Sarà la prossima legge di bilancio il tema più caldo al centro del comitato esecutivo dell’Ania che si riunirà questa mattina, 25 novembre. Le compagnie di assicurazione aderenti all’associazione presieduta da Giovanni Liverani sono pronte ad opporsi alle norme della manovra che le chiamano in campo. Non tanto per il previsto incremento dell’Irap, di due o di quattro punti. Quel sacrificio, che riguarda anche le banche, per senso di responsabilità le compagnie sono pronte a sostenerlo. Non vogliono però saperne di mollare su una questione decisamente più spinosa che era stata anticipata da MF-Milano Finanza lo scorso 7 ottobre e che per il settore avrebbe un impatto di un miliardo.
Si tratta dell’interpretazione secondo la quale alle polizze che assicurano il conducente contro l’infortunio, che hanno oggi una tassazione pari al 2,5% dei premi, andrebbe applicata la stessa aliquota dell’Rc Auto, pari al 12,5%. Un intervento retroattivo di 10 anni con un aggravio pari appunto a circa un miliardo e a quell’importo rischierebbero di aggiungersi le sanzioni che farebbero addirittura lievitare il conto a oltre 4 miliardi.
Secondo l’Agenzia delle Entrate, che nei mesi scorsi ha avviato accertamenti in alcune compagnie, l’aliquota corretta da applicare sarebbe proprio del 12,5% considerando che quelle polizze solo strettamente legate alle coperture Rc Auto. L’emendamento alla manovra, a firma di Matteo Gelmetti, (FdI), recepisce questi fatti ma le assicurazioni, come detto, sono pronte a dare battaglia e hanno chiesto pareri a diversi giuristi a loro favore, tra cui la professoressa Livia Salvini.
Secondo le ultime indiscrezioni l’emendamento di Gelmetti potrebbe anche essere accantonato nei prossimi giorni ma, in ogni caso, le compagnie devono trovare il modo di disinnescare definitivamente la questione delle polizze del conducente. Il governo, anche tirando fuori il tema dalla manovra, potrebbe infatti rispolverarlo con una successiva norma d’interpretazione autentica, di cui pure si era parlato nei giorni scorsi.
Dalla loro le assicurazioni hanno la storia: nel 1983 chiesero un’interpretazione della norma all’allora ministero delle Finanze che avvalorò l’applicazione alle polizze del conducente della stessa aliquota fiscale dei premi infortuni, pari allora al 2% e portata solo in seguito al 2,5%.
Oggi il comitato esecutivo dell’Ania dovrà discutere anche di un altro tema caldo per l’associazione. La riforma della governance che ha creato non poche tensioni tra gli associati nei mesi scorsi. Allianz ha annunciato la volontà di uscire da Ania, a far data dal primo gennaio, aggiungendosi a Unipol che già da anni ha scelto di sfilarsi. Questa mattina sul tavolo del comitato esecutivo dovrebbe arrivare una nuova proposta di modifica della governance.
L’intenzione è arrivare ad un accordo entro l’assemblea del prossimo 16 dicembre ricomponendo la frattura e magari richiamando anche Unipol sebbene il presidente del gruppo, Carlo Cimbri, nei giorni scorsi, abbia di nuovo frenato su un possibile ritorno in Ania. (riproduzione riservata)