Il 2025 si preannuncia come il terzo anno migliore delle storia per i cat bond, le obbligazioni legate agli eventi catastrofali che stanno continuando a riconoscere rendimenti interessanti ai sottoscrittori. Gli scongiuri, quando si parla di terremoti, uragani e alluvioni che causano morte e distruzione, sono di rigore ma mancano ormai pochi giorni alla fine dell’anno che promette di essere il terzo di fila senza grandi eventi dannosi.
Spiega Marco Della Giacoma, portfolio manager di Tenax Capital Ltd: «La stagione degli uragani in America è finita a novembre, con il picco che c’è stato a settembre senza grandi eventi. È stata la prima volta in un decennio che gli Stati Uniti non sono stati colpiti da un uragano. Ci sono state 13 tempeste rispetto alle 16 che erano state previste e quelle che hanno colpito l’Europa non hanno registrato fenomeni particolarmente gravi», dice il gestore.
Il calo degli eventi catastrofali ha un impatto diretto sui rendimenti dei bond. Senza fenomeni il sottoscrittore incassa l’intero tasso di rendimento previsto ma d’altra parte, se un anno si chiude senza eventi gravi, e quindi senza perdite, i bond emessi nell’anno successivo pagano un rendimento più basso. Mentre se si verificano uno o più eventi particolarmente dannosi, i bond dell’anno successivo subiscono un repricing, con un aumento dei tassi d’interesse, con un chiaro effetto di trascinamento sia in positivo sia in negativo.
«Il mercato dei cat bond si è sviluppato dopo l’uragano Andrew del 1992 che devastò il sud della Florida e causò 65 morti e danni economici per oltre 27 miliardi di dollari con il sistema assicurativo che subì pesanti perdite di capitale. Il 2017, tra uragani e incendi in California, è stato l’anno peggiore mentre dal 2019 in poi i rendimenti sono sempre stati positivi», ricorda Della Giacoma. Grazie ai cat bond il rischio legato ad uragani e terremoti viene trasferito dalle compagnie assicurative ai sottoscrittori delle obbligazioni, come avviene anche per la riassicurazione (più diffusa in Europa) e il mercato ha continuato a svilupparsi negli anni per un valore complessivo che ha raggiunto oltre 55 miliardi di dollari, per circa il 75% proveniente da bond emessi negli Usa, e una ventina di fondi d’investimento dedicati.
Il fondo di Tenax dedicato ai cat bond (Tenax ILS Ucits Fund) sta per chiudere il 2025 con un rendimento lordo dell’8% nella classe di azioni con copertura in euro (con copertura quindi rispetto ai dollaro). «Nel 2023 il rendimento dell’indice di riferimento di Swiss Re era stato del 20%. Con il calo dei fenomeni catastrofali nel 2024 è sceso al 17% e all’11% quest’anno con le previsioni per il prossimo che si attestano tra il 5 e il 6,5%», continua Della Giacoma. Emissioni che, per definizione, hanno il vantaggio di essere de correlate dai mercati finanziari tradizionali, con una volatilità ridotta.
«Si tratta di un settore in crescita continua sia dal lato della domanda sia dell’offerta di nuovi bond con le compagnie assicurative e riassicurative che hanno bisogno di far uscire dal loro bilanci il rischio legato alle catastrofi naturali», dice Della Giacoma citando anche il mercato italiano, dove l’introduzione dell’obbligo per le tutte le imprese di assicurarsi contro terremoti & co potrebbe portare ad una nuova offerta di obbligazioni catastrofali.
«La riassicurazioni in Italia è piuttosto cara, in particolare per i rischi secondari (esclusi terremoti e uragani, ndr) ed è plausibile che la retrocessione del rischio da parte delle compagnie possa trovare la via di bond catastrofali, che potrebbero essere emessi anche da Sace (il riassicuratore controllato dal ministero dell’Economia, ndr). Molto dipenderà dall’efficienza del mercato nella definizione del prezzo con il 2016 che si preannuncia come un altro anno interessante», conclude il gestore. (riproduzione riservata)