Dopo gli Stati Uniti, la Gran Bretagna. Il rinnovo dei vertici delle autorità Antitrust sta portando a capo dei Garanti della concorrenza di diversi Paesi profili che, salvo sorprese, faranno sorridere le big tech. Il nuovo presidente della Competition and Markets Authority (Cma) britannica è, infatti, una vecchia conoscenza dei colossi del web: Doug Gurr.
Matematico e informatico di formazione, prima di arrivare alla Cma Gurr è stato direttore del Natural History Museum di Londra. Ma è un’altra la voce del suo curriculum che ha indispettito i sindacati nel Regno Unito: l’esperienza quasi decennale in Amazon. Per la società di Jeff Bezon Gurr è stato direttore generale nel Regno Unito dal 2016 al 2020, dopo cinque anni passati ricoprendo altri ruoli all’interno della compagnia tra Gran Bretagna e Cina.
La sua nomina, dunque, è stata interpretata da una parte dell’opinione pubblica come un segnale di distensione dei rapporti tra l’Antitrust e le big tech. I sindacati, in particolare, l’hanno definita «uno schiaffo in faccia» ai lavoratori mentre le associazioni dei consumatori hanno parlato di una scelta «trumpiana». Considerazioni sostenute dagli antefatti dalle modalità con cui è avvenuto il passaggio di consegne: l’ex presidente dell’Authority britannica, Marcus Bokkerink, ha dato le dimissioni martedì 21 dopo che il governo inglese ha detto di volere una Cma più orientata alla crescita che alla regolamentazione.
Non è un caso che gli oppositori di Gurr evochino Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha appena cambiato il capo della Federal Trade Commission (Ftc) sostituendo Lina Khan, che negli anni passati ha avviato una serie di procedimenti contro le varie Google, Amazon, Meta, con Andrew Ferguson.
Questo avvicendamento è stato interpretato come la fine della stagione delle maxi inchieste Antitrust contro le big tech. «Questi cambiamenti renderanno probabilmente la Ftc più favorevole alle imprese di quanto non sia stata negli ultimi anni, anche se la misura in cui ciò avverrà è da determinare», ha commentato Anthony DiResta, avvocato per la tutela dei consumatori di Holland & Knight, in una recente analisi. (riproduzione riservata)