Allianz resterà in Ania. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza l’accordo per la riforma della governance dell’associazione delle compagnie di assicurazione presieduta da Giovanni Liverani sarebbe di fatto stato raggiunto. Così la compagnia tedesca Allianz, guidata in Italia da Giacomo Campora, che nei mesi scorsi aveva annunciato l’intenzione di uscire da Ania esprimendo insoddisfazione per l’assetto degli organi di governo dell’associazione, sarebbe pronta a ripensarci e a rimanere.
Le divergenze erano emerse alla fine dello scorso anno, in occasione della nomina del nuovo vertice con la chiamata di Liverani, arrivato da Generali dopo aver guidato la riorganizzazione delle partecipate tedesche del Leone. Il nuovo presidente si era dato un anno di tempo per mettere a punto un nuovo assetto che fosse condiviso da tutti, con la voglia di cambiamento che arrivava, in particolare, da Allianz e da Intesa Sanpaolo Assicurazioni.
La strada si era fatta in salita dopo che Allianz aveva annunciato l’intenzione di uscire dal primo gennaio 2026. Era stato lo stesso Campora a spiegarne le motivazioni: «La comunicazione all’Ania di recesso dall’associazione è motivata da sostanziali divergenze sulla governance della stessa, divergenze che potrebbero essere sanate entro il termine del 31 dicembre», aveva detto l’amministratore delegato di Allianz Italia rispondendo, a inizio novembre, a una lettera delle quattro rappresentanze agenziali della compagnia tedesca. L’accordo, come visto, è arrivato con Intesa Sanpaolo Assicurazioni, che si sarebbe però astenuta. Il nuovo assetto di Ania dovrebbe essere sancito dall’assemblea che si riunirà venerdì 19 e che dovrà votare anche il budget 2026 dell’associazione.
La riorganizzazione, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, prevederebbe una distinzione più netta di funzioni tra il comitato esecutivo (composto oggi da 10 membri e presieduto da Liverani) e il consiglio direttivo, anch’esso presieduto da Liverani, dove oggi hanno rappresentanza i vertici di 30 compagnie. Nella nuova organizzazione, al comitato esecutivo sarebbero riservate le funzioni di governo e la definizione della strategia di Ania, mentre il consiglio direttivo avrebbe un ruolo di indirizzo e controllo. Una separazione di competenze che mira ad evitare sovrapposizioni e a rendere più efficiente l’organizzazione, e che riguarderebbe anche la distinzione di funzioni tra il presidente e la figura di direttore generale che sarebbe prevista dalla nuova organizzazione.
Il presidente dovrebbe occuparsi soprattutto della gestione degli stackholders, come i regolatori, il governo, le istituzioni europee o la comunicazione. La cronaca di questi giorni, come il settore assicurativo chiamato in causa a più riprese nella definizione della legge di Bilancio, mostra quanto sia importante per Ania avere una rappresentanza forte. In questo quadro, al direttore generale spetterebbe invece il coordinamento della macchina operativa dell’associazione.
Oggi in Ania ci sono un direttore generale e un condirettore generale. Le funzioni sarebbero quindi racchiuse in un’unica figura che dovrebbe essere selezionata nei prossimi mesi con la nomina di un head hunter, che potrebbe selezionare sia candidati esterni sia interni. L’attesa è per l’assemblea di venerdì 19 con Bianca Maria Farina che resta presidente emerito di Ania e presidente della Fondazione creata dall’associazione nel 2004. (riproduzione riservata)