Fino a poco tempo fa, Apple e OpenAI collaboravano: le due aziende avevano stretto una partnership di alto profilo nel 2024, quando ChatGPT fu integrato nel sistema operativo dell'iPhone. Tuttavia, i rapporti tra le due società si sono raffreddati da quando OpenAI ha annunciato l’intenzione di entrare nel settore hardware, acquisendo la startup di Jony Ive, ex designer di Apple, chiamata IO Products, per 6,4 miliardi di dollari.
E adesso questa ulteriore azione legale potrebbe complicare i piani del colosso dell'intelligenza artificiale per la sua attesissima quotazione a Wall Street. L'azienda, valutata circa 852 miliardi di dollari, ha raccolto oltre 180 miliardi di dollari dagli investitori e l'espansione nel settore dell'hardware di consumo è considerata un'importante opportunità di crescita. (riproduzione riservata)