Poco più di un italiano su quattro ha fatto acquisti soprattutto online nel 2025. E il 68% ha usato app di pagamento come Paypal, Satispay o Revolut. Sono alcune delle indicazioni contenute in un’analisi effettuata da Nomisma per Visa sulle abitudini dei consumatori in Italia, presentata il 10 giugno a Milano.
Nel 2030, secondo il report, i canali digitali supereranno i negozi fisici. Nel 2024 il 51% degli acquisti non ricorrenti delle famiglie italiane è stato effettuato in un punto vendita, contro il 33% dell’online. Tra quattro anni la quota dei negozi potrebbe scendere al 41%, a fronte del 43% stimato per il canale online.
«Con la tecnologia il commercio sta diventando sempre più veloce ma anche più esposto a potenziali frodi», sottolinea Stefano Stoppani, country manager per l’Italia di Visa. «Questo non significa che dobbiamo bloccare la tecnologia, ma dobbiamo governarla. Il prossimo step sarà il commercio agentico: sia la ricerca dei prodotti sia i pagamenti saranno delegati a un agente AI».
La diffusione di modalità di pagamento smaterializzate come app e wallet, usati rispettivamente dal 68% e dal 46% del campione, non comporta l’immediato abbandono delle forme di acquisto tradizionali. Anzi, per ora la maggioranza degli italiani continua a preferire lo shopping nei negozi fisici: nel 2025 il 45% ha comprato soprattutto in negozio, contro il 26% che lo ha fatto prevalentemente online e un 29% che dichiara di aver usato in modo equivalente i due canali.
Tra i più giovani (18-29 anni) la percentuale di chi ha fatto acquisti prevalentemente online lo scorso anno cresce fino al 36%. Ma la tendenza a migrare sui canali digitali è trasversale: il 38% degli intervistati tra 30 e 44 anni e il 39% tra i 45 e i 54 anni ha effettuato un acquisto a settimana online nel 2025. Solo salendo sopra i 55 anni l’utilizzo dell’e-commerce si riduce.
Resta, invece, marginale l’utilizzo delle criptovalute: solo il 4% degli italiani ha pagato con bitcoin o altre monete virtuali nel 2025. «Chi possiede delle criptovalute le usa come riserva di valore più che come metodo di pagamento», spiega Luca Gagliardi, head of Consulting & Analytics Italia di Visa.
Il 41% degli italiani cerca informazioni sui prodotti tramite l’intelligenza artificiale o usa gli strumenti di AI per confrontare più opzioni (33%) e chiedere consigli (23%). Inoltre, uno su due memorizza le sue informazioni di pagamento online, ma allo stesso tempo molti utenti temono che sia sempre più probabile incappare in tentativi di frode e che difendersi non sia così facile. «La percentuale di chi teme le frodi è cresciuta rispetto a qualche anno fa», conclude Ersilia Di Tullio, head of Strategic Advisory di Nomisma. «Solo il 13% degli italiani è sicuro che riconoscerebbe una truffa, mentre il 29% dichiara di non avere gli strumenti necessari». (riproduzione riservata)