Ion chiude il rifinanziamento di una parte del proprio debito obbligazionario e giovedì 2 maggio emetterà due nuovi bond per un controvalore di circa 750 milioni di euro.
Come anticipato da MF-Milano Finanza, la scorsa settimana la conglomerata inglese fondata da Andrea Pignataro (gravata oggi da un’esposizione complessiva di circa 12 miliardi) ha sondato il mercato per una doppia emissione. Le discussioni con alcuni fondi di investimento sono andate in porto e il gruppo ha potuto prezzare i titoli, che saranno collocati a breve.
A muoversi è stata la controllata Ion Corporates (affiancata dal veicolo Helios Software Holdings) che ha bussato al mercato per due tranche di senior secured notes con scadenza al 2029, di cui una da 467 milioni denominata in dollari con un rendimento del 8,75% e una da 280 milioni denominata in euro al 7,88%.
«Si prevede – spiega la società in un documento - che le obbligazioni saranno emesse il 2 maggio. I proventi dell'offerta saranno utilizzati per ripagare parzialmente gli importi utilizzati nell'ambito di term loan esistenti, per il pagamento delle commissioni e delle spese sostenute in relazione all'offerta e come liquidità in bilancio per scopi aziendali generali», conclude la nota. In particolare Bloomberg parla del rimborso integrale di un prestito da 599 milioni di dollari con scadenza nel 2028.
Il debito è uno degli aspetti delicati per Ion. Sebbene non esistano numeri ufficiali, il mercato stima un’esposizione complessiva di circa 12 miliardi di euro a fronte di ricavi per tre miliardi e un ebitda di 2,2 miliardi. Ion è da qualche anno molto attiva anche Italia dove ha già impegnato quasi un terzo delle risorse investite dal 2005 a oggi.
Negli ultimi anni il gruppo londinese ha infatti comprato prima Cedacri (servizi di outsourcing per il settore bancario) poi Cerved (credit information e credit management) quindi List (software per il settore finanziario). L’anno scorso poi Ion ha ottenuto luce verde da Bankitalia per l’acquisto del 32% della Cassa di risparmio di Volterra, l’istituto toscano in fase di turnaround.
In queste settimane Pignataro (che Forbes ha recentemente proclamato secondo uomo più ricco d’Italia dopo Giovanni Ferrero, con un patrimonio di un patrimonio di 27,5 miliardi di dollari) è alle prese con l’acquisizione di Prelios per cui manca ancora l’autorizzazione di via Nazionale. (riproduzione riservata)